La Biblioteca della Fondazione Mach (sito web) conserva la collezione storica di libri e periodici di cui l’Istituto agrario provinciale e la Stazione sperimentale in S. Michele all'Adige si dotarono fin dai primissimi anni di attività, a supporto delle attività previste dallo statuto e chiaramente illustrate da Edmund Mach nella Relazione sull'attività spiegata... del 1899: (1: p. 3-4)
“Già al tempo della fondazione si ritenne qual principio direttivo che l’attività dell’Istituto non dovesse limitarsi ad una semplice scuola agraria, ma che il suo compito fosse ben maggiore, vale a dire esso avrebbe dovuto concorrere all'incremento dell’agricoltura nel Tirolo in ogni riguardo, per quanto le forze e i mezzi glielo permettessero. […] in nessun altro luogo si tenne nei primi anni tanto saldamente a questo principio come in S. Michele, così che […] l’Istituto si fece, in un certo modo, iniziatore per l’Austria. L’Istituto considerò come suo primo dovere di essere nel suo raggio d’attività quasi un tecnico punto centrico, un luogo dove ogni agricoltore del Tirolo potesse avere istruzione e consiglio in tutte le emergenze tecnico-agronomiche e dal quale dovrebbe partire sotto ogni rispetto, sempre nuovo impulso al progresso agricolo.”
La ragione di questa scelta deriva dal riconoscimento che “Il vantaggio di una scuola agraria si avverte solo gradatamente. […] Molto più sollecita e radicale può riuscire l’influenza di una simile istituzione, le forze della quale sono animate dal vivo desiderio di rendersi utili, con un’ulteriore attività da esplicarsi fuori della scuola, quando alle medesime riesce di guadagnarsi la fiducia della popolazione.”
La Stazione sperimentale, dunque, affiancò subito la Scuola, non solo per l’analisi di terreno, concimi e prodotti agrari, “ma ben anche per raccogliere con propri esperimenti, studi e lavori, tanto nel laboratorio chimico come sul campo, nel prato, nel vigneto, nel frutteto, nella cantina e nel casello nuove ed utili esperienze pel paese ed in pari tempo saper trarre vantaggio dai risultati conseguiti altrove adattandoli eventualmente alle condizioni locali.”
Un ulteriore impulso a queste attività fu dato dall'istituzione nel novembre 1881 del Consiglio provinciale d’agricoltura, “il quale portò novello e potente impulso alla vita agricola del paese, avendo esso affidata all’Istituto l’istruzione ambulante nella parte tedesca e parzialmente anche in quella italiana della provincia.”
Mach ricorda ancora che nel 1882 l’Istituto pubblicò come proprio organo il primo numero del giornale agricolo Tiroler landwirtschaftliche Blätter, la cui redazione fu affidata al docente Carl Mader, mentre dal 1883 fu pubblicato il Tiroler landwirthschaftlicher Kalender für das Jahr… “che contribuì non poco all’istruzione del ceto agricolo”. Con orgoglio Mach annota poi “questo giornale agricolo conta oggi diciotto anni di vita, il calendario quindi diciassette, con una tiratura di 14.000 copie.”
In aggiunta, i docenti dell’Istituto collaboravano ai due periodici pubblicati a cura della Sezione II del Consiglio d’agricoltura in Trento, il Bollettino della Sezione di Trento del Consiglio provinciale d'agricoltura... e l’Almanacco agrario per l'anno... , oltre a produrre “numerose pubblicazioni, sia con articoli nei giornali, sia con opuscoli, nonché con opere di maggiore mole”.
Qualche anno dopo, l’elenco analitico di queste collaborazioni contenuto nella Relazione sull'attività nel quadriennio 1919-1922 (3) include quasi un centinaio di contributi pubblicati nel Bollettino a cura dei diversi docenti. Analogamente, le decine di pubblicazioni del personale della Stazione sperimentale, pubblicate non solo a Trento ma anche su altre riviste “ebbero lo scopo non solo di comunicare i risultati dei lavori eseguiti dalla Stazione sperimentale, ma anche quello di servire all'istruzione e alla propaganda nel campo agricolo ed enologico” e meritarono di essere “riprodotte da diversi giornali tecnici italiani ed esteri”. (3: p. 63)
L’importanza dello stretto legame tra istruzione e sperimentazione era chiarissima a Mach, che nella Relazione sull'attività spiegata ... del 1899 (1: p. 9) annota: “Tutti i docenti, a tenore del loro campo d’azione, presero parte ai lavori della stazione sperimentale […]. Per principio, agli agricoltori del paese non vennero raccomandate mediante il giornale, l’Almanacco e l’istruzione ambulante, cose non provate, per quanto fosse possibile, all'Istituto o trovate utili in seguito ad analisi od esame.”
