Dall’articolo del “Bollettino Parrocchiale”
Scuole Comunali a Chiuso
Nell’occasione dell’inaugurazione delle Scuole la Prof.sa Antonietta Nava richiamò alle Autorità intervenute e a tutti i presenti il lavoro svolto per portar a termine questa costruzione tanto attesa.
Chiuso 3 novembre 1961
Signor Ministro, sig. Prefetto, sig. Provveditore, Signore e Signori,
I figli del sarto famoso di Chiuso erano due bambinette ed un fanciullo (come nel capitolo 24 dei Promessi Sposi) oppure due ragazzi ed una sola bambina (come nel capitolo 29)? L’autore della bella storia ce lo lascia indovina - re, divertendosi, come il solito a metter nell’imbarazzo i suoi commentatori. Ma poco importa risolvere il piccolo equivoco letterario, quando vediamo la discendenza del brav’uomo moltiplicata così, nell’uno e nell’altro sesso, da rendere indispensabile il nuovissimo edificio che oggi, festosamente si inaugura. Bisogna riconoscere che la prima pietra, deposta con solennità il 19 maggio 1960, è cresciuta rapidamente come un seme fecondo, moltiplicandosi anch’essa in molte altre pietre, composte e sovrapposte in gradevole e moderna architettura. C’è tra i presenti chi ricorda bene quel giorno d’inizio e di promesse? Era piovuto tutta la notte e all’alba il cielo nuvoloso non annunciava proprio niente di buono: furono dapprima radi goccioloni poi sempre più fitti, finché la venne giù a catinelle. Ma verso le dieci all’ora fissata per la cerimonia, ecco un raggio gioioso tra i nuvoli folti; e subito, nell’aria rasserenata, trascorsero gli inni cari alla patria, intonati lietamente dalle scolaresche di questo rione laborioso e gentile, per accogliere le autorità e gli invitati alla funzione augurale. Oggi alla distanza di un anno, cinque mesi e 15 giorni, è un radioso sole autunnale ad illuminare ed incorniciare la sospirata cerimonia inaugurale. “Ah! Esclamerò anch’io con il celebre personaggio di Chiuso, Ah! S’avrebbe a fare un libro in istampa sopra un fracasso i questa sorte…”! Non voglio dire che il libro andrebbe scritto sulle vicende, non chiassose in verità, ma varie ed interessanti, che condussero alla costruzione della nuova scuola. Le istanze della popolazione, la cortese ospitalità dell’amministrazione dell’Asilo di Chiuso, nonostante le gravi difficoltà da essa incontrate a causa della cessione dei locali necessari, i sopralluoghi e le delibere della giunta, le discussioni del consiglio comunale, il progetto del nuovo edificio, lo studio del piano finanziario, il sensi - bile apprezzatissimo contributo dello stato, l’approvazione dell’autorità competente; ed infine il passaggio dalle parole ai fatti, cioè dalle scartoffie al cemento armato. Ma qui si dovrebbe cedere il posto e la parola al bravo geometra Marzario che ha dato diligente ed intelligente esecuzione al progetto dell’ingegnere capo del comune di Lecco, l’esimio e caro dott. Mario Magnani progetto davvero pregevole, piacevole e soprattutto funzionale. Non posso tacere con quale interesse e trepida preoccupazione l’ingegnere e il geometra mi tenevano informata dei progressi, non meno che degli inevitabili ritardi e contrattempi. Ma ora, guardatela ormai compiuta la nostra nuova scuola: 5 aule scolastiche ed una per gli insegnanti, due grandi sale soggiorno per le attività collettive, un ambulatorio medico, una sala refettorio con cucia e dispensa, il grazioso appartamento del custode: e nello scantinato un salone da proiezioni, uno spazioso ambiente libero da adibirsi provvisoriamente a palestra e la centrale termica. La scuola copre così una superficie di metri quadrati 463, occupa un volume di 6000 metri cubi ed ha tutto intorno non meno di 1500 metri quadrati di cortile. E il risultato? Non vi pare che sia come un gioiello incastonato in una cornice stupenda, tra i monti e il lago, con sopra il castellaccio che