STATUTO
COmitato Nazionale di Cordinamento e di Azione per l'evoluzione agricola
ROMA - Italia
e-mail: grave.crisi.agricola@proton.me Pec: grave.crisi.agricola@pec.it www.evoluzioneagricola.org
Art. 1 Denominazione e sede
Ai sensi degli artt. 36 e ss. del Codice Civile è costituito fra i presenti, ai sensi del Libro Primo del Codice Civile, il Comitato denominato:
COmitato Nazionale di Coordinamento e di Azione per l'Evoluzione Agricola
da ora indicato semplicemente come “Comitato”, con sede legale in Roma
Art. 2 Durata
La durata del Comitato è illimitata e lo stesso potrà essere sciolto solo con delibera
dell'Assemblea Straordinaria degli Aderenti come da punto s) dell’articolo 9 ed il cui libro degli aderenti verrà costantemente aggiornato dall'Ufficio di segreteria di cui all’articolo 10
Art. 3 Scopi
Il Comitato non persegue scopi di lucro e vieta la distribuzione, anche in forma indiretta, di utili o avanzi di gestione nonché di fondi, riserve o capitale durante la vita del comitato stesso, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.
Il Comitato ha per scopo principale la tutela e la valorizzazione della cultura agricola italiana fondata sul lavoro e sulla dignità degli agricoltori, contro i quali è in atto un attacco indiscriminato, liberticida e distruttivo da parte del liberalismo economico e della finanza speculativa, motivo per cui è indispensabile organizzare a livello nazionale una mobilitazione civile per rivendicare il "potere decisionale" che spetta agli agricoltori nei luoghi istituzionali, quando si discute e si decide su argomenti agricoli e comunque connessi alla gestione del comparto agricolo.
Nel pieno rispetto dell’autonomia imprenditoriale ed associativa dei propri aderenti, esso intende sondare e valutare, con il maggior numero di agricoltori, associazioni agricole e comitati spontanei aventi finalità affini, la possibilità di aggregarsi condividendo uno statuto da strutturare insieme, al fine di costituire (o confluire in) una associazione agricola nazionale, potenzialmente anche di tipo sindacale come indicato dall'articolo 39 della Costituzione Italiana che dovrà provvedere, come il Comitato intende già fare, a titolo esemplificativo e non esaustivo, a:
1. Organizzare e mantenere viva e vigile una mobilitazione civile di tutta la popolazione italiana con iniziative a difesa dell'intero settore primario che ha subito “il dimezzamento delle aziende agricole” dal 2000 al 2020 e continua ad essere decimato a causa dell'attacco frontale rivolto alle piccole imprese agricole.
2. Far dichiarare al governo italiano lo STATO DI EMERGENZA PER IL SETTORE AGRICOLO fino alla sua strutturata ed efficace risoluzione.
Puntando alla apertura di un Tavolo di crisi per un’immediata accelerazione dei provvedimenti a sostegno del settore primario duramente colpito, al fine di limitare, con tempestività, gli impatti negativi economici, sociali e ambientali di uno storico tessuto produttivo, fatto per il 95% da piccole imprese, che rappresentano la parte più importante del sistema agricolo italiano.
Al fine di definire gli strumenti finanziari e organizzativi da finalizzare alla ripresa economica, delle piccole imprese del settore primario, attivabili nell’ambito delle disposizioni nazionali e comunitarie per far fronte alla catastrofe di carattere economico ed occupazionale in cui il settore è stato sprofondato da normative in ambito agricolo che avvantaggiano, attraverso i Piani di Sviluppo Rurale ed il Piano Nazionale di Resilienza e Resistenza (PNRR), coloro che vengono indebitamente definiti “attori del mondo agricolo e rurale” individuabili in: grandi imprese ed grandi gruppi di investimento; produttori e commercianti di macchine agricole, sementi brevettate, concimi e fitofarmaci; l'industria agroalimentare e la grande distribuzione organizzata; le assicurazioni, le banche, le associazioni di categoria e la stessa ricerca pubblica che, anziché essere finalizzata a prospettare efficaci soluzioni al comparto, finisce per fornire brevetti alle grandi imprese private come avviene negli ambiti sementiero e fitosanitario e della meccanica agraria.
