Lavoro svolto a gruppi
Rosati Serena
Boriosi Alessia
Testo dal quale siamo partiti
Una storia può nascere da due parole. Due parole scelte a caso. Però bisogna saperle scegliere. Devono essere il più possibile l'una estranea all'altra. Poniamo che siano state scelte le due parole pianta e pantofole.
Dal loro incontro nasce subito l'immagine di una "pianta delle pantofole". Ecco la storia così come l'ha inventata e scritta anni fa Gianni Rodari e che abbiamo letto ai bambini.
Ecco cosa hanno inventato i bambini.
Storia n. 1
Il giorno dopo Pietro andò a controllare l'albero e vide che le pantofole erano sparite, allora pensò che tutto era finito.
Venerdì, il giorno seguente, andò di nuovo a controllare e trovò le pantofole, allora pensò:" Ma cosa sta succedendo?"
Pietro dopo tanti giorni decise di aprire due negozi: uno di mele e uno di pantofole. Ci guadagnò molto, anzi moltissimo e così decise di organizzare una festicciola. C'era tantissimo movimento e la gente, per vedere le mele e le pantofole, andava di qua e di là. Fu una festa meravigliosa, la gente si divertì moltissimo e decise di organizzare ogni anno quella meravigliosa e indimenticabile festa.
Storia n.2
Pietro telefonò a Giuseppe e gli disse: " E' successa una strana cosa, è cresciuta una pianta strana nel mio frutteto".
Giuseppe andò a vedere: guardò la pianta e disse: "Mai vista questa pianta in tutta la mia carriera da agricoltore, facciamola analizzare!"
Allora chiamarono un agronomo, che disse:" E' una pianta di pantofole! Proviamo ad assaggiarla!"
La pantofola non era buona, per niente! Allora Pietro tagliò la pianta e dopo un po' di tempo crebbero di nuovo le mele.
Storia n.3
Pietro era nervoso per le pantofole trovate sull'albero, dunque chiamò il giardiniere Daniele per far tagliare l'albero e prendere le pantofole per venderle al suo negozio.
Il giardiniere tagliò l'albero e Pietro, dopo aver preso le pantofole, le portò al negozio e diventò ricco.
Storia n.4
Il giorno dopo le pantofole erano sparite dall'albero e Pietro trovò le mele. Trovò anche un orco, che aveva preso le mele per farle mangiare ai suoi piccoli. Al posto delle mele l'orco attaccava le pantofole.
Il giorno dopo Pietro trovò di nuovo tante pantofole, che vendette e diventò ricco.
A Rodari piaceva farsi queste domande e trarne delle buffe storie. Abbiamo letto "La casa del signor Venceslao", poi abbiamo dato un incipit ai bambini. Ecco le loro storie...
Nel lontano 2020 tutto il mondo fu assalito da un brutto virus, il covid 19: le persone dovettero rimanere a casa per molti mesi, non ci si poteva abbracciare o baciare, i negozi dovettero chiudere, giardini, cinema e teatri furono tutti chiusi, si stava in casa e si guardava la tv.
Il sig. Venceslao, un giorno, stanco di rimanere sempre a casa ebbe una fantastica idea: - Se non posso uscire di casa, vorrà dire che uscirò con tutta la casa! - disse a sua moglie che lo prese per pazzo. E così fu.
La moglie di Venceslao pensava che il Covid stesse facendo impazzire il marito perché cominciava a dire cose assurde, invece il signor Venceslao se ne stava in soffitta alla ricerca di qualche idea per far volare la sua casa. Ad un certo punto, notò una scatola con scritto: “Giochi magici di Filippo” e curioso andò a vedere di cosa si trattasse.
Erano dei giochi del figlio quando era piccino… tra tante cose, trovò una busta di palloncini. Sulla busta c’era scritto: “Palloncini Magici”. Il Signor Venceslao era ormai convinto di aver trovato la soluzione per far volare la sua casa. Gonfiò tutti i palloncini con l’elio, andò sul tetto e li attaccò alle tegole. Come per magia la casa cominciò a volare.
La moglie se ne stava tranquilla in cucina quando dalla finestra vide le nuvole vicine, allora pensò che il cielo stava scendendo verso il basso. Lei non credeva che il marito potesse far volare la casa, come aveva intenzione di fare. La moglie lo cercò in soffitta ma poi si accorse che lui se ne stava sul tetto a guidare la casa e capì che la casa veramente stava volando!!! La moglie gli chiese: “Che bisogno c’era di far volare la casa?? E’ una cosa pericolosa” e Venceslao rispose che voleva raggiungere la casa del figlio Filippo, per essere presente alla discussione della tesi del nipote che si chiamava Venceslao come lui. La moglie ora che sapeva il motivo era molto felice di fare questo viaggio nella loro casa mobile anche se aveva un po’ di paura.
