Yuri era un ragazzo bosniaco, probabilmente originario dello stesso Villaggio di Harlan. Strinse amicizia con lui coinvolgendolo nelle piccole truffe che organizzava ai danni dei poveri contadini della zona. Amava vantarsi di essere il bisnipote di “Vukovar du Vrbica”, il sedicente e leggendario Dampyr.
All’inizio degli anni ’90, insieme ad Harlan — conosciuto da quelle parti come “figlio del diavolo” o “figlio della strega” — metteva in scena falsi esorcismi e riti esoterici improvvisati, con il solo scopo di sopravvivere. Yuri agiva come un vero e proprio impresario, adescava le ignare vittime e spingeva Harlan, mai del tutto convinto, a continuare quella discutibile “professione” (Dampyr 267).
Durante la guerra di Jugoslavia, in particolare negli eventi di Yorvolak, Yuri cadde vittima del Maestro della Notte Gorka, che lo trasformò in un non morto. In quella condizione ricevette l’ordine di uccidere Harlan; tuttavia, riuscì a ribellarsi al comando del suo padrone. Fu infine lo stesso Harlan a dargli la morte, per porre fine alle sue sofferenze (Dampyr 1, 267, 268).
Nel corso del lungo viaggio verso Mostar, Harlan rievoca un episodio del passato. Poco prima dell’incontro con Gorka, lui e Yuri, nei pressi del ponte di Mostar, erano stati assaliti dal non morto Gjorje l’Hayduk, recentemente liberato da Nergal. In quel periodo Harlan era tormentato da crisi nervose, forse anche depressive; eppure, nonostante la natura ambigua della loro attività, trovava in Yuri un sostegno costante e sincero (Dampyr Speciale 5).