3. Proporre ed elaborare una reale riforma agraria evolutiva, graduale ed inclusiva, che capovolga l'idea della competizione sleale su cui si basa l'attuale economia di rapina ormai al collasso, promuovendo una costruttiva alleanza tra gli agricoltori ed i consumatori, rilanciando le più evolute pratiche di produzione legate all'etica ed alla cultura contadina.
4. Rappresentare, tutelare, difendere gli interessi ed il reddito delle piccole imprese di produttori agricoli italiani in ambito comunitario, nazionale, regionale e locale, in applicazione dell’articolo 39 del Trattato di Roma, già art 33 del Trattato di Lisbonae come previsto dalla Politica Agricola Comune, innanzi tutto per evitare che chiudano.
5. Agire in tutte le opportune sedi per ottenere l’effettivo divieto della vendita sottocosto e delle condotte commerciali sleali modificando innanzitutto il Decreto legislativo n. 198 del 8 novembre 2021.
6. Abolire il monopolio delle storiche associazioni di categoria nella assistenza agricola
mantenendo la presenza dei centri di assistenza agricola autonomi esistenti e la
creazione di nuovi, consentendo ai liberi professionisti ed alle stesse piccole aziende agricole di gestire autonomamente i fascicoli aziendali.
7. Valorizzare l’agricoltura locale delle piccole aziende agricole, a tutela della biodiversità, della cultura contadina, dell'economia e della salute dei consumatori.
8. Attivare strumenti efficaci per meglio consentire all’agricoltore di programmare le proprie produzioni, contribuire ad un migliore coordinamento dell’immissione del prodotto sul mercato, migliorare la conoscenza della produzione e del mercato, consentire informazione per evitare che si producono eccedenze deteriorabili.
9. Arginare le importazioni di prodotti scadenti che compromettono i prezzi anche rivedendo l'adesione ai trattati internazionali che penalizzano le piccole imprese agricole e cancellando tutte le agevolazioni all’importazione di prodotti alimentari da qualunque Paese in ogni forma e tipo, sollecitando i controlli di legge sui prodotti importati, al fine di garantire la corretta concorrenza nel territorio UE proteggendo l’Ambiente e la salute dei cittadini europei.
10. Opporsi alla approvazione ed esecuzione di testi normativi, disposizioni di settore e regolamenti attuativi ovvero di provvedimenti singolarmente assunti da pubbliche amministrazioni statali e locali che contrastano gli interessi della categoria, promuovendo anche le eventuali necessarie azioni giudiziali consentite dalla legge.
11. Promuovere la razionalizzazione delle normative in materia di controllo sanitario in ambito agricolo e l'eliminazione di una ingiustificata burocrazia attraverso l'istituzione di sportelli verdi gratuiti per le piccole imprese agricole, dirottando le incombenze burocratiche dalle aziende agricole alle istituzioni che le emanano
12. Attivare per il frumento, che costituisce la base della nostra alimentazione, un “Registro Nazionale” al fine di tracciare sia le produzioni del grano italiano, sia di evidenziare l’entità e la qualità del grano d’importazione utilizzato per la trasformazione, rendendo definitiva la commissione unica nazionale (CUN) per il grano duro italiano che deve rilevare i prezzi più che in base alla quantità di proteine principalmente a mezzo di un’apposita griglia di qualità che tenga conto dei contaminanti presenti nella granella.
13. Ottenere che i costi di produzione medi effettivi delle derrate agroalimentari vengano elaborati e aggiornati con frequenza almeno mensile, da parte di ISMEA con la partecipazione degli agricoltori, a livello regionale e anche provinciale, ove necessario. Avendo specifico riguardo alle aziende agricole familiari e contadine, con i loro specifici costi informali mai contabilizzati (es. impegno continuativo 6-7 giorni la settimana per 10 e più ore al giorno, dell’agricoltore e dei suoi coadiuvanti familiari) e garantendo che le borse merci telematiche forniscano i costi di produzione sempre invalicabili per tutte le specifiche dei prodotti inerenti la qualità, la composizione, l'origine, la salubrità, le certificazioni ed i diversi regimi di qualità, convenzionale, DOP, IGP, Bio e della biodiversità locale implicita.
