TRINCEE
Emanuele Sauda e Orlando Guetti
Emanuele Sauda e Orlando Guetti
La trincea è un tipo di fortificazione militare difensiva costituita, nella sua forma più semplice, da un fossato lineare scavato nel terreno per ospitare al suo interno le truppe, che in questo modo si trovano protette dal tiro delle armi nemiche.
La trincea è fondamentalmente un fosso scavato nel terreno.
La terra scavata è rivolta verso il lato esposto al nemico in modo da aumentare la protezione.
Le pareti delle trincee possono essere ricoperte da graticci o tavole di legname in modo da rendere lo scavo più resistente agli smottamenti del terreno dovuti alle piogge.
La parte superiore del bordo della trincea spesso viene rinforzata con sacchi di sabbia.
La trincea non era una linea retta come si potrebbe pensare, ma aveva una forma a zig zag ed era divisa in più zone.
1. C’era la prima linea chiamata anche linea di fuoco che era quella più vicina al nemico ed era quella dove erano posizionate le mitragliatrici e i soldati con i fucili.
Molto spesso questa zona era disabitata.
2. Dietro la prima linea, c’era una seconda linea pronta ad affrontare il nemico, a volte c’era anche una terza trincea.
Le trincee erano sempre più basse mano a mano che ci si allontanava dal nemico.
3. Davanti alle trincee c’erano dei reticolati cioè il filo spinato.
4. Danti al filo spinato e collegata alla prima linea c’erano le posizioni avanzate dove si trovavano interi plotoni in attesa prima di partire per l’assalto.
5. Le trincee erano collegate fra loro da trincee di collegamento in modo tale che i soldati potessero passare da una trincea all’altra senza uscire allo scoperto.
7. C’erano anche rifugi sotterranei, protetti da bombe e che erano collegati alle trincee.
CHE ARMI VENIVANO UTILIZZATE IN TRINCEA?
In trincea le truppe d’assalto utilizzavano principalmente le baionette per gli scontri ravvicinati, oltre a ciò i soldati potevano avere in dotazione tirapugni e mazze ferrate simili a quelle medievali.
L'ampio uso della mitragliatrice nella prima guerra mondiale rese ancor più difficile l'attacco ad una trincea nemica.
Se ben posizionata una mitragliatrice poteva uccidere decine e decine di nemici in pochi minuti, grazie alla sua elevata cadenza di tiro.
Questa arma, assieme al filo spinato, divenne uno dei simboli della guerra di trincea.
Il bombardamento con obici e mortai fu uno dei principali metodi per colpire duramente le trincee.
COME AVVENIVA L’ATTACCO AL NEMICO DALLA TRINCEA:
Inizialmente la guerra si svolgeva in movimento, con lo sviluppo delle armi inizia la guerra di trincea.
Prima dell’assalto frontale c’erano bombardamenti estesi che col tempo divennero sempre più mirati.
Al comando del capitano i soldati si arrampicano sulla scarpata della trincea, si cerca di avvicinarsi al nemico il più velocemente possibile, si avanzava anche allo scoperto fino ad arrivare al filo spinato.
I primi soldati devono tagliare il reticolato (filo spinato) sotto il fuoco nemico.
Fatto il primo foro arrivano tutti i compagni per l’assalto frontale con le baionette.
Giovanni Pederzolli “Ricordo della guerra mondiale”.
Dal 1917 vengono usate armi di assalto automatiche, bombe a mano, carri armati e aerei.
VITA IN TRINCEA
I militari vivevano in pessime condizioni igieniche e per questo erano molto diffusi i topi, vivevano nel fango, anche i bisogni fisiologici venivano fatti in buche poco lontane che a volte si riversavano nelle trincee.
Nelle trincee i soldati erano esposti al caldo, al freddo, al gelo, alla neve e alle piogge ed erano diffuse malattie come il tifo, il colera, la dissenteria, la malaria e la turbercolosi.
Nelle trincee il cibo arrivava di notte grazie ai muli e veniva distribuito una volta al giorno come l’acqua.
I soldati mangiavano da scatolette di latta contenenti tonno o carne lessa, pane, caffè, vino, raramente il formaggio
Prima delle battaglia venivano distribuiti biscotti, gallette, scatole di carne, cioccolato e grappa.
In trincea il clima era molto teso in quanto i soldati vivevano con la paura della morte e vedendo in continuazione cadaveri abbandonati per giorni.
I soldati erano terrorizzati dai rumori dell’artiglieria e dalla morte che colpiva ogni giorno i compagni, per questo molti vomitavano o si suicidavano dalla paura.
L’unica cosa che accomunava tutti i soldati era la solidarietà di trovarsi tutti sulla stessa barca e diventavano come una grande famiglia.
LE BATTAGLIE DI TRINCEA PIU' FAMOSE
Trincea di Somme e Verdun sul fronte tra Francia e Germania
Trincea di Caporetto sul fronte tra Austria e Italia
LETTERE DAL FRONTE
LA TREGUA DI NATALE
Sergente Weaver, Peases West, Crook. Pag. 32
Il sergente scrive dal fronte descrivendo la vita in trincea:
proiettili continui lo sfiorano in continuazione e è contastemente a mollo nell’acqua, anche durante le feste non c’è tregua.
Soldato B. Calder, Bedford Pag. 98
Il soldato scrivendo racconta che molti dei ragazzi che sono stati al fronte sono finiti all’ospedale per via del freddo e dei geloni.
Il giorno di Natale hanno invece seppellito i morti, fatto una piccola celebrazione e scambiato degli oggetti con I tedeschi, il nemico.
Caporale Leon Harris, Battaglione del London Regiment Pag. 135
Il caporale racconta di come i soldati inglesi passano il Natale al fronte:
è stata concordata una tregua con il nemico, i tedeschi hanno issato degli alberi di Natale sulle trincee, si sono scambiati dei piccoli oggetti con il nemico e hanno cantato delle canzoni natalizie.