a cura di Acampora Andrea 3B
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La stagione di accoppiamento va da dicembre a marzo, con la nidificazione che avviene tra gennaio e aprile, variando leggermente a seconda dell'isola e delle condizioni ambientali. I maschi difendono territori che possono estendersi da 1,2 a 38,8 m², utilizzando comportamenti come il movimento della testa e scontri diretti per allontanare i rivali.
Le femmine, mature sessualmente tra i 3 e i 5 anni, si accoppiano generalmente con un solo maschio per stagione, preferibilmente il più grande e dominanti.
Circa un mese dopo l'accoppiamento, le femmine migrano verso aree sabbiose, talvolta fino a 1,2 km dall'acqua, per scavare nidi profondi 30–80 cm.
Depongono da 1 a 6 uova bianche e molli, che rappresentano fino a un quarto del loro peso corporeo. Dopo aver coperto il nido, le femmine lo sorvegliano per alcuni giorni, ma poi lo abbandonano. L'incubazione dura tra 89 e 120 giorni, con la schiusa che avviene tra aprile e luglio.
I neonati, lunghi circa 23 cm e del peso di 50–60 g, emergono dal nido e corrono rapidamente verso aree rocciose per sfuggire ai predatori come gabbiani, falchi e serpenti. Una volta in acqua, iniziano a nutrirsi di alghe marine. La sopravvivenza dei giovani è bassa, con molti che non raggiungono l'età adulta a causa di predazione e condizioni ambientali difficili.
Questo ciclo riproduttivo evidenzia l'adattamento dell'iguana marina a un ambiente insulare estremo, dove ogni fase della vita è influenzata da fattori ecologici e comportamentali complessi.
a cura di Acampora Andrea 3B
Circa 4,54 miliardi di anni fa, la Terra si formò dalla nebulosa solare, una nube di gas e polveri interstellari. Inizialmente, il pianeta era una massa incandescente, soggetta a frequenti impatti meteoritici. Con il raffreddamento, si formarono la crosta solida e gli oceani primordiali.
Le prime forme di vita, probabilmente procarioti unicellulari, emersero circa 3,8 miliardi di anni fa. Queste organismi iniziarono a influenzare la chimica dell'atmosfera e degli oceani, preparando il terreno per l'evoluzione della vita complessa.
Nel Proterozoico (2,5 miliardi - 542 milioni di anni fa), i continenti iniziarono a formarsi e a stabilizzarsi. Furono registrate glaciazioni globali, tra cui la "Terra palla di neve", che portarono a un raffreddamento estremo del pianeta.
Nel Mesozoico (252 - 66 milioni di anni fa), i dinosauri dominarono la Terra. La loro estinzione di massa, avvenuta circa 66 milioni di anni fa, aprì la strada all'evoluzione dei mammiferi e, successivamente, degli esseri umani.
Gli esseri umani moderni (Homo sapiens) comparvero circa 300.000 anni fa in Africa. La loro diffusione globale e l'emergere di civiltà complesse segnarono l'inizio dell'era storica.
a cura della scuola dell'Infanzia
Giochiamo e impariamo con Bee - Bot.
Nelle nostre attività di scuola dell'Infanzia, i bambini hanno esplorato il mondo delle STEAM con divertimento e creatività, utilizzando Bee-Bot per sviluppare abilità logiche e di problem - solving.
a cura di Acampora Andrea 3B
La criptozoologia è una pseudoscienza che studia gli "animali nascosti" o criptidi: esseri la cui esistenza è incerta o controversa, spesso legati al folklore, come il mostro di Loch Ness, lo Yeti o il chupacabra. Il termine fu coniato nel 1959 dallo zoologo Bernard Heuvelmans, mentre la disciplina si sviluppò negli anni '50 grazie anche a Ivan T. Sanderson.
La criptozoologia si distingue per l'uso di metodi non scientifici, come testimonianze aneddotiche e prove indirette, per indagare su presunti avvistamenti di animali sconosciuti .
Sebbene non sia riconosciuta come scienza ufficiale, la criptozoologia ha contribuito a portare alla luce specie realmente esistenti, ma sconosciute alla scienza, come il panda gigante e il celacanto, già descritti in testi antichi .
Un esempio emblematico di scoperta è l'okapi (l'ultima immagine), un mammifero endemico della Repubblica Democratica del Congo. Nel 1901, lo zoologo Philip Lutley Sclater lo descrisse formalmente, ma la sua esistenza era già nota alle popolazioni locali. L'okapi è parente stretto della giraffa e presenta caratteristiche uniche, come strisce bianche sulle zampe e una lingua lunga e prensile. Nonostante la sua scoperta ufficiale, l'okapi rimase sconosciuto al mondo scientifico fino al XIX secolo .
Oggi, l'okapi è considerato una specie a rischio di estinzione, minacciata dalla perdita dell'habitat e dalla caccia illegale. La sua scoperta evidenzia come la criptozoologia possa, in alcuni casi, portare alla luce realtà biologiche precedentemente ignorate .