14. Razionalizzare le normative in materia di campionamento delle merci importate in
tutta l'Unione Europea comprese le Isole Canarie, Ceuta e Melilla; le Azzorre e Madera; l'isola di Riunione, la Guyana francese, la Martinica, la Guadalupa, Mayotte e Saint Martin.
15. Regolamentare il marchio “Made in Italy”, affinchè certifichi tanto la produzione
della materia prima quanto la trasformazione della stessa in Italia.
16. Promuovere l’etichettatura obbligatoria che includa i contaminanti anche se presenti nei limiti di legge come avviene per l’etichettatura dell’acqua minerale.
17. Contrastare ogni forma di speculazione o di cartello o di abuso, anche sindacale, che si dovesse manifestare nel mercato a danno degli agricoltori e dei consumatori
attraverso segnalazioni all'Antitrust nazionale e Comunitario, agli organismi antifrode, anticorruzione e alle Procure nazionali.
18. Arginare lo sviluppo di derivati finanziari e di tutte le speculazioni finanziarie sui prodotti agricoli, che alimentano la volatilità delle quotazioni e creano tensioni sociali nel mondo.
19. Fare in modo che gli incentivi comunitari favoriscano la coltivazione delle diverse colture nelle rispettive aree vocate, preservando tipicità e biodiversità; tutelare le antiche varietà vegetali, al fine di dare alle produzioni locali un’alta connotazione territoriale che affondi le proprie radici nelle tradizioni e nella cultura dell’areale di produzione che consenta di coltivare liberi dalle royalties, inserendo il privilegio dell'agricoltore sulle norme del materiale riproduttivo e l'assoluto divieto di coltivazione di OGM vecchi e nuovi (fantasiosamente definiti in Italia “tecniche di evoluzione assistita”) al fine di promuovere il reale miglioramento quantitativo e qualitativo della produzione.
20. Operare costantemente per ottenere la riduzione dei costi di produzione portando al minimo le imposte sulle fonti energetiche per il comparto agricolo, azzerando la speculazione delle imprese che operano nel settore energetico grazie alle quotazioni Natural Gas Future della borsa di Amsterdam.
21. Ridimensionare il danno subito con l'ancora incompresa politica delle “Quote Latte” iniziando dall'azzeramento delle relative sanzioni.
22. Istituire un fondo di garanzia non limitato nelle risorse, facilmente e rapidamente accessibile con procedure di concessione degli affidamenti e mutui concretamente fruibili dalla maggioranza delle aziende, territorio per territorio, che esulino dalle direttive interne del settore bancario.
23. Vietare che i prodotti a base di polvere di insetti e carne sintetica, siano ammessi per l’alimentazione umana e dei mammiferi di allevamento, fermando questa insana voglia di imporre alimenti inusuali per le nostre popolazioni e per i nostri animali.
24. Bloccare e vietare gli espropri per “pubblica utilità” di terreni fertili da destinare ai megaimpianti fotovoltaici e di energie definite rinnovabili, a danno della piccola proprietà coltivatrice e dello stesso paesaggio che siamo chiamati a tutelare.
25. Promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione dei consumatori affinché considerino anche i costi indiretti della loro spesa che può diventare un formidabile strumento volto a finanziare lo sviluppo economico, sociale e occupazionale del proprio territorio, anche valutando la differenza tra l’alimento agricolo ed il cibo industriale, in termini di ricadute sociali, etiche e sanitarie
26. Promuovere l’obbligo di certificazione ed analisi per la tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti agricoli.