Il direttore Mach, inoltre, era membro di numerose società scientifiche e agrarie (1: p. 16), con le quali certamente intratteneva scambi di pubblicazioni e corrispondenze; anche i suoi successori mantennero nel tempo questa fitta rete di relazioni e scambi nazionali e internazionali, di cui è evidente traccia nelle raccolte della Biblioteca.
La Biblioteca era situata al primo piano del fabbricato principale dell’Istituto, (1: p. 23-24) contigua alle cancellerie della Direzione e dal 1897 venne formalmente affidata alle cure del quarto docente tecnico effettivo, che ricopriva anche il ruolo di bibliotecario (1: p. 17). In tutte le Relazioni periodiche sull'attività dell’Istituto viene presentata tra i “Mezzi didattici” disponibili per docenti e studenti, insieme con il vasto podere sperimentale con gli annessi suoi rami industriali, cantina, caseificio, l’orto botanico, la raccolta dendrologica, il laboratorio, le collezioni didattiche, i modelli, le tavole murarie, ecc.
Nel 1899 la biblioteca è “relativamente ricca di opere pregevoli occorrenti ai diversi compiti” e comprende 5.757 volumi e fascicoli, fra cui alcune opere moderne di valore, oltre a un gran numero di periodici che l’Istituto riceve sia in abbonamento, sia in cambio del Tiroler landwirtschaftliche Blätter per un totale di 60 testate, incluse diverse italiane e straniere.
La maggior parte dei periodici erano settimanalmente a disposizione per la lettura degli impiegati, degli ospiti e degli studenti più maturi, se autorizzati. Gli alunni interni ricevevano regolarmente, per uso personale, copia del Tiroler landwirtschaftliche Blätter e del Bollettino agrario, ed erano ammessi al prestito delle opere della Biblioteca. (1: p. 105-106)
Nella Relazione sull’attività spiegata .. nel periodo 1900-1904 tra i mezzi didattici si conferma la presenza della Biblioteca “discretamente fornita, che offre opportunità di completare nel modo migliore l’istruzione scolastica”.(2: p. 82) I volumi e fascicoli sono ora 6.821 e le testate di periodici 84. “Gli scolari interni per norma possono leggere soltanto il giornale Tiroler landwirt. Blätter e il Bollettino agrario della Sezione di Trento del Consiglio provinciale d’agricoltura. Dalla Biblioteca degli alunni, formata quasi esclusivamente da libri tecnico-agrari, gli scolari possono acquistare singole opere per la lettura rivolgendosi al R. sig. Cappellano.” (2: p. 83)
La prima Guerra mondiale, purtroppo, interrompe quasi completamente le attività, fatti salvi i corsi per invalidi e le attività di controllo, specie a scopo militare; l’Istituto è trasformato in ospedale o adibito a caserma e durante la ritirata delle truppe austro-ungariche si completa il saccheggio di quanto rimasto. Le collezioni e i preparati del museo che erano stati spediti a Rotholz nel 1915, vennero recuperati nel 1919 “in condizioni deplorevoli”. “Gli apparati per l’insegnamento della fisica come pure la biblioteca degli alunni, nel viaggio di ritorno da Rotholz, arrivati a questa stazione ferroviaria, furono dispersi”; (3: p. 9-10) anche una parte della Biblioteca della Stazione sperimentale “andò purtroppo rovinata negli ultimi giorni del dominio austriaco” (3: p. 52).
La ricostruzione fu lenta e costosa, ma le attività didattiche, sperimentali e di controllo ripresero sotto la direzione rispettivamente di Osvaldo Orsi e di Carlo Gramatica. Nella sintetica relazione Cenni sull'attività didattica e sperimentale del 1929 il nuovo direttore Enrico Avanzi può nuovamente attestare che“prezioso aiuto all'istruzione danno poi la biblioteca, le collezioni, i modelli, il museo.” (4: p. 10)
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