Di Lisa (3A)
Quest’anno, per il periodo natalizio, i commercianti di Campagna Lupia e delle frazioni limitrofe, hanno deciso, come è già stato fatto in altri comuni, di realizzare un video per sensibilizzare i cittadini ad acquistare i regali natalizi nelle piccole attività del proprio comune.
In questo video, tutti i negozianti spiegano quanto sia importante, per tutti i lavoratori, comprare le diverse cose nei piccoli negozi del paese.
Visto il periodo che stiamo attraversando, ancora oggi purtroppo, volevano spingere i cittadini del paese a non andare nei centri commerciali ma restare dentro al proprio comune, evitando così i rischi legati al contagio del virus. Infatti,in queste attività piccole le norme anti-covid sono più controllate e rigide .
Anche se il video è stato realizzato solo per Natale, sono sicura che i lavoratori l'hanno fatto pensando a tutto l’anno.
Soprattutto noi di Campagna Lupia siamo avvantaggiati rispetto ad altri paesi, perché abbiamo molti negozi che vanno dai generi alimentari alle pizzerie alla cura delle persone e molti altri.
Secondo me, era proprio questo il messaggio che voleva essere trasmesso: accorgersi di quanto si ha e di apprezzarlo aiutando anche chi lavora in questi contesti.
Come dicono loro: “Noi con voi per far vivere Campagna Lupia"! Perché per far vivere il paese c'è bisogno dei negozi e per farlo splendere c’è bisogno dei cittadini.
Abbiamo la fortuna di avere queste attività nel nostro paese, facciamolo!
Di Alberto
Voi sapete cosa succedeva in queste zone prima e dopo Napoleone Bonaparte? Se siete interessati leggete la terza e ultima uscita della rubrica “Storia del nostro territorio”.
Nel 1548, ci si accorse che ciò che aveva detto il monaco fra’ Giocondo era vero: quindi vennero svolti progetti per allontanare la foce del Brenta, che usciva assieme a quella del Bacchiglione, nel canale di Montalbano e quindi nella laguna di Chioggia, e portarla attraverso altri vecchi alvei verso il mare nella Laguna di Brondolo.
Essendo evidente che l’escavazione del Nuovissimo peggiorerà ulteriormente la situazione degli scoli e delle campagne, viene deliberato il 23/06/1604 che assieme ad esso nascessero anche le Sette Prese del Brenta con la finalità di recuperare la parete orientale del padovano, le zone del territorio veneto, i loro scoli e canali in modo da defluire nel Brenta.
Prima dello scavo del Brenta Nova “1500” si realizza il Fiumicello, che passa per Piove di Sacco, Corte e Lova da qui si avvicinava al Cornio (che proveniva da Campolongo Maggiore e Campagna Lupia) e sfocia nella laguna di Malamocco.
Dopo che nel 1550 il Brenta Nova tagliò il territorio e i due scoli che rimasero interclusi in destra del fiume, vennero affidati ad una magistratura (origini della 6°Presa) e fatti sfociare attraverso una nuova rete di Brentelle parallele all’origine destro del Bacchiglione a Conche.
Da qui, con la nascita dei consorzi di bonifica per migliorare la situazione idraulica nel territorio della 6° presa, rimasto intercluso sulla destra del Brenta nova, nel 1608 venne deliberata la costruzione di due grandi botti sifone sottopassanti il Brenta (a Corte), il Novissimo a Lova e lo scavo dello scolo Fiumazzo. In questa occasione, con lo scavo del nuovo canale la settima presa veniva divisa in due, superiore ed inferiore.
Si deliberò anche la costruzione di altre botti sifone sottopassanti il Nuovissimo: una sulla Brentasecca, una nel Cornio e l'altra Cavaizza-Sirocco “Miana”. Queste ultime botti vennero costruite assieme allo scavo del Novissimo e le botti sifone sottopassanti il Brenta ed il Fiumazzo realizzati in quegli anni.
Ma la botte sifone del Fiumazzo sottopassante il Nuovissimo a Lova si riuscì ad attivarla solo nel 1795, siccome, in quel tempo, il consorzio aveva difficoltà a riscuotere le tasse “campatico”. Nel frattempo, l’acqua che veniva dal Fiumicello, passava sotto il Brentanova, attraverso il Fiumazzo e si immetteva nel Nuovissimo a Lova.
Intanto, il Brentanova continuava a provocare numerosi danni (incessanti esondazioni e rotture delle arginature), quindi il governo Veneto incarica il magistrato alle acque, nel 1786, a trovare una soluzione al problema.
L’avvocato Angelo Artico trovò il sistema per risolvere la situazione: scavare un tratto rettilineo del Brenta che andasse da Strà fino a Corte. Ma con la caduta della Repubblica veneta e con l’avanzare di Napoleone il progetto venne accantonato.
Passò Napoleone e il periodo della dominazione austriaca, quando nel 1835 fu incaricato l’ingegnere Paleocapa a rilevare il piano Artico e la costruzione del nuovo tronco, riducendo così il percorso di ben ventinove chilometri.
Intanto sempre in questi anni, i Consorzi di Bonifica 7° (presa superiore ed inferiore), costruiscono due impianti idrovori (uno a Lova e l’altro a Rosara), per il sollevamento delle acque. Così, dall’inizio del 1900, si potè finalmente considerare realizzata la sistemazione fluviale e territoriale, da parte del magistrato alle acque e consorzi di Bonifica.
A tutt’oggi, a parte qualche piccola modifica, il sistema per far arrivare l’acqua al mare è rimasto invariato.