27. Promuovere, organizzare direttamente, gestire manifestazioni specializzate, convegni, eventi atti a promuovere l’immagine dell’agricoltura italiana convenzionale e biologica di alta qualità e gli effetti benefici sull'ambiente e sulla salute pubblica.
28. Promuovere attività di ricerca, studio e sperimentazione nel settore agroalimentare.
29. Promuovere e organizzare corsi di formazione professionale e di aggiornamento in materia di agronomia, allevamento, marketing, pubblicità, comunicazione e quant’altro si rendesse necessario per il miglioramento e la formazione professionale, sociale, culturale, ed economica degli associati e del loro personale.
Art. 4 Il patrimonio
Il Patrimonio del Comitato è costituito dalle quote associative versate dagli aderenti al Comitato e da eventuali erogazioni, lasciti e donazioni.
Le somme comunque raccolte dovranno essere utilizzate esclusivamente per il perseguimento degli scopi del Comitato sotto la responsabilità del Presidente e del Tesoriere eletto dall'Assemblea degli aderenti e verranno sempre spese con specifiche delibere del Direttivo o nel caso di somme inferiori a 300 euro su semplice autorizzazione scritta e firmata dal Presidente, previa informazione, anche solo verbale al Direttivo.
Art. 5 Amministrazione e Direttivo
Il Comitato è amministrato da un Direttivo composto da 5 o 7 agricoltori eletti dall'assemblea dei promotori il prima istanza e successivamente dalle assemblee degli aderenti. All'interno del Direttivo vengono eletti un presidente e due vicepresidenti che formano l’ufficio di presidenza. Il Direttivo dura in carica un anno e comunque fino alla prima assemblea che approva annualmente il rendiconto economico annuale entro il 28 febbraio di ogni anno, con possibile rinnovo delle cariche per ogni singolo componente.
Il Direttivo tenendo conto del parere del Presidente, può decidere di nominare soci onorari che, apprezzando gli scopi del comitato acconsentono di aderire.
Il direttivo può riunirsi anche on line e dovrà seguire ed approvare l'operatività più impegnativa dell'ufficio di segreteria di cui all'articolo 10 del presente Statuto, non trascurando quella in cui possono subentrare responsabilità dell'intero Comitato.
Art. 6 Presidente, Vicepresidenti e Ufficio di Presidenza
All'interno del Direttivo i membri eleggono un Presidente e due vicepresidenti che costituiranno l'Ufficioodi Presidenza, dando maggiore rappresentatività possibile alle diverse componenti del Comitato. Il Presidente è sostituito da uno o da entrambi i vicepresidenti quando non può o non è indispensabile intervenire direttamente, rappresentando con la sua firma, le sue dichiarazioni e le sue stesse decisioni l'intero Comitato della cui onorabilità dovrà sempre sentirsi responsabile. Ad un vicepresidente verrà affidato dal Direttivo anche l'incarico di affiancare il Tesoriere eletto dall'assemlea all'inteno dell'Ufficio di segreteria di cui all'articolo 10, con funzioni di monitoraggio e controllo.
Art. 7 Aderenti al Comitato
Possono aderire al comitato tutte le aziende agricole sia singole che associate, attraverso i loro titolari, i propri legali rappresentanti o attraverso dei referenti famigliari opportunamente indicati che assumeranno il ruolo di “aderente”, i lavoratori agricoli, le associazioni che nel loro statuto prevedono almeno uno dei temi indicati tra gli scopi del presente Statuto all'articolo 3, gli esperti ed i professionisti del settore agricolo, i piccoli artigiani ed i piccoli commercianti che operano nel mondo agricolo e gli stessi consumatori consapevoli, purchè rimanga sempre prevalente a livello numerico la compagine composta dalle aziende e dai lavoratori agricoli.
Tutti gli aderenti approvano gli scopi espressi in 29 punti all'articolo 3 del presente statuto.
Chi intende aderire al Comitato aggiungendosi ai singoli promotori, presenta una domanda di adesione al Direttivo o come azienda agricola o come associazione o come esperto, professionista, piccola azienda artigiana, piccolo commerciante o consumatore, ricevendo entro trenta giorni, formale delibera di ammissione o diniego con una motivazione scritta.
