Psicologa iscritta all'albo della regione siciliana,n.11595.
Mi viene chiesto il motivo per cui ho fatto questo ulteriore passo scegliendo questa professione "non facile" oltre quella di docente. Ebbene ,ho scoperto che uno dei motivi, è perché credo vivamente nella capacità di tutte le persone di svincolarsi da pensieri negativi e vivere la propria vita liberamente e pienamente, capacità di potersi riscattare verso sè stessi e verso il mondo.
Capacità dei bambini e dei ragazzi di saper gestire le proprie emozioni, esperienze, sia a livello scolastico che di vita sociale. Sono specializzata in disturbi cognitivi. Master in psicologia scolastica e master in DSA.
Essere psicologo non significa dare consigli, tantomeno risolvere tutti i problemi o dare soluzioni.
Piuttosto ,essere psicologo significa sostenere, guidare,accompagnare le persone in un cammino di scoperta di sé, da cui deriverà benessere, risoluzione di sintomi, sofferenza e problemi.
Un bravo psicologo deve in primis conoscere bene se stesso, le proprie capacità, le proprie fragilità ed essere consapevole dei propri limiti.
I motivi che portano a richiedere un aiuto psicologico: la consapevolezza di aver bisogno d'aiuto, la sofferenza, la solitudine, il disagio, spingono a chiamare.
Tutti i percorsi mirano ad un fine comune: la vera indipendenza, la consapevolezza che le difficoltà che apparivano insormontabili adesso non lo sono più così ci si potrà sentire liberi e padroni di sé. I bambini a scuola acquisteranno una maggiore autostima,si sentiranno parte integrante del gruppo classe.
Incontri singoli o in piccoli gruppi (massimo 3)per DSA.
Incontri singoli per altre tipologie di supporto,se richiesti incontri online tramite piattaforma meet.
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Dott.ssa Villani Laura.
Consulenza psicologica e sostegno alla genitorialità, rivolto agli adulti che si ritrovano a vivere con fatica e difficoltà il proprio ruolo genitoriale, finalizzato alla promozione del benessere familiare.
DSA: che cosa sono?
Inizio con il dare una definizione precisa.
I Disturbi Specifici dell’Apprendimento o DSA sono disturbi del neuro-sviluppo che riguardano la capacità di leggere, scrivere e calcolare in modo fluente. Proprio per questo, i DSA si manifestano spesso in età scolare, quando i bambini si avvicinano per la prima volta a materie come italiano, matematica e lingue straniere.
Nulla toglie che i DSA possano passare inosservati fino alla scuola secondaria, celandosi dietro a strategie compensative che i ragazzi mettono in atto e che non portano ad un approfondimento diagnostico. Queste, consentono allo studente di proseguire la scuola riducendo le conseguenze visibili del disturbo e raggiungendo un certo livello di sostenibilità. Nonostante ciò, i DSA non totalmente diagnosticati potrebbero in ogni caso andare ad incidere sui risultati accademici, lasciando un senso di scarsa autostima.
I DSA sono stati classificati in base alla precisa difficoltà che comportano e si suddividono in:
Dislessia, difficoltà nel leggere e scrivere
Disortografia, incapacità di tradurre correttamente
linguaggio parlato in linguaggio scritto
Disgrafia, difficoltà di scrittura per lettere e per numeri.
Discalculia, difficoltà nel calcolo
Le quattro categorie sopra citate interessano le modalità di funzionamento delle diverse reti neuronali, come succede con altri disturbi come l’ADHD. Questo significa che chi ha un DSA processa le informazioni in modo diverso e ha una percezione emotiva e cognitiva differente. Cause possibili...
La comunità scientifica fa riferimento a disfunzioni neurobiologiche come prima causa, comprendendo diversi fattori ambientali esterni come fattori mitiganti.
Ricerche concordano nell’affermare che i Disturbi dell’Apprendimento sono associati ad un disturbo emotivo e comportamentale; infatti, tra i diagnosticati, vengono riscontrati, ad esempio, anche deficit di attenzione, disturbi depressivi e disturbi d’ansia.
Quali sono i sintomi?
Riconoscere un DSA nel bambino o nell’adolescente è essenziale per poterlo agevolare durante il suo percorso formativo e aiutarlo al meglio, senza farlo sentire escluso o diverso.
Ecco alcuni segnali da attenzionare:
Confusione tra destra e sinistra;
Difficoltà nella lettura dell’orologio analogico;
Confusione tra le lettere graficamente simili;
Inversione di grafemi simili;
Perdere il segno quando si legge;
Difficoltà eccessiva nell’apprendimento di lingue straniere;
Scrivere le parole legandole o staccandole tra loro in modo errato;
Numerosi errori ortografici;
Difficoltà notevole nel memorizzare termini specifici;
Difficoltà con i numeri, la notazione musicale o altri codici con simboli
Eccessiva fatica nel calcolo rapido, in colonna e nelle tabelline;
Tutti questi sono segnali da ricercare per una diagnosi precoce, ovvero durante l’età scolare e pre-scolare. Per quanto riguarda gli adolescenti, oltre ai segnali sopracitati, serve prestare attenzione anche a:
Difficoltà nel ricordare nozioni precedentemente apprese
Difficoltà nell’organizzare un discorso
Difficoltà nella produzione scritta e nell’esposizione orale
Tendenza ad evitare compiti a causa di un’eccessiva affaticabilità
In ogni caso, l’osservazione sistemica da parte di insegnanti e genitori deve essere accompagnata da visite mirate e incontri con degli esperti, poiché una vera e propria diagnosi di DSA deve arrivare da uno psicologo o da un neuropsichiatra.
Consigli utili ...
Bisogna avere qualche accortezza in più per poterlo agevolare durante i momenti di studio.
Il primo consiglio su come aiutarlo riguarda l’ambiente in cui studierà; evitare stanze caotiche e troppo cariche di stimoli.
Mantenere un ambiente silenzioso, niente tv, smartphone, ed altri distrattori durante i compiti.
Pianificare le attività scolastiche e far partecipare lo studente stesso nella gestione delle attività, di modo che si senta più motivato e meno isolato. Iniziare prima con le materie più complesse e terminare con quelle più semplici è un esempio di pianificazione efficace e comoda.
Valorizzare sempre e comunque i piccoli successi ottenuti. Non enfatizzare gli errori commessi, anzi lodare ogni piccola vittoria: servirà a mantenere alta la sua autostima e favorire il suo benessere psicologico.