impaura l’animo e sotto la chiesetta del beato Serafino che lo rasserena? Ed ora resta solo una lacuna da riempire. Quale nome imporremo alla nuova scuola di Chiuso, giacché l’anonimo manzoniano non ci consente quello del sarto lettore? Sarà gradita ogni genia - le proposta: però l’anno centenario dell’unità italiana sembra restringere la scelta tra i patrioti lecchesi che presero parte al Risorgimento. Il fra - terno manipolo dei cinque fratelli Torri Tarelli, passato per la storia d’Italia bello di gloria e di morte, non fregia ancora nessuna delle istituzioni scolastiche della nostra città! Ed anche Antonio Ghislanzoni, letterato e patriota, maggianichese di adozione, non meriterebbe un simile riconoscimento? Ai posteri l’ardua sentenza! Ma intanto vada l’espressione della geniale soddisfazione e gratitudine a S. Eccellenza Mario Martinelli, Ministro del Commercio Estero, che ha voluto onorare la solenne inaugurazione; e non vorremmo nascondere la speranza di averlo ancora ospite ambi - to per porre la prima pietra di altre scuole che sono costante aspirazione e nel fermo proposito dell’amministrazione comunale di Lecco; la città operosa che, pur tra il frastuono delle macchine e dei magli, sente sinceramente le supreme ragioni dell’intelligenza e dello spirito.
Articolo da “Il Resegone” del 6 novembre 1961
PRESENTE IL MINISTRO MARTINELLI
Inaugurato a Chiuso l’edificio scolastico
Inaugurata anche la sede della scuola differenziale a Castello
Nel rione di Chiuso sono state inaugurate le nuove scuole elementari, iniziate esattamente un anno fa e realizzate a cura dell’Amministrazione Comunale che si è valsa anche di un contributo statale per un complessivo di oltre 50 milioni di lire. La necessità di un edificio scolastico in questo rione era da tempo vivamente sentita poiché la popolazione scolastica, o era ospitata finora in locali privati, oppure doveva convergere nelle scuola di Maggianico. Questa nuova realizzazione rientra quindi nel vasto programma di risanamento della situazione scolastica che l’Amministrazione lecchese sta gradualmente attuando. Alla cerimonia d’inaugurazione ha presenziato il Ministro del Commercio con l’estero on. Mario Martinelli che è stato accolto dalle autorità cittadine tra cui il sindaco, il sen. Pietro Amigoni, vari assessori e consiglieri comunali, i direttori e gli ispettori didattici, il rev. Parroco di Chiuso, e le autorità militari. Il ministro ha ascoltato un indirizzo di saluto dell’Assessore alla Pubblica Istruzione prof.sa Nava che, dopo aver rievocato le origini manzoniane di questo caratteristico “borgo”, ha messo in luce l’importanza della attuale realizzazione. Al saluto della prof.sa Nava si è associato il direttore del primo circolo didattico che fra l’altro ha ricordato come l’edificio delle scuole di Chiuso è stato costruito con concetti e criteri moderni tanto da essere considerato come un modello per tutte le future scuole che in seguito saranno costruite nel lecchese. Ha preso poi la parola il Ministro ricordando la funzione educativa della Scuola e la necessità di realizzare in essa quelle condizioni anche ambientali di serenità di tranquillità indispensabili per una seria preparazione dei cittadini e della futura classe dirigente. Il Ministro e le autorità hanno poi visitato l’edificio che consta di un seminterrato e tre piani i ciascuno dei quali sono sistemate tre aule ed un’ampia sala di soggiorno. Nell’edificio è sistemato anche l’ambulatorio medico ed un refettorio, il tutto arredato modernamente e funzionalmente. Questo edificio sarà completato prossimamente da un altro che comprenderà i servizi e la palestra. Nella stessa giornata il Ministro Martinelli e le autorità si sono recati a Castello dove hanno inaugurato la sede della Scuola differenziale, ricavata nell’edificio annesso al Palazzo Belgioioso.