a cura di Maria Criscuolo 1A
A molti ragazzi e ragazze come me piace viaggiare e vi vorrei raccontare il mio viaggio verso una meta fantastica: Barcellona. Ho avuto la possibilità di visitarla dal 26 al 30 dicembre. Appena arrivati in città, abbiamo visitato la zona in cui si trovava il nostro hotel. Subito le persone sono state molto accoglienti e nonostante la differenza di lingua ci sono subito venute incontro. Abbiamo visitato molte opere di Antony Gaudì come la “Pedrera” e Casa Batlò, che a mio parere sono state affascinanti. La Pedrera era una casa destinata ai ricchi, aveva delle affacciate davvero originali che avevano anche lo scopo di far entrare luce in tutta la casa. Casa Batlò è davvero particolare, piena di colori sgargianti, ma un po' vuota a mio parere.
Poi abbiamo visto la Sagrada Familia, che è un’opera maestosa ancora in costruzione, quando la vedrete rimarrete scioccati dalla sua grandezza e bellezza indiscussa.
A Barcellona ho potuto visitare uno degli acquari più belli che io abbia mai visto. Era bellissimo: c’erano un sacco di varietà di pesci e anche squali
Durante la vacanza abbiamo visitato anche il Museo delle cere. Entrati ti sembrava di stare in mezzo a celebrità come i Beatles. C’era anche la parte dell’ horror con IT che sbucava da un angolo oscuro.
Ti sembrava di essere realmente in un film horror. Siamo stati nel mercato della Buoqueria, anch’esso molto variopinto e ricco di frutti mai visti prima. Proseguendo nel mercato potevi trovare qualcosa simile alla fabbrica di cioccolato, c’era letteralmente cioccolato di ogni tipo possibile ed immaginabile (il mio mondo!). Per non parlare della Rambla, una strada immensa e piena di negozi e mercatini pieni di oggetti. Una delle esperienza più belle però è stata “Mundo Pixar”, un po' fuori Barcellona. Qui erano rappresentate 13 opere della “Disney Pixar”, tra cui la mia preferita “Inside Out 2“. C’erano dei modellini realistici e secondo me fantastici e diciamo limited edition visto che sfortunatamente sono stati in esposizione solo fino al 10 gennaio. Una delle cose che mi ha colpito di più è che nella camera del film “Ratatuille” c’era un odore di formaggio. Questo era tutto da Barcellona.
Weekend a Roccaraso
a cura di Bernardo Imperati 2A
Due settimane fa ho passato il weekend a Roccaraso. È stato fantastico, super entusiasmante soprattutto per la neve. A Roccaraso faceva molto freddo ma dentro l’appartamento si stava bene. Lo strato di neve era molto alto e lì c’era anche un istruttore di sci e di snowboard.
Appena siamo arrivati ci siamo buttati nella neve come se fosse sabbia, è stata proprio una bella sensazione anche se poi me ne sono pentito visto che ho preso la febbre, ma questi sono piccoli dettagli.
A pranzo e a cena siamo andati ad un ristorante a Sulmona, sicuramente da cinque stelle per la gentilezza, per l’accoglienza ma soprattutto per le prelibatezze e per gli arrosticini, un piatto tipico di quel luogo.
Abbiamo anche usato lo slittino e fatto pupazzi di neve. Poi, subito dopo, abbiamo bevuto la cioccolata calda, la quale era davvero deliziosa.
Questo è stato il mio fantastico weekend a Roccaraso.
CIAOOOOOOOOO!
a cura di Bonko Dmytro, 2A
Tradizionalmente, il Natale è preceduto da un lungo digiuno di quaranta giorni, durante il quale i fedeli rinunciano al consumo di alcuni alimenti per purificare il corpo e l'anima. Durante questo digiuno è vietato consumare piatti a base di carne, latticini e uova.
Il giorno di Natale, dopo aver messo ordine in casa, gli ucraini preparano dodici piatti festivi, ma magri, in onore dei dodici apostoli.
La celebrazione del Natale inizia quando appare la prima stella nel cielo, che annunciò la nascita di Gesù Cristo.
Secondo la tradizione, le padrone di casa in Ucraina preparano 12 piatti magri in onore dei 12 apostoli. Uno dei piatti tradizionali è la kutya, preparata con riso o grano e arricchita con uvetta, semi di papavero, noci e miele.
Nulla può rimanere fuori casa in quella sera: né prestato né dimenticato altrove.
Non appena nel cielo appare la prima stella della vigilia, tutta la famiglia si siede a tavola.
Il pasto della vigilia di Natale inizia con una preghiera, seguita dalla kutya.
Secondo la tradizione ucraina, in questa sera è normale andare a trovare i genitori e i padrini. Inoltre, alla Vigilia di Natale si va a cantare i canti natalizi.
Una delle tradizioni natalizie più amate è il kolyaduvannya (il canto natalizio) e il vertep (il presepe vivente). Bambini e adulti visitano le case, rappresentano scene della nascita di Cristo e cantano canti natalizi.
Tradizionalmente, si usa offrire dolci ai cantori e dare loro denaro.
La notte dopo Natale si bruciano i didukh (fasci di grano). Questa tradizione viene dai tempi del paganesimo, ma in molti villaggi si crede che abbia anche un'origine cristiana.
Solo gli uomini hanno il diritto di bruciare il didukh. E mentre brucia, tutti cantano allegramente le kolyadky e saltano sopra il fuoco.
