Jeun-Than, in passato Jebe Noyan, è stato un Maestro della Notte. Soprannominato "Il padrone della grande montagna", o "Il generale", la sua zona di azione è stata l'asia centrale, e più recentemente il Myanmar.
Compare in Dampyr 304 e 305.
Jebe Noyan fu uno dei più temuti generali dell’armata mongola. Comandante del Kheshig, la guardia reale incaricata di proteggere la vita di Gengis Khan, ne fu anche uno dei consiglieri più fidati. Di lui la storia ufficiale dice poco o nulla, ma le sue doti di combattente e la sua crudeltà erano leggendarie già tra i suoi contemporanei. Secondo la tradizione, fu Jebe Noyan a guidare la carovana che riportò in Mongolia la salma di Gengis Khan, affinché fosse sepolta in un luogo segreto. Dopo la sepoltura, mille cavalli furono lanciati al galoppo per cancellare ogni traccia sul terreno. Terminato il rituale, Jebe fece uccidere tutti i servitori che avevano accompagnato il Khan nel suo ultimo viaggio, affinché nessuno potesse mai rivelare l’ubicazione della tomba.
Ufficialmente, Jebe Noyan morì in circostanze misteriose pochi anni dopo la scomparsa di Gengis Khan, durante una campagna contro i Kipchaki, una modesta popolazione nomade, attorno all’anno Mille. Tuttavia, altre fonti contraddicono questa versione: documentano infatti la sua presenza alla testa di guerrieri mongoli quando, circa cinquant’anni dopo, Kublai Khan, nipote di Gengis, invase la Birmania.
Al termine di quella campagna, Kublai lo nominò governatore della regione che oggi è conosciuta come Kachin. I suoi sudditi finirono per storpiarne il nome, e Jebe Noyan divenne Jeun-Than. Giunto per la prima volta in quelle terre, Jeun-Than strinse alleanza con altri due Maestri: Garuda e Tziao-Min. Il primo si prese le terre degli Khmer, il secondo il Dai-Co-Viet; a Jeun-Than toccò il Burma. Dopo di che l'attenzione verso di lui si abbassò.
Il suo nome ricompare improvvisamente nel 1942. Jeun-Than risulta arruolato nella British Indian Army con il grado di tenente colonnello. È al comando del secondo battaglione dei Burma Rifles, truppe coloniali inquadrate nei Chindits, unità speciali addestrate alla guerriglia contro l’esercito giapponese. L’unità guidata da Jeun-Than si guadagnò presto una fama inquietante, era considerata invincibile, tanto che attorno ai suoi uomini iniziarono a circolare voci strane, legate alla loro immortalità. La loro più grande vittoria fu l’offensiva del 2 maggio 1945, che portò alla liberazione di Rangoon, la celebre Operazione Dracula. Al termine dell’operazione, il reparto si ritirò e scomparve nella giungla. Da quel momento, su Jeun-Than calò nuovamente il sipario.
Riemerse solo decenni dopo, durante il golpe militare del 2021. Jeun-Than, ormai noto come il padrone della Grande Montagna, era diventato un generale dell’esercito birmano e aveva trasformato la Montagna di Giada nel proprio feudo personale. Non esistono sue apparizioni pubbliche, fotografie o informazioni certe, se non il suo ruolo di primo piano nel colpo di Stato. Si dice che abbia arrestato e torturato numerosi oppositori politici, consolidando il suo potere nel sangue.
Jeun-Than trasformò la Montagna di Giada nel proprio feudo personale. Il Maestro della Notte, ancora a capo di un branco di non morti, devasta villaggi e rapisce giovani da trasformare o ridurre in schiavitù per l’estrazione della giada. Le sue incursioni sanguinose nel Kachin rompono un antico equilibrio e attirano l’attenzione della storica rivale Kwan-Yin, che decide di mettere Harlan Draka sulle sue tracce (Dampyr 304).