Ad un certo punto però cominciò a soffiare un forte vento e la casa finì impigliata sulla chioma di un grande albero, ma non era un albero qualunque, era l’albero di Paolino.
Venceslao e la moglie erano disperati perché pensavano che non avrebbero mai fatto in tempo ad arrivare alla laurea del nipote…. Iniziarono a piangere. Paolino, sentendo piangere, si svegliò e chiese: “Ehi, chi è finito sopra la mia chioma che sento un certo peso???” .
La moglie di Venceslao, tra le lacrime, spiegò tutto a Paolino che subito si mise a correre trasportando i nonnini verso la loro meta sita in Via Gianni Rodari, N° 2.
La gente dalle loro case vedeva una strana scena: un bambino-albero che trasportava una grande casa con dei palloncini appesi…. il Covid stava veramente facendo del male a qualcuno.
Correndo correndo, Paolino arrivò a destinazione, si affiancò alla casa di Filippo in modo tale che i nonnini potessero vedere dalla finestra il nipote Venceslao durante la tesi.
Finita l’interrogazione, si sentì un fortissimo applauso ed una voce che gridava: “Siamo tanto orgogliosi di te”. Il nipote allora si girò verso la finestra e vide una scena divertente che gli riempì il cuore di gioia.
Cosa non si fa per i nipoti….
Storia n.2
……...all’improvviso sul tetto della casa del signor Venceslao spuntarono due gigantesche ali magiche che spinsero la casa in alto fino a farla volare in cielo.Affacciato alla finestra, il signor Venceslao, guardava dall’alto tutto il paesaggio, era bellissimo.Le persone che lo vedevano volare in cielo dentro la sua casa erano sbalordite, altre si arrabbiavano perché dicevano che era una cosa pericolosa.Ad un tratto, il signor Venceslao si fermò perché qualcuno lo chiamò.Era Nuvoletta, una piccola nuvola bianca che viveva nel cielo insieme alla sua famiglia.Il signor Venceslao e Nuvoletta si misero a parlare e lui gli spiegò che aveva deciso di andare via con tutta la casa perchè era stufo di non poter uscire ma soprattutto di non poter viaggiare e così poteva vedere il mare dall’alto, le nuvole, sentire il vento tra i capelli e finalmente respirare aria pulita.Nuvoletta, per premiare il grande coraggio del signor Venceslao, decise di fargli conoscere un signore molto anziano che era coperto e non si vedeva perché era molto stanco.Gli presentò Sole, le nuvole si spostarono e lui uscì fuori con tutta la sua luminosità e gli disse:”Buongiorno signor Venceslao ammiro il tuo coraggio ma non puoi andartene in giro con la tua casa perché ci sono delle regole da rispettare, nessuno può uscire e nemmeno tu puoi farlo, il covid 19 è molto pericoloso, bisogna aspettare che lui scompaia per poter uscire!”.Il signor Venceslao si arrabbiò molto per quello che gli disse Sole perché era molto testardo e voleva fare sempre ciò che voleva senza mai ascoltare i consigli degli altri e così disse:”Io vado via, faccio ciò che voglio, continuo a girare perché non voglio più stare a casa”.Sole che era una persona saggia decise di non rispondere ma ebbe un’idea fantastica.Appena Venceslao si allontanò, con il calore dei suoi raggi sciolse le ali magiche che facevano volare la casa e così la casa cadde velocemente a terra.Tornato a casa, il signor Venceslao, capì che Sole aveva ragione perché se tutti si fossero comportati come lui il covid 19 non sarebbe mai stato sconfitto e nel cielo si sarebbe formato moltissimo traffico di case volanti.
Storia n.3
Le persone lo presero per un mago!! Rimasero tutti a bocca aperta ed iniziarono a seguire la casa per capire qual ’era il trucco; il sig. Venceslao incontrò i carabinieri che stavano controllando se le persone rispettavano le regole date dal Governo, come per esempio andare a casa di parenti e amici, in questo caso però neanche loro sapevano cosa fare e continuarono ad inseguirlo per vedere dove stava andando; il sig. Venceslao incontrò anche i commessi del supermercato che stavano consegnando la spesa a casa dei loro clienti e rimasero stupefatti quando videro la casa muoversi.
Ad un tratto il sig. Venceslao si affacciò da una finestra e si accorse che molta gente lo stava seguendo ed urlava ”Come hai fatto!” “E’ magia???” “Fermati!!”.