Perché si bruciano i didukh? Quando nacque Gesù, il re Erode ordinò di uccidere tutti i bambini sotto i due anni. L'angelo avvertì Giuseppe in sogno di prendere il bambino e Maria e fuggire in Egitto. Fuggirono di notte e, non conoscendo la strada, seguirono il fuoco acceso dai pastori. Così, attorno al fuoco si scaldavano anche. Per questo, si bruciano i didukh dopo Natale, per ricordare il cammino di Giuseppe, Maria e Gesù.
a cura di Alessia Avitabile, 1A
Era una sera qualunque di dicembre quando mio padre annunciò che ci avrebbe fatto una sorpresa. Appena lo disse, mia sorella ed io non vedevamo l’ora di scoprire di cosa si trattasse. Arrivò quel giorno tanto atteso, quel pomeriggio partimmo da casa e dopo un po’ arrivammo in un posto a me sconosciuto. Scendemmo dalla macchina e salimmo su un bus che ci aspettava alla fermata.
Quando arrivammo ero emozionatissima, appena il mio sguardo si alzò vidi un castello gigantesco e pieno di luci. Sentivo un profumo buonissimo di Nutella, zucchero filato, popcorn e tanto altro.
Appena entrammo mi sentivo felicissima, vidi tantissime bancarelle e notai che c’era persino una ruota panoramica! Io volevo comprare tutto. Prendemmo alcune caramelle, facemmo un giro sulla ruota panoramica e poi entrammo dentro.
Era un posto davvero gigantesco, c’erano tantissime bancarelle che vendevano dei gioielli fatti a mano e molti altri oggetti d’artigianato. Ad un certo punto mi spaventai perché aveva iniziato a cantare un coro di ragazzi, ma poi ascoltai e mi sentii molto felice.
Dopo un po’ uscimmo dal castello: anche fuori era bellissimo, c’era anche il Grinch e con lui abbiamo scattato tante belle foto.
La sera giungemmo alla fine del castello, ovviamente non riuscimmo a visitarlo tutto perché era troppo grande. Arrivati in cima, trovammo un albero dove erano appese tantissime letterine con scritti i desideri di tantissimi bambini. Scrissi una anche io una lettera in cui esprimevo tutto ciò che desideravo di più e così fecero anche mia sorella e i miei cugini.
Per me è stata una giornata fantastica piena di emozioni e felicità e soprattutto sono stata con la mia famiglia che è stata la cosa più bella.
a cura di Aurora Tulliano, 1 A
Durante le vacanze di Natale sono stata a Sharm el Sheic con la mia famiglia. Sono partita dall’aeroporto di Napoli, dopo 2 ore e mezza sono arrivata all’ aeroporto di Sharm, poi mi sono recata all’hotel dove ho alloggiato per 12 giorni. L’hotel era bellissimo: c’erano due piscine giganti al piano di sopra e due al piano di sotto, alcune erano per gli adulti e alcune per i bambini. In quei giorni mi sono piaciute molto le escursioni, come: la motorata nel deserto, la cammellata oppure la visita alla barriera corallina. Insomma è stato bellissimo e ci siamo divertiti un sacco. È sicuramente un posto da visitare perché è bellissimo.
Un weekend in Abruzzo
a cura di Antonio Kalinov 5A
Questo fine settimana l’ho trascorso con una mia amica in Abruzzo, di preciso a Scontrone, in provincia dell’Aquila.
Sul nostro tragitto abbiamo visto un lago a forma di cuore ed era bellissimo, poi siamo andati in montagna, nel rifugio di un loro amico di nome Golfredo che ha un parco dove si possono vedere i Daini. Un suo assistente ci ha accompagnati durante la visita e ci ha spiegato che i daini femmina non hanno le corna mentre i maschi sì e ci ha anche detto che le corna è più preciso chiamarle PALCHI.
Ci ha spiegato che sono della famiglia dei cervidi; i cervi sono numerosi in questi luoghi, in estate i maschi fanno una specie di lotta fra loro e chi vince fa un richiamo per le femmine e si può accoppiare con una o più di loro. Quando le femmine partoriscono nascondono i figli sotto il proprio corpo per difenderli da lupi e aquile, perché pesando poco possono prenderli facilmente. E' stato bello vederli mangiare anche dalle nostre mani.
A Pescasseroli abbiamo ammirato il totem della pace e mi sono scattato delle foto.
Dopo siamo andati a pattinare sul ghiaccio, ma poiché non sapevo pattinare sono caduto più di due volte e mi sono bagnato tutto.
Siamo poi andati a visitare lo zoo del Parco d'Abruzzo, ma non abbiamo potuto vedere l’orso perché era andato in letargo, per cui abbiamo visto l’istrice, il capriolo e la pecora.
Poi abbiamo ammirato dei reperti archeologici trovati in quella zona, in particolare uno di una donna morta a trentacinque anni.
Abbiamo visto le pitture rupestri e abbiamo letto anche che i pipistrelli in un’ora uccidono più di seicento zanzare; per finire nella sala proiezioni abbiamo assistito ad un documentario che ci parlava della natura e della fauna del Parco.
Questo weekend mi è molto piaciuto perché l'ho trascorso con una mia cara amica e ho fatto molte nuove esperienze, come quella di dormire fuori casa per la prima volta, senza la mia famiglia, e mi sono sentito grande.