In qualsiasi momento un aderente vorrà dissociarsi dal Comitato lo potrà fare, con una comunicazione scritta.
Ciascun aderente titolare di partita iva agricola, legale rappresentante di società agricola o indicato in domanda di adesione come referente famigliare di primo grado di un'azienda agricola, ha il diritto di voto nelle assemblee ordinarie, straordinarie, locali e settoriali .
Tutti gli aderenti partecipano all’attività del Comitato sotto la direzione del Direttivo. Ciascun aderente è obbligato a versare una quota di iscrizione nella misura e con le modalità indicate annualmente dal Direttivo (20 euro per i singoli e 50 euro per le associazioni)
Gli aderenti si distinguono in:
• ORDINARI: coloro che, sia come promotori hanno sottoscritto l'Atto costitutivo, sia come aderenti sottoscrivono una scheda di adesione, versando la quota associativa. Hanno diritto di voto solo i titolari di partita iva agricola ed i legali rappresentanti di una società agricola o i referenti famigliari indicati da ogni azienda agricola nella scheda di adesione.
• SOSTENITORI: coloro che aderiscono al Comitato, senza essere titolari di partita iva o legali rappresentanti di società agricola o referenti famigliari di un'azienda agricola, versando una quota associativa e che pur non avendo diritto di voto all’interno dell’Assemblea, possono esprimere un parere consultivo all’interno della stessa ed essere invitati ad esprimere un parere consultivo dal Consiglio Direttivo. Si precisa che ad ogni Azienda agricola aderente al Comitato attraverso il proprio titolare o il proprio legale rappresentante o un proprio referente famigliare, è concesso un solo voto, da esercitarsi direttamente o a mezzo di delega. Tutti gli aderenti sono tenuti a rispettare le norme del presente statuto e le deliberazioni del Consiglio Direttivo. Chiunque vuole dimettersi dal suo ruolo di aderente lo può fare in qualsiasi momento scrivendo una PEC all'indirizzo grave.crisi.agricola@pec.it, inseredo "Dimissioni” come oggetto e ricevendo opportuna risposta.
Art. 8 Organizzazione locale e settoriale
Il Comitato nel caso si presentino le opprotunità e la dove ci siano sufficienti adesioni può costituire sezioni locali e/o gruppi afferenti ai diversi settori produttivi, che si costituiranno ed eleggeranno un proprio rappresentante, attraverso assemblee normate all'articolo 9, al fine di proporre specifiche azioni ed interventi, raccordandosi con il direttivo nazionale, per rendere operative le priorità evidenziate dagli aderenti, inerenti gli scopi statutari di cui all'articolo 3.
I gruppi locali ed i gruppi di ogni settore produttivo potranno esprimersi attraverso il rappresentante eletto a nome del COmitato Nazionale di Coordinamento e di Azione per l'evoluzione agricola, informando preventivamente il Direttivo e sempre rendicontando le azioni intraprese, dalle più semplici alle più complesse.
Art. 9 Asssemblee ordinarie, straordinarie, di settore e locali
a) L'assemblea è il massimo organo di indirizzo strategico per l'operatività del Comitato e deve essere sempre aggiornata su tutti gli interventi del Comitato attraverso comunicazioni per e-mail ed un opportuno sito web, oltre che verbalmente quando è possibile.
b) Potranno prendere parte alle assemblee ordinarie e straordinarie, di settore e locali del comitato, tutti colodro che hanno aderito al Comitato da almeno 30 giorni e sono in regola con il versamento della quota annua.
c) Il Direttivo delibera per ogni tipo di assemblea, l’elenco degli aderenti aventi diritto di voto, con opportuno anticipo, coadiuvato dall'Ufficio di segreteria di cui all'articolo 9.
d) Ogni aderente avente diritto di voto può farsi rappresentare in assemblea, per mezzo di delega scritta, da un solo altro associato.