Così il sig. Venceslao fece in modo che la casa aumentasse la velocità e con poco tempo riuscì a seminare tutti quanti e ritornare nella via di casa sua. , da quel giorno i carabinieri iniziarono a cercare la casa per il paese per poter chiedere spiegazioni al sig. Venceslao, ma lui furbo ridipinse tutta la casa di un bel colore acceso, così nessuno la riconobbe, però lui da quel giorno purtroppo fu costretto a rimanere in casa come tutti gli altri.
Storia n.4
Il signor Venceslao usò tutte le bolle di sapone che poteva fino a formare una bolla gigante e colorata che avvolse la casa che iniziò a volare
Il signor Venceslao era contentissimo,tutti gli dicevano “ Vieni giù è pericoloso” e lui rispondeva a tutti “Non abbiate paura perchè io sono il più furbo”
Intanto che tutti gridavano al signor Venceslao, lui e la moglie guardavano il panorama.
Ad un certo punto arrivò una raffica di vento che strattonò la bolla e la fece andare dalla parte opposta.
Il signor Venceslao era arrabbiatissimo mentre la moglie era spaventata.
Intanto la bolla continuava ad andare indietro,fino ad arrivare al posto da cui era partita
Allora la moglie di Venceslao prese un ago e scoppiò la bolla e la casa precipitò al posto suo.
Il signor Venceslao iniziò a strillare la moglie e tutto infuriato uscì di casa,si girò e trovò una bella sorpresa.
Infatti la bolla quando scoppiò fece cadere una pioggia di colori che trasformò la casa di Venceslao in un grande arcobaleno.
Storia n.5
Infatti dopo un po’ la sua casa cominciò a staccarsi da terra e…………..
Iniziò a volare trasportata da una grandissima mongolfiera che funzionava grazie al calore del camino. il signor Venceslao e sua moglie, ancora stupita dall’ idea del marito, decisero di andare ai Caraibi. La gente rinchiusa in casa sentì un gran rumore, si affacciò ai balconi e rimase a bocca aperta vedendo questa grande mongolfiera volare con una casa attaccata allontanarsi verso l’orizzonte.
Arrivati ai Caraibi il signor Venceslao trovò una piccola isola per atterrare, diminuì il calore e piano piano atterrò.Qui incontrò gli abitanti dell’isola che erano corsi a vedere cose stava scendendo dal cielo e accolsero i nuovi arrivati come se fossero dei. Portarono dei doni, oro, cibo e fecero una grande festa.
Arrivò il giorno di tornare a casa e il signor Venceslao chiese agli abitanti dell’isola di aiutarlo a prendere tanta legna per fare il fuoco per la mongolfiera. Accese il camino e lui e sua moglie ripresero il volo verso casa.
Quando tornarono trovarono il paese pieno di gente per le strade e i parchi pieni di bambini.
Finalmente il virus non c’era più!
Storia n.6
Il signor Venceslao andò nello sgabuzzino e prese una busta dove sopra c’era scritto “ stivaloni magici”, poi andò nei quattro angoli della casa dove attaccò uno stivolone per ogni angolo.
Dopo andò dalla moglie e le disse :” Siamo pronti!” “Per cosa?” rispose la moglie ”Per farci una passeggiata con tutta la nostra casa.”
La moglie si affacciò dalla finestra e vide che la casa si stava muovendo con tutti gli stivaloni.
Dopo una lunga passeggiata arrivarono nel paese dei balocchi.
La moglie si affacciò dalla finestra e vide che quel paese era totalmente uguale a un grandissimo parco giochi.
Il signor Venceslao sentì bussare, andò alla porta , aprì ma non vide nessuno.
Quel rumore continuava a sentirsi, si concentrò con l’ orecchio e capì da dove veniva il suono, andò nel ripostiglio e scoprì che la moglie si era chiusa dentro.
Si affrettò ad aprire per poter liberare la moglie.
Aprì e vide che non era sola ma c’erano anche Pinocchio e Lucignolo,le stavano spiegando come funzionava il paese dei Balocchi.
I quattro diventarono subito amici e continuarono a raccontare le loro avventure.
Pinocchio e Lucignolo rimasero meravigliati nel vedere la casa con gli stivali.
Il signor Venceslao confessò che voleva uscire per farsi un giretto sulla ruota panoramica.
La moglie voleva rispettare tutte le regole così subito chiuse a chiave il marito nel ripostiglio.
Andò a chiedere aiuto ai suoi quattro gatti e gli ordinò di nascondersi subito dentro gli stivali per riportare la casa al suo posto.
Con la loro energia i gattini si misero a lavoro e in poco tempo tornarono a casa.
