Lo spazio pubblico di una città incarna l’opportunità di far sentire i cittadini parte di una comunità.
Nello specifico, la nostra scuola ha la fortuna di trovarsi nel centro storico e piazza Sett’Angeli, su cui il Convitto è prospiciente, è il cuore della storia urbanistica della città.
Questo spazio urbano, fortemente identitario, si trova all’interno del piede fenicio, vi sono i resti di ambienti romani di una domus privata o edificio pubblico, il retro della Cattedrale, l’ex Monastero poi liceo classico, lo stesso Convitto, la cui storia comincia nel XVI secolo.
Quale miglior luogo per sperimentare l’applicazione concreta dell’art.9 della nostra Costituzione?
È raro trovare luoghi centrali così ricchi, così contemporanei nella compresenza di funzioni differenti e di persone “diverse” che la popolano.
Tempi di passaggio e sosta diversi portano utenti vari a vedere, osservare, sostare nella Piazza con occhi molteplici: che si tratti di bambini diretti a scuola, di genitori che chiacchierano, di adolescenti che sostano dopo la scuola, di guidatori in transito, di turisti che si spostano verso la cattedrale, tutti meritano uno spazio pubblico di qualità.
Per secoli le piazze sono state il luogo eletto in cui avveniva il contatto tra diversi strati della popolazione; negli ultimi decenni le trasformazioni sociali ne hanno modificato la fruizione, l’uso dell’auto e la velocità hanno trasformato il modo di vivere la piazza come spazio pubblico. Negli anni Ottanta del Novecento questa piazza era dominio delle auto e un parcheggio per i docenti e i genitori. Oggi è stata parzialmente liberata dalle auto, ma è adeguatamente valorizzata?
Questo spazio urbano potrebbe essere reso più accogliente, accessibile per chiunque - studenti, turisti, mamme con bambini - voglia fermarsi, potrebbe essere dotato di pannelli esplicativi, proiezioni video, planimetrie per fare conoscere la storia della città a chi vive la città, così come a chi è di passaggio. Potrebbe essere smart, potrebbe integrare le moderne tecnologie e arricchirsi di servizi per i cittadini, potrebbe essere dotata di wi-fi gratuito per accedere a contenuti digitali relativi alla storia della città o fornire informazioni sui servizi utili, potrebbe ospitare panchine cui collegare prese usb (consulta gli esempi suggeriti nei link sottostanti).
Inoltre, se consideriamo i musei della città come “centri di un'azione coordinata volta alla rappresentazione culturale della popolazione urbana” (ICOM, International Council of Museum) che raccontano e documentano la storia della città, questa piazza - crogiolo di storia e cultura - da luogo di passaggio per studenti e turisti si potrebbe trasformare in luogo di sosta, di scoperta e riscoperta. Tra l’altro oggi, in tempi di pandemia, i luoghi della cultura si stanno ripensando e gli spazi aperti - sicuri - ne diventano parte integrante.