I VARI ASPETTI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
Alessandro Mariotti e Lucas Jenei A.S. 2024-2025
Alessandro Mariotti e Lucas Jenei A.S. 2024-2025
Non è possibile dare una risposta precisa al perché sia scoppiata la Prima Guerra Mondiale. Di sicuro, si innescò un meccanismo a catena. Ebbe inizio perché l’arciduca Francesco Ferdinando fu assassinato a Sarajevo dal nazionalista serbo-bosniaco Gravilo Princip. Inoltre in quel momento l’Europa era divisa in due parti, la Triplice Intesa tra Regno Unito, Francia e Russia, e la Triplice Alleanza tra Germania, Italia e Impero d’Austria (che comprendeva Austria, Ungheria, Cecoslovacchia e parte della penisola balcanica) e per questo in Europa c’erano molte tensioni.
Quando la prima dichiarazione di guerra arrivò al nemico, quella dell’Austria alla Serbia, le alleanze delle due nazioni entrarono in gioco: la Russia puntò le armi contro l’Austria per difendere i suoi alleati serbi e gli altri Paesi fecero lo stesso.
Inoltre, nella decisione di entrare in guerra, contava anche l’importanza del proprio paese davanti agli altri: nessuno voleva apparire meno forte e deciso di altri paesi in guerra.
Le guerra fu combattuta su vari fronti, dal punto di vista strategico e dell'impiego di risorse, oltre che dal numero delle vittime, furono due:
- Il fronte occidentale è tra Francia e Germania. I tedeschi tentarono tre volte di avanzare sul territorio della Francia ma furono sempre costretti a ritirarsi dai francesi, supportati dagli inglesi e, dal 1917, anche dagli americani.
- Il fronte orientale, tra Imperi centrali e Russia. Dopo un’iniziale offensiva russa, tra il 1914 e il 1915 i tedeschi sconfissero i loro nemici in diverse battaglie e riuscirono a occupare una porzione del territorio russo, finché la rivoluzione bolscevica pose fine alle ostilità. (Rivoluzione Bolscevica: Portò al rovesciamento dell'Impero russo e alla creazione della Repubblica russa.)
La guerra contrappose l’Intesa agli Imperi centrali (Germania e Austria), ma coinvolse anche altri Paesi. L’Italia, pur facendo parte della Triplice Alleanza, nei primi mesi restò neutrale e nel maggio del 1915 entrò in guerra al fianco dell’Intesa. Dalla stessa parte si schierarono gli Stati Uniti, entrati nel conflitto nel 1917, e altri Paesi che ebbero un ruolo più marginale, come Portogallo, Romania e Giappone.
Accanto a Germania e Austria, invece, presero le armi l’Impero Ottomano (comprendente l’attuale Turchia e buona parte del Medio Oriente), la Bulgaria e alcuni Paesi minori.
l’Italia entrò in guerra il 24 maggio 1915, circa dieci mesi dopo l'avvio del conflitto.
In quegli anni il paese conobbe grandi mutamenti politici, come la rottura degli equilibri giolittiani e l’inizio di una politica espansionistica legata al pensiero patriottico che gli Italiani avevano in quel momento (volevano iniziare a espandersi e a conquistare nuove terre).
Inizialmente il Regno d'Italia si mantenne neutrale, perchè il primo ministro, Antonio Salandra, dichiarò la neutralità dell’Italia (dalla triplice alleanza) perché l'Austria aveva dichiarato guerra alla Serbia prima di dirlo ai loro alleati, e poi perchè l’Austria possedeva dei territori che l’Italia desiderava da molto tempo.
Nel 26 aprile 1915 Antonio Salandra firma il patto di Londra con la Triplice Intesa, che avrebbe dato all’Italia, in caso di vittoria, il Trentino Alto Adige, la Venezia Giulia, l’Istria e la maggior parte delle isole della Dalmazia. Con questo patto, l'Italia entrò in guerra il 24 maggio 1915 alleata con la Triplice Intesa.
l’Italia nel 1915 e nel 1916 attaccò l’impero austro-ungarico e la Germania, e riuscì a sconfiggerli. Purtroppo però non ricevette tutte le ricompense promesse e da quel momento si creò un malcontento tra Italia e Inghilterra che sarebbe durato per molti anni.
La guerra si concluse in Italia il 4 novembre 1918, con “il proclama della Vittoria”.