a cura di Alessia Apuzzo, 1A
La storia del pandoro è molto recente rispetto a quella del panettone. Nasce dall’intuito veronese di Domenico Melegatti, nel 1894, a Verona. Lo chiamò pane d’oro forse in omaggio agli antichi pani d’oro della Repubblica di Venezia, un modo per ricordare l’abitudine delle antiche famiglie veneziane di impreziosire i propri pani con foglie dorate.
Il pandoro è un dolce tradizionale italiano tipico delle festività. Si presenta come un grande dolce soffice e leggero, data la sua lunga e delicata lievitazione, dalla forma di una stella a otto punte, alta e simmetrica.
La sua superfice è liscia e dorata, mentre l’interno è caratterizzato da una morbida mollica di colore giallo intenso con una consistenza soffice e fragrante.
Il sapore del pandoro è delicato, burroso e vanigliato, per questo soddisfa quasi sempre il palato di tutti. Di solito viene mangiato semplice ma può essere anche accompagnato con creme o bevande calde durante le feste natalizie.
Gli struffoli (secondo me)
a cura di Nicola Fusco, 1A
In un paese un po' povero le persone non avevano dolci per festeggiare il santo Natale, solo qualche famiglia aveva un po' di farina e miele. Era tutto triste perché i bambini chiedevano dei dolci, ma non li avevano.
Una vecchietta un giorno iniziò a fare un impasto.
Quando l’impasto stava lievitando, la vecchietta si mise a guardare la tv per passare il tempo ma mentre la nonna era distratta sua nipote si intrufolò in cucina e si mise a fare molte palline di impasto. Quando la nonna se ne accorse, invece di arrabbiarsi colò sulle palline del miele. Da quel giorno quei dolcetti presero il nome di struffoli e sono preparati dalle nonne con amore.
a cura di Giuseppe Imperati, 1A
Oggi vi racconto come sono nati secondo me gli struffoli.
A Natale, ogni anno come dolce si preparano gli struffoli, piccole palline di pasta fritta ricoperte di miele. Ora vi racconta la mia versione di come sono nati.
Furono creati quando Babbo Natale iniziò il suo lavoro perché, per il giro intorno al mondo, aveva bisogno di dolcetti veloci da mangiare, ma anche buoni e gustosi.
Sua madre così li creò dall’impasto avanzato di una crostata, li impastò, li tagliò in piccoli pezzi e li immerse nell’olio caldo e dopo, per renderli più belli, li coprì di miele e zuccherini colorati.
Babbo Natale apprezzò il semplice dolce che divenne uno dei simboli del Natale, capendo che anche le cose semplici ma fatte con amore, sono sempre le migliori.
I MUSTACCIUOLI (secondo me)
a cura di Giuseppe Mascolo, 1A
Era una notte di Natale del 1600 e il cuoco Enrico Mazzini aveva l'ordine di preparare i biscotti al cioccolato per il re Ferdinando I.
Il cuoco versò accidentalmente dello sciroppo di cannella aromatizzato al miele nell'impasto ma, visto che il tempo stringeva, dovette infornarli per servirli in tempo alla famiglia reale.
Il dessert a quei tempi era una portata fondamentale della cena e allora doveva per forza essere buono… e così fu, infatti il re li trovò squisiti e ne volle il bis.
Purtroppo tutti i biscotti erano finiti ed il cuoco dovette procedere di nuovo all'impasto, però, questa volta seguì la ricetta originale e li servì.
Il re disse che i biscotti portati in precedenza erano migliori... e così, dallo sbaglio di quel cuoco, nacquero i mustacciuoli, che a Natale non possono mancare su ogni tavola campana.