Lanciato dalla Sony nel 1979, il Walkman ha compiuto un miracolo tecnologico e sociale: ha staccato la musica dalle pareti di casa per portarla nel mondo. Nato dal desiderio di Masaru Ibuka, co-fondatore di Sony, di ascoltare la sua musica preferita durante i lunghi voli aerei, questo dispositivo ha trasformato l’ascolto da un’attività statica a un’esperienza nomade. Per la prima volta, ogni persona poteva avere la propria colonna sonora personale mentre camminava, correva o viaggiava.
Più che una nuova tecnologia, il Walkman è stato una rivoluzione antropologica. Il nome stesso, nato dall'unione tra il precedente registratore Pressman e l'idea dell' "uomo che cammina", descrive perfettamente la nuova libertà di movimento. Negli anni '80 è diventato un segno distintivo di appartenenza, un accessorio di moda indispensabile che ha ridisegnato il paesaggio urbano, popolandolo di persone immerse nel proprio mondo sonoro.
Concerti "Do Not Disturb": con il Walkman è nato il concetto di "ascolto privato in pubblico". La città è diventata un palcoscenico per concerti silenziosi, dove ognuno ascoltava una musica diversa, isolandosi nel traffico ma restando parte della folla.
Doppia cuffia per l’amore: il primo modello aveva ben due ingressi per le cuffie (chiamati "Hot Line"). Perché? Alla Sony pensavano che ascoltare musica da soli fosse scortese, quindi avevano previsto che si dovesse condividere l'ascolto con un amico.
L'incubo delle pile: negli anni '80, il miglior amico di ogni possessore di Walkman non era solo la cassetta, ma una matita: serviva per riavvolgere manualmente il nastro quando si voleva risparmiare la preziosa carica delle batterie a stilo.
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