Guardai sulla botte e notai che c’era scritto 1500 e questa fu la risposta che diedi alla botte parlante. Ad un certo punto sentii una leggera scossa e la botte cadde per terra rompendosi facendo rotolare fuori il chicco d’uva, che raccolsi e misi nel mio borsellino.
Dirigendomi verso l’ultima tappa, ovvero a Parma, città molto famosa anche per i prosciutti, trovai delle bottiglie di vino molto vecchie, una delle etichette delle bottiglie parlò e disse: “Sulla sinistra, in una vetrinetta da sola, c’è una bottiglia di vino prodotta da Henri Caumont, un Francese che sposò un’Italiana.
Ad un certo punto della sua vita smise di fare l'ingegnere e iniziò a produrre vino, che era così buono che si meritò persino delle medaglie, sai dirmi quando e dove lo premiarono?”.