a cura della classe 5A scuola primaria di San Lazzaro
A partire dal 2021 ad Agerola, nella frazione di San Lazzaro come tradizione, si svolge il villaggio di Babbo Natale in una domenica di dicembre. Questa attività natalizia viene organizzata dall' oratorio nel campeggio Beata Solitudo vicino alla piazza. Quest' anno il Villaggio di Babbo Natale si è svolto il 15 dicembre. C'è stata una grande affluenza. Dopo aver pagato il biglietto d'ingresso, un elfo accompagnava gli spettatori lungo un percorso ricco di attività entusiasmanti. All'entrata offrivano dei popcorn e all' interno si poteva scrivere una letterina a Babbo Natale.
Proseguendo, c'erano spettacoli magici e teatrali.
Poi si arrivava ai mercatini, dove vendevano oggetti di Natale in ceramica, portachiavi, palline di Natale ecc... inoltre c'erano le bancarelle dove si poteva gustare miele, zucchero filato, zeppole e cioccolata calda ! Vicino agli spettacoli si trovava la casetta di Babbo Natale dove si poteva consegnare la letterina e fare una foto con lui.
Anche quest' anno è stato un gran successo! Tutti i bambini venuti al villaggio sono stati molto felici.
Dal lancio della stella al Presepe Vivente
a cura della classe 5 A plesso di San Lazzaro
caduta della stella 2025
Agerola un piccolo paesino pieno di emozioni dove ogni anno, il 5 Gennaio si svolge una delle tradizioni più belle del posto: ovvero "la discesa della stella cometa".
La stella viene lanciata dalla zona alta di Radicosa attraverso un cavo di acciaio per poi essere ammirata a piazza San Lazzaro. Questa tradizione è nata circa 50 anni fa da un gruppo di persone chiamato "stella polare". Essa ebbe una durata di circa 3 o 4 anni. Dopo circa 20 anni un bambino ormai grande si ricordò dell'antica discesa della stella, che lui osservava dal suo terrazzo e decise di riprendere quella tradizione ormai persa ed insieme a un gruppo di ragazzi creò un associazione che prese il nome di "guardiano del faro". Successivamente dopo quattro anni il gruppo si allargò prendendo il nome di "Amici delle stelle" che ancora oggi si impegna per questa tradizione. Con il trascorrere del tempo la stella si è evoluta, anno per anno con una partenza di due metri, fino a oggi con una lunghezza di quattordici metri illuminata da 20.000 led; i membri di questa associazione sono molto uniti, ognuno infatti esprime la propria opinione
a cura della classe 5A, plesso di San Lazzaro
Il presepe vivente è una delle tradizioni natalizie agerolesi, dove sono le persone del paese a rievocare i momenti di vita quotidiana che si svolgevano nell'antichità durante la nascita di Gesù.
presepe vivente - falegname
Quest'idea è nata nel 1975 da un parroco e un gruppo di fedeli della parrocchia di Santa Maria della frazione Campora di Agerola.
Presepe vivente - i Re Magi
Tra le scene rappresentate vi è l'annuncio a Maria, l'Adorazione dei pastori avvertiti del Mistero dall'Angelo e l'Adorazione dei Re Magi.
Si inscena la scuola di quei tempi, il fabbro, il panettiere, il negozio del pastaio. Durante il percorso è possibile gustare vari cibi di tradizione agerolese come pizza fritta, mozzarella e tante altre specialità.
Prese vivente - grotta
a cura di Riccardo Savarese 1 A
Ogni anno ad Agerola c’è la rappresentazione del “Presepe Vivente”.
Da quattro anni partecipo anche io però, a differenza degli anni scorsi, quest’anno ho interpretato il ruolo del lattaio insieme a mio fratello.
Il mio ruolo consisteva nel vendere i bocconcini, e me la cavavo bene. Al lato invece, si svolgeva la lavorazione dei bocconcini. Beh, per tutta la gente che c’era risultava un po' faticoso, ma quando venivano persone che conoscevo era bello parlarci. Mi divertivo, anche perché molte volte venivano a vedere il presepe i miei amici; era sempre bello e una risata scappava sempre. A volte quando sentivo freddo mi mettevo vicino al camino ma, ogni volta che ci andavo (ovvero quasi mai) finivano la legna e dovevo aggiungerla.