e) Il voto è singolo per ogni aderente titolare di azienda agricola o legale rappresentante di una società agricola o referente di azienda agricola
f) All’Assemblea degli aderenti vengono convocati anche gli aderenti senza diritto di voto.
g) L’assemblea può essere convocata presso qualsiasi luogo idoneo a garantire la massima partecipazione degli associati, dall'ufficio di Presidenza o dal Direttivo.
h) Sia l’assemblea ordinaria che l'assemblea straordinaria sono presiedute dal presidente del Comitato ed in caso di sua assenza o impedimento, da un Vice Presidente che dirigono e regolano le discussioni e stabiliscono con l'ufficio di segreteria le modalità e l’ordine delle votazioni. I due tipi di Assemblea possono svolgersi lo stesso giorno e nello stesso luogo con due diversi ordini del giorno, se se ne ravvisa la necessità da parte del Direttivo
i) I soci presenti in assemblea nominano il segretario dell’assemblea.
l) Di ogni assemblea si dovrà redigere apposito verbale firmato dal presidente della stessa e dal segretario. Copia dello stesso deve essere messo a disposizione di tutti gli aderenti con le formalità ritenute più idonee dal Direttivo per garantirne la massima diffusione.
m) L’assemblea ordinaria, così come le assemblee di settore e le assemblee locali, viene convocata almeno una volta l’anno dal presidente dell’associazione o su richiesta scritta di almeno 1/5 degli aderenti, con ordine del giorno motivato, almeno trenta giorni prima.
n) Le convocazioni devono effettuarsi mediante invio anche per posta elettronica, dell'avviso contenente l'ordine del giorno, la data e il luogo della convocazione.
o) Il Direttivo con il Presidente ed i vicepresidenti, coadiuvati dall'ufficio di segreteria, potranno a loro discrezione, in aggiunta alla modalità sopra descritte usare qualunque altra forma di pubblicità per meglio diffondere tra i soci l’avviso di convocazione.
p) Le deliberazioni dell’assemblea ordinaria sono prese a maggioranza dei votanti con la presenza in prima convocazione di almeno la metà più uno degli aderenti aventi diritto al voto; in seconda convocazione le deliberazioni votate dagli aventi diritto al voto, sono valide a maggioranza, qualunque sia il numero degli aderenti presenti.
q) L'Assemblea ordinaria si occupa delle seguenti materie:
1) Elegge ogni anno il Direttivo che nominerà o confermerà al suo interno il Presidente e i Vicepresidenti;
2) Approva annualmente il bilancio preventivo e consuntivo delle entrate e delle spese;
3) Individua le linee programmatiche di orientamento strategico e politico del Comitato
da sottoporre al Direttivo al fine di renderle operative;
4) Elegge o conferma i membri dell'Ufficio di segreteria, indicando tra essi il Tesoriere
r) L’assemblea straordinaria può essere convocata dal Direttivo dopo ampia discussione anche scritta, almeno trenta giorni prima dell’adunanza. Nella convocazione dell’assemblea devono essere indicati il giorno, il luogo e l’ora dell’adunanza e l’elenco delle materie da trattare.
s) L’assemblea straordinaria delibera sulle seguenti materie: approvazione e modificazione dello statuto sociale; atti e contratti relativi ad eventuali diritti reali immobiliari, scioglimento dell’Associazione e modalità di liquidazione.
t) L’assemblea straordinaria è validamente costituita quando sono presenti due terzi degli associati aventi diritto di voto in prima convocazione e delibera con il voto favorevole della maggioranza degli aventi diritto di voto realmente presenti in seconda convocazione, anche tramite regolari deleghe.
u) Ai sensi dell’articolo 21 del Codice Civile per deliberare lo scioglimento del Comitato e la devoluzione dell'eventiuale patrimonio occorre il voto favorevole di almeno i 3/4 degli aventi diritto.
v) Le assemblea di settore e le assemblee locali si organizzeranno, come previsto dall'articolo 8 attraverso assemblee presiedute in fase di costituzione da chi verrà votato per presiederle ed in seguito dal rappresentante regolarmente eletto, seguendo le stesse regole presentate in questo articolo ai punti b, c, d, e, f, g, i, l, m, n, o, p, v, ogni volta che si presentino le opprotunità per formalizzare, in presenza di sufficienti adesioni, sedi locali (provinciali o regionali) o gruppi afferenti ai diversi settori produttivi, in grado di eleggere o confermare ogni volta un proprio rappresentante che, interagendo con il Direttivo, potrà esprimersi a nome del settore o delle sezioni locali.