Quando il signor Venceslao riuscì a liberarsi andò subito ad affacciarsi dalla finestra e capì che erano ritornati a casa.
Storia n.7
Infatti dopo un po’ la sua casa cominciò a staccarsi da terra e indossando un paio di pattini iniziò a sfrecciare per tutta la città finchè non trovò la strada giusta da prendere per esplorare il mondo. Il sig, Venceslao voleva trovare qualcuno curioso come lui con cui viaggiare così si recò nelle città vicine. Mentre se ne andava a in giro con la sua casa ne vide una gialla, con il tetto verde e le finestre con la porta marroni. La casa saltellava qua e là con delle molle per piedi, da una delle finestre si sentiva una musica forte e la casa del sig. Venceslao si mise a ballare anche lei. Quando la musica finì il proprietario della casa gialla si accorse della casa con i pattini e si presentò al sig. Venceslao che lo invitò a viaggiare con lui. Le case iniziarono a muoversi e la gente che le vedeva passare si spostava e osservava stupita quella stranezza, forse erano anche invidiosi. Viaggiarono per giorni visitando paesi lontani, era comodo spostarsi con la casa. Un giorno però il proprietario della casa gialla incontrò, in una città, una donna che lo fece innamorare e decise di rimanere lì per conoscerla meglio. Il sig. Venceslao perse il suo compagno di viaggio e decise di ritornare nella sua città. Durante il viaggio di ritorno, mentre attraversava un bosco, uno dei pattini perse due rotelle e per poco la casa non si ribaltò. Era disperato non poteva più muoversi, non voleva rimanere lì, ma non sapeva cosa fare e la moglie era così furiosa che cominciò a brontolare senza fine. Alcuni taglialegna sentirono i lamenti e si avvicinarono alla strana casa. Chiesero cosa stava succedendo e il sig. Venceslao raccontò la sua storia. Uno dei taglialegna ebbe un’idea, sostituirono i pattini con degli sci di legno che costruirono, poi con delle funi legarono la casa ai loro camion e la riportarono nella città del sig. Venceslao.
Ho conosciuto un tale, un tale di Roma che quando mi vede entra in coma.
Un'alunna ha inventato anche una storia diversa: e se fosse la scuola a volare?
LA SCUOLA-SCUOLABUS
C’era una volta una bella scuola… bella veramente, con tanti alunni bravi e volenterosi, con insegnanti amanti del loro lavoro, una preside un po’ rigida ma molto, molto attenta a tutto quello che succedeva lì dentro e dei bidelli sempre attivi che rendevano tutto bello, sistemato e pulito.
Era una scuola da 10 e lode ma improvvisamente fu costretta a stare per mesi chiusa perché era arrivato un minuscolo virus di nome Covid tanto pericoloso per la gente.
Gli alunni e tutti gli altri erano tristi e non volevano stare rinchiusi dentro casa ma purtroppo erano le regole e nessuno poteva uscire perché la polizia controllava chi non le rispettava.
La scuola piangeva disperatamente perché improvvisamente era rimasta tutta vuota: non sentiva più la voce delle maestre che spiegavano la lezione, le grida degli alunni durante la ricreazione, l’odore di pulito dei pavimenti lavati dai bidelli, il profumo del cibo preparato dalle cuoche della mensa e soprattutto non vedeva più la preside che girava tutte le aule per controllare.
Il pianto disperato della scuola risvegliò tutti i libri della biblioteca della maestra Michela.
Il libro “Favole al telefono” di Gianni Rodari chiese alla signora scuola perché stava piangendo e quando scoprì il motivo, si mise a pensare ad una soluzione.
Poi disse a tutti gli altri libri: “Cari non possiamo stare qui senza far nulla, se ci mettiamo tutti insieme in fila e battiamo forte forte le nostre pagine, ci trasformeremo in uno stormo e riusciremo a far volare in alto la nostra scuola che diventerà un grandissimo scuolabus”.
Tutti i libri furono felici dell’idea di “Favole al telefono” e andarono in giardino per prepararsi alla partenza.
Si misero in fila, cominciarono a battere forte le loro pagine e come per magia la scuola iniziò a volare.
La signora scuola era felicissima di essersi trasformata in un grandissimo scuolabus e cominciò a fare il giro di tutte le case per far salire a bordo alunni, bibliotecaria, insegnanti, bidelli, cuoche e preside.
Quando tutti furono saliti, lo scuolabus si diresse sopra le nuvole dove il Covid non poteva arrivare.
Qui si poteva finalmente tornare a fare le lezioni come piaceva a tutti senza rischiare di incontrare quel terribile virus.
“Favole al telefono” aveva avuto veramente un’idea geniale!!!!