a cura di Giuseppe Vanacore 1E
La partita LAZIO-NAPOLI si è svolta sabato 15 Febbraio alle ore 18:00 in casa LAZIO. Prima azione proprio per loro, con una punizione fantastica ma Meret dice di no. Poi la LAZIO ha avuto un altra chance e segna l’ 1-0 con il goal di Isaksen. Poi Provedel sbaglia il rinvio del pallone così lo prende McTominay che lo passa a Raspadori e fa uno scambio con Lukaku, poi tira e riesce a stabilizzare il pareggio, dunque 1-1. Poi di nuovo la LAZIO con Rovella, ma Meret è un mostro in porta e la para.
Poi ancora il NAPOLI con Lukaku ma Provedel, aiutato dalla fortuna, la para. Poi la LAZIO tenta il tiro ma sbaglia. Poi arriva il meraviglioso 2-1 per il NAPOLI con un autogol di Marusic. Successivamente, il gol di Zaccagni, per la Lazio viene annullato per fuorigioco. La LAZIO inizia però a farsi pericolosa e fa il 2-2 riaprendo la partita. E così finisce questa fantastica partita molto combattuta tra due incredibili squadre!
a cura di Giuseppe Vanacore, Giuseppe Gentile, Alessandro Ferrara, Michele Acampora,1E
La partita del Napoli si è svolta il 9 febbraio alle nove meno un quarto in casa Napoli. La prima azione è stata dell’UDINESE, un calcio d’angolo dell’Udinese con SANDI LODRIC che tenta il tiro con il mancino ma MERET si allunga e la para. Poi con il passaggio FILTRANTE DI POLITANO che arriva a DI LORENZO con il cross per McTominay e il suo tiro ma il portiere la para.
Poi POLITANO prova il tiro ma il portiere, riesce ancora una volta, con personalità a dire di no al pallone di entrare in porta. Si sblocca la partita con il clamoroso goal di McTominay. Dopo, i bianconeri riescono ad avanzare segnando e bucando quasi la rete. Poi ci sono state molte azioni dell’Udinese sprecate, la più importante è quella di Lucca che in precedente ha segnato uno splendido goal da fuori area. Poi il Napoli con l’ attaccante Simeone raggiunge l’area di rigore ma il suo incredibile tiro esce fuori con potenza ma senza precisione. Infine si conclude così, 1-1 e al nostro Napoli viene concesso soltanto un punto.
Javier Adelmar Zanetti, l’uomo dei record. Arriva all' Inter a 22 anni, con i vestiti in un sacchetto della spazzatura e le scarpe in una bustina di plastica sporca. Tutti aspettavano Rambert, ma si trovarono un ragazzino fortissimo che segnò 2 goal. Però il destino volle che Rambert tornò in campo quasi subito, Zanetti salutò un San Siro in lacrime per lui.
Con una carriera eccezionale, corretto, esemplare, con lo stesso taglio di capelli e lo stesso sorriso, rientrò in campo e nel 1998 eseguì un goal indimenticabile per il suo primo trofeo ( la coppa Uefa 1998). Il campione vinse 5 scudetti, 3 Coppe Italia, 1 Mondiale per club e 1 Champions League.
Detiene tutti i record immaginabili : 598 partite, 73.284 minuti, 47 derby, 160 volte in Europa. Nel 2005 crea una ONLUS che aiuta i bambini in Argentina. 1995, venne introdotta la numerazione fissa in Italia, e lui sceglie il numero 4. Al suo ritiro viene deciso il suo posto nei migliori giocatori dell'Inter e il secondo posto se lo è più che meritato. Il suo ritiro avviene nel 2014.
LA STORIA DI LIONEL MESSI
a cura di Giuseppe Vanacore 1E
Lionel Messi è il miglior giocatore al mondo insieme a Ronaldo. Adesso vi racconto la sua storia.
Lionel Messi è nato in Argentina, con un problema di ipopituitarismo. Durante una partita, poichè il fratello si era infortunato ed erano finiti i panchinari, allora la nonna di Messi chiese se potesse giocare al posto di suo fratello. In quella partita Messi iniziò ad innamorarsi del calcio. Dopo quella partita decise di praticare calcio e vinse molte partite. Fino a che un giorno il medico gli disse che non poteva continuare a giocare; ma Messi non si arrese. Crescendo, Messi iniziò la sua carriera al Barcellona, dove segnò 672 goal; poi passò al PSG, dove incontrò Mbappè e Neymar. Messi nel 2022 vinse il mondiale, un grande traguardo. Nel 2024 andò all'Inter Miami, dove è ancora attualmente, con i suoi 38 goal. Attualmente la carriera di Messi conta all'attivo 1 mondiale, 8 palloni d'oro, 4 champions e 6 scarpe d'oro.
CAMPIONATI STUDENTESCHI DI PALLAVOLO
a cura di Anna Kalinova 2E
Oggi, giovedì 20 marzo si è svolta la prima partita dei campionati studenteschi a Gragnano...adesso vi spiego meglio.
