Un microfestival decoloniale: arte, cucina e documentari per riflettere insieme, nell’intimità delle abitazioni di chi vive i quartieri Foro Boario e Pianta.
Un appuntamento che prova ad accendere una luce su un passato ancora poco raccontato, ripartendo dalle storie.
Abbiamo imparato a preparare un piatto eritreo e lo abbiamo assaggiato, visto un documentario dal titolo Asmarina, chiacchierato e ascoltato attorno a un tavolo con chi nella sua storia di italiano, Libico, Eritreo Somalo ha chiari ricordi legati alle colonie, ci siamo scambiate riflessioni su quello che si è mosso dentro di noi e tutti questi "abbiamo" sono stati i protagonisti di incontri intimi nelle case di queste vie.
In sostanza abbiamo scoperto di avere tutte legami più o meno forti con storie rimaste sospese, come corrispondenze accumulate, mai arrivate, mai lette, scambiate, come fossero inviate a un indirizzo sbagliato.
Da qui il senso di raccontarsi oggi, di raccontare e ascoltare e magari scoprire come correggere questi indirizzi partendo proprio da queste stesse vie che più che parlare sembrano sottolineare un silenzio, sembrano fermarsi su un uscio dove in comune c'è solo il non raccontare il passato.
Prima di partire per questo viaggio potrai immergerti nell’opera Men Bled Le Bled - Cartografia delle anime mediterranee realizzata dall'attivista, artista e scrittrice Wissal Houbabi, in collaborazione con Houssem Ben Rabia - cineasta, attore e videomaker - e Francesco Fiore De Conno - printmaker e artista visivo.
Alle 16:30 ci divideremo in tre gruppi, formati in base all' attività scelta, che verranno accompagnati nei quartieri Foro Boario e Porta per essere invitati e accolti nell’intimità delle case, qui proseguirà il viaggio attraverso:
Profumi e sapori di terre lontane, grazie alle chiacchiere in cucina, a casa di Luisa.
Visioni che interrogano lo sguardo, grazie al documentario Asmarina, realizzato da Medhin Paolos e Alan Maglio e presentato da Matteo Lolletti - Meets the Docs - a casa di Milva.
Storie che accendono una luce su un passato ancora poco raccontato, "seduti in trebbo" a casa di Mario.
Al termine delle attività ci ritroveremo tuttə insieme, per condividere il cibo eritreo e, in cerchio, le riflessioni che questo viaggio avrà generato: un momento per riflettere sulle tracce che il colonialismo ha lasciato nelle nostre vite e nella nostra cultura.
L'evento è gratuito e aperto a tutti, ma su prenotazione: https://bit.ly/micro-festival-decoloniale
Questo evento fa parte di EUrban Decò, progetto europeo che invita le città a riflettere sull’eredità coloniale che ancora abita le nostre strade, piazze e monumenti e del progetto "BEYOND THE SURFACE - Colonial traces and multiple memories", finanziato dalla Regione Emilia Romagna-Legge regionale sulla storia e memoria del 900; in collaborazione con le comunità migranti della Somalia ed Eritrea.