È stato bello ed emozionante partecipare al Presepe Vivente e ogni volta che ritornavo a casa ero sempre molto soddisfatto rispetto agli altri anni che interpretavo lo scolaro. Questo cambiamento per me è come un segno del fatto che sto crescendo, e a me crescere piace molto.
a cura della 5A, plesso di San Lazzaro
Come in tanti altri luoghi anche ad Agerola si festeggia il Natale con piatti tradizionali. Come tradizione si mangia il pesce alla Vigilia, spaghetti con le vongole e soprattutto tanti dolci preparati aspettando la mezzanotte. Le nonne preparano le zeppole con pinoli e uvetta e struffoli. Nei giorni precedenti è tradizione di chi ha un forno a legna, preparare i roccocò e i mostaccioli. La vigilia di Natale è considerata un giorno di magra, in cui non si mangia la carne ma bensì solo pesce. Solo il giorno dopo le tavole saranno bandite di ogni cosa: lasagne, parmigiana, vitello o pollo ripieno. Per quanto riguarda la notte di Capodanno è usanza riunirsi amici e parenti per aspettare l'inizio di un nuovo anno. Anche in questa occasione non mancano tanto cibo e divertimento. si inizia in tarda serata con pesce e si conclude dopo la mezzanotte con il cotechino e le lenticchie. Una tradizione antica vuole che a mezzanotte oltre al cotechino si beva vino con spicchi di melograno.
classe 5A, plesso di Campora
Durante le vacanze natalizie, noi ragazzi della classe quinta di Campora abbiamo colto l'occasione per intervistare i nostri parenti anziani e farci raccontare come trascorrevano il loro tempo libero e quali giochi facessero quando avevano la nostra età. Confrontandoci in classe, ci siamo resi conto che, a differenza di noi ragazzi di oggi che per giocare e divertirci usiamo oggetti tecnologici, i nostri nonni facevano giochi del tutto diversi dai nostri, soprattutto utilizzavano la fantasia stando tanto all'aria aperta. Siccome nel nostro paese ai loro tempi c'erano pochissime macchine o quasi nessuna, potevano sentire il vento soffiare tra gli alberi e il canto degli uccellini e tutto sembra più bello.
Un'altra nonna ha raccontato che le bambole le creavano cucendo insieme dei pezzi di stoffa. Un nonno di un altro compagno ha raccontato che, dato che in inverno si uccideva il maiale nelle case agerolesi, utilizzava la vescica del maiale per farne un pallone e giocare con i suoi cugini.
Il gioco della “Campana o “Settimana”
Uno dei giochi che facevano era chiamato "Campana" o "Settimana", che consisteva nel disegnare a terra con un apietra, sette caselle, come i giorni della settimana, poi si lanciava un sasso in una casella e si dovevano fare un numero di salti con un solo piede, tanti quanti indicava il numero della casella su cui era caduto il sasso.
Le bambole fatte con le foglie esterne delle pannocchie di mais (brattee).
La nonna di un nostro compagno gli ha raccontato che, visto che non avevano giocattoli, prendeva una zucchina e infilava in essa quattro legnetti in modo che fossero delle zampe, immaginava che fosse un cavallo e inventava storie fantastiche.
Oppure con le spighe di mais creava delle bambole con cui trascorrere del tempo con le sue amiche.