Siamo partite alle otto e dieci dal nostro plesso e siamo andate a Gragnano; ci accompagnava la professoressa Apuzzo e il nostro mister Ferdinando, che ci stanno aiutando e supportando durante questo lungo percorso che, come tutti i percorsi, è pieno di buche e ostacoli. Arrivate nella palestra che ci ospitava, ci siamo riscaldate e abbiamo giocato la nostra prima partita contro delle ragazze di Gragnano che, erano appena al nostro livello; infatti abbiamo messo le nostre emozioni da parte e abbiamo fatto le semplici mosse che facciamo sempre durante l'allenamento qui ad Agerola. Dopo abbiamo assistito alla partita di Gragnano contro Santa Maria la Carità e durante questa partita, in cui ha vinto Santa Maria la Carità, ci siamo rilassate un pochino troppo...
intendo, ci siamo un poco montate la testa, credendo di vincere la partita in modo semplice e veloce, come la precedente, ma purtroppo ci sbagliavamo.
Il primo set ci siamo viste perse e abbiamo cominciato a subire battute e ricezione; durante il secondo, le emozioni negative hanno preso il sopravvento e abbiamo cominciato a non ragionare, complicandoci la vita e regalando punti all'avversario.
Il terzo set, invece, ci siamo riprese e abbiamo vinto.
Credo che questa nuova esperienza ci sia servita sia per migliorare la prestazione tecnica che per imparare a gestire le nostre emozioni. Tornate ad Agerola, siamo rientrate a scuola e siamo andate ad esporre la nostra esperienza alla Dirigente Scolastica, che ha apprezzato il nostro impegno e ci ha motivato a continuare così. Penso che se continuiamo così arriveremo molto in alto e raggiungeremo tutti i nostri obiettivi!!
DAVID BECKHAM
A CURA DI: Giuseppe Mascolo, 1A Antonio Ferraioli, 2B
Chi lo odiava diceva che non era un atleta, ma un pagliaccio della pubblicità. Sposò la Spice Girl Victoria Adams, perciò lo chiamarono Spice Boy. Per anni, fu il calciatore più ricco al mondo, capace di fondare un’industria sulla sua immagine. Ma David faceva il calciatore, ed era un calciatore vero. Raggiunse la notorietà nel Manchester United, come uno dei figli prediletti del grande allenatore Alex Ferguson. Prima giocava sulla fascia destra, ma imparò a variare in tutto il campo. Aveva un tiro insidioso, specie su punizione, ed era un asso nel mandare in rete i compagni. Con i “Diavoli Rossi”, oltre ai titoli nazionali, vinse la Champions League del 1999, nella finale contro il Bayern Monaco. Andò al Real Madrid e poi in America, firmando un ricco contratto con i Galaxy. Ciò anche in Italia col Milan. Finì in Francia nel Paris Saint Germain. In Nazionale fu odiato per l’espulsione contro l’Argentina, in Francia nel 1998, poi amato per il goal di qualificazione contro la Grecia nei mondiali seguenti. Giocò oltre 100 partite con i Leoni d’Inghilterra, e ne fu l’orgoglioso captano.
Renè Higuita
a cura di Giuseppe Mascolo, 1A e Antonio Ferraioli, 2B
La sua vita è stata segnata da avvenimenti e comportamenti discutibili: nel 1993 fu tratto in arresto perché fece da mediatore in un sequestro senza avvisare la polizia, rimanendo in carcere sette mesi; il 23 novembre 2004 fu trovato positivo alla cocaina in un test antidoping, mentre disputava il campionato ecuadoriano. Portiere estroso, la sua fama è legata soprattutto al celebre colpo dello scorpione: un modo tutto originale di parare da lui ideato. In pratica, consisteva nel lasciare andare la palla fin dietro la sua testa e colpirla in tuffo con entrambe le suole delle scarpe; celebre la parata sul pallonetto di Jeni Redckapp, durante la partita amichevole Inghilterra-Colombia, conclusasi sullo 0-0, del 1995.
Realizzò 3 goal in 68 partite ufficiali in Nazionale. In carriera ha segnato un totale di 41 reti.
Dopo una serie di esperienze con squadre amatoriali, debuttò con il Millinarios, poi con l'Atlètico Nachional di Medellín, dove rimase fino al 1992, vincendo un campionato colombiano, una Coppa Interamericana, e giocando la finale di Coppa Intercontinentale, persa contro il Milan di Sacchi. In seguito fu per una stagione al Real Valladolid, in Spagna, e ritornò nella società che lo aveva lanciato, con cui sollevò un'altra Coppa Interamericana. Nel 1996 si trasferì in Messico, poi in Ecuador, dove rimase fino al 2004. Proseguì girando annualmente di squadra in squadra fino al 2005: a seguito di un test antidroga fallito, mentre militava nell’ caucas,decise di ritirarsi. Già dal 1990 diventa il portiere titolare della Colombia, con cui partecipa in quell'anno ai Mondiali in Italia. Qui è protagonista di un ottimo torneo fino alla "papera" che, agli ottavi di finale, costa ai sudamericani l'eliminazione a opera del Camerun. Higuita giunge fino a centrocampo, dove l'attaccante avversario Roger Milla gli ruba il pallone, realizzando una comoda rete a porta sguarnita. Fino a quel momento il portiere era stato uno dei maggiori artefici dei buoni risultati della sua Nazionale, parando un rigore nella gara persa 1-0 contro la Jugoslavia e risultando tra i migliori in campo nell'1-1 tra i Cafeteros e la Germania Ovest, poi vincitrice dell'edizione.
Ha successivamente disputato la Copa America 1991, dove la Colombia si è classificata quarta; la sua ultima convocazione fu per l’edizione del 1999 della stessa competizione.
Spesso Higuita batteva i calci piazzati anche della sua Nazionale, dove in totale ha realizzato tre reti in 68 presenze.