Barbarina, la bambola veneziana, è un automa costruito da Jérôme Sombre, l'orafo magico, successivamente appartenuta a Barbara Navager, poi a Lazzaro Zurlin.
Possiede veri capelli, ma viso e corpo sono di porcellana, le membra in legno leggero con gli organi interni che sono ingranaggi ad orologeria. Di notte assume fattezze umane, di giorno è praticamente un manichino.
La leggenda dice che sia stata Barbarina a fornire giovani vittime a Barbara Navager, e che avesse avuto relazioni con Giacomo Casanova e Pietro Zorzi. L'automa viene ritrovato recentemente a Palazzo Navager da Lazzaro Zurlin che ha deciso di utilizzarla nuovamente per reperire giovani vittime da offrire per rigenerare il corpo di Barbara Navager. Attualmente Barbarina è inutilizzabile poiché la chiave per la sua ricarica è andata perduta, ed il meccanismo di ricarica è ormai rotto. All'interno di essa è contenuta l'anima dell'assassino Lazzaro Zurlin (Dampyr 143)