Giocavano anche con le biglie e facevano gare; vinceva chi ne riusciva a collezionare di più. Un altro gioco era il " Tiro alla fune ". I ragazzi si dividevano in due gruppi, uno tirava un capo della fune dalla propria parte e gli altri dall'altra. Vinceva il gruppo che tirava gli altri dalla propria parte. Altro divertimento era giocare alla "Palla alla fossetta": si scavavano cinque piccole buche nel terreno e vi si doveva lanciare dentro una palladi piccola taglia. Vinceva chi riusciva a centrare la buca centrale. Per ciò che riguarda le tradizioni invernali e le attività che si svolgevano in questo periodo dell'anno, i nostri nonni ci hanno riferito che soprattutto di sera ci si ritrovavav intorno al focolare e, mentre gli anziani raccontavano storie reali della loro vita, si sgranavano le pannocchie. Nel periodo natalizio ci si preparava andando a raccogliere il muschio e il pungitopo nei boschi per preparare il presepe, che era composto solo dalla Sacra Famiglia e dai Re Magi, perchè non c'era la possibilità di comprare altri personaggi.
I nostri compagni di origine ucraina ci hanno riferito che i loro parenti la Viglia di Natale vanno a trovare i genitori e parenti e insieme si cantano i canti natalizi. I bambini e gli adulti visitano le case del vicinato, rappresentano scene della nascita di Cristo, cantano canti natalizi e si usa offrire loro dolci e denaro. La notte dopo Natale si bruciano i "didukh" (fasci di grano). Solo gli uomini hanno il diritto di dargli fuoco e, mentre tutti cantano allegramente le "kolyadky" (canti benaugurali), saltano sopra il fuoco.
Dai racconti dei nostri nonni abbiamo capito che, anche se loro non avevano molte possibilità e i loro giochi erano semplici e a volte improvvisati, ci si divertiva molto in compagnia perchè la cosa più importante era stare tutti assieme.
IL GRUPPO FOLK DI AGEROLA
a cura di Lorenzo Vanacore 2E
Durante le vacanze di Natale ho preso parte a diverse tradizioni agerolesi. Un evento a cui ho partecipato è il Presepe vivente, un’esperienza da guardare e provare. Io mi sono impegnato a farlo perché fin da piccolo mi è piaciuto, anche se ci vuole molto impegno a progettare tutte le scene. Io e i miei amici abbiamo impersonato i pastori, con vari animali tra cui: una cavalla, un asino, un pony e delle pecore. E’ stata un’esperienza fantastica e spero di rifarlo l’anno prossimo.
Un’altra attività a cui ho partecipato è stato andare a suonare col gruppo folk Agerola per le frazioni del nostro paesino. E’ da un paio di anni che faccio parte del gruppo folk , suono il “triccaballacca”: si tratta di uno strumento fatto di legno che si suona poggiato a terra. E’ formato da tre martelli di legno che si muovono e il suono è prodotto colpendo il martello centrale con i due laterali. Anche quest’attività è stata fantastica regalandoci delle emozioni fantastiche che mi hanno ripagato dell’impegno durante le prove. Anche se non ho potuto fare un viaggio sono contento perché queste vacanze mi sono piaciute molto.
Il mio PRIMO CAPODANNO nel gruppo FOLK DI AGEROLA
a cura di Fabio Iovieno, 1A
Quest’anno ho preso parte al gruppo folk di Agerola, è stata un’emozione bellissima. Alle 15:30 del 31 dicembre ci siamo diretti verso la frazione Ponte dove abbiamo suonato e cantato le classiche canzoni napoletane, come “O’ sole mio”, “Tammuriata nera” e “O’ surdat nnammurat”, e non solo. Oltre a queste, abbiamo suonato infatti anche il “Rondò veneziano”. Dopo siamo andati a Campora e abbiamo suonato le stesse canzoni, e poi a San Lazzaro, dove ho fatto la mia prima sfilata. Siamo partiti dal sant’ Orsola e siamo arrivati in Piazza generale Avitabile. Il primo gennaio siamo partiti dal Traforo, abbiamo suonato sempre le stesse canzoni e poi siamo arrivati al bar Da Nicola, abbiamo suonato lì e poi siamo partiti in sfilata e ci siamo fermati ed esibiti davanti alla macelleria. Dopo da Pianillo siamo arrivati in piazza Paolo Capasso a Bomerano, dove abbiamo rifatto tutto il repertorio. Alla fine dello spettacolo abbiamo aperto la bottiglia di prosecco e ci siamo fatti una foto di gruppo.