Art. 10 Ufficio di segreteria
L'ufficio di segreteria viene eletto dall'assemblea tra gli aderenti al Comitato, che si candidano per tale ruolo. I membri dell'Ufficio di segreteria, interagendo con il Direttivo, hanno il compito di raccordare le diversificate esigenze settoriali e locali e le proposte del Direttivo e degli aderenti di tutto il Comitato, al fine di prospettare diversificate e qualificate strategiue di intervento da proporre con lì'approvazione della maggioranza dei propri componenti direttamente al Direttivo sia per organizzare la mobilitazione nazionale e locale sia per prospettare per ogni settore produttivo, utili spunti, stimolando attraverso mezzi di comunicazione ed una qualificata redazione, l'aggregazione, l'organizzazione e la divulgazione delle iniziative di mobilitazione. L'ufficio di segreteria dovrà tenere aggiornato il libro degli aderenti e la stessa contabilità attraverso il Tesoriere eletto dall'assemblea, mantenendo costanti rapporti con tutti, sia internamente al Comitato che esternamente con la società civile, le istituzioni da coinvolgere o da contestare, i consumatori, le altre categorie produttive, i mezzi di informazione e l'opinione pubblica. L'ufficio di segreteria cura la comunicazione in modo da perseguire finalità di ampio consenso, con un'efficace strategia concordata con il direttivo e lo stesso cordinamento tecnico giuridico di cui all'articolo 12, finalizzata al raggiungimento degli obiettivi di cui all'articolo 3 e delle priorità di volta involta individuate.
Art. 11 Il Tesoriere
Il tesoriere dovrà essere indicato nell'Atto Costitutivo e nei verbali di rinnovo dell'Ufficio di segreteria. Alla responsabilità della sua persona è affidata su delega del Presidente l'apertura e la gestione, deliberata in ogni singola operazione, di un conto corrente bancario dedicato al Comitato, con le modalità espresse dagli articoli 4 e 6 di questo Statuto. In caso di dimissioni o di esonero dall'incarioco, il suo posto è preso da un componente dell'Ufficio di segreteria o da un membro dell'Ufficio di Presidenza, in attesa di una successiva elezione di un nuovo Tesoriere da parte della prima assemblea utile.
Art. 12. Cordinamento tecnico giuridico
In accordo con il Direttivo e coadiuvati dall'Ufficio di segreteria, tecnici, avvocati, studiosi e giuristi saranno chiamati a svolgere attività di Coordinamento tecnico-legale delle azioni di atti giudiziali e stragiudiziali di tutela degli interessi protetti, via via necessarie a livello locale, regionale, nazionale e internazionale.
Tale Coordinamento si impegna, inoltre, ad attivare una specifica sezione nel sito web dedicata alla comunicazione e divulgazione degli approfondimenti svolti, delle proposte di legge, della normativa utile, nonchè di tutte le denunce e degli specifici interventi su cui il Comitato intende attivarsi, anche al fine di mettere a disposizioni degli aderenti strumenti efficaci e non più rinviabili di contrasto all'attacco che agricoltori e cittadini costantemente subiscono.
Art. 13 Statuto e variazioni
Il presente Statuto regolarmente approvato e depositato all'ufficio delle entrate può essere variato solo da un'assemblea straordinaria, come previsto dai punti r) s) e t) dellarticolo 9 del presente Statuto, ogni qual volta le circostanze interne o esterne lo richiedano, con una validità che entra in funzione 30 giorni dopo il deposito delle modifiche presso l'ufficio delle entrate.