Si è tenuta una mattinata ricca di emozioni e riconoscimenti presso l'Istituto Comprensivo San Tommaso d'Aquino, culmine di una serie di attività creative promosse in collaborazione con Bimed (Biennale delle Arti e del Mediterraneo).
L'evento ha celebrato il talento degli studenti delle classi seconde, che hanno partecipato con entusiasmo a iniziative innovative come la Staffetta di Scrittura Creativa e la Staffetta Musicale durante lo scorso anno scolastico.
Le due "staffette" proposte da Bimed hanno coinvolto gli alunni in un percorso collaborativo unico nel suo genere: gli studenti, infatti, hanno partecipato a stages muscali e di scrittura.
Nella Staffetta di Scrittura Creativa: gli studenti del San Tommaso d'Aquino hanno dimostrato grande abilità narrativa, collaborando insieme ad altre 10 scuole alla stesura di un unico racconto che ha avuto come tema la cittadinanza e la legalità. Passato di mano in mano come un testimone in una vera staffetta, il racconto è confluita in un libro che è stato donato a ciascun partecipante.
Questo esercizio non solo ha potenziato le loro capacità di scrittura, ma ha anche rafforzato il concetto di lavoro di squadra e continuità narrativa.
Nella Staffetta Musicale, parallelamente, l'attività musicale ha permesso agli alunni di esprimere la propria creatività attraverso le note, componendo e arrangiando brani in un processo collettivo che ha sottolineato l'importanza del ritmo, dell'armonia e dell'ascolto reciproco.
Lo scopo è quello di sostenere e diffondere le attività di scrittura e lettura, offrendo agli studenti e alle studentesse l’occasione di raccontarsi e di conoscersi attraverso le emozioni generate dalla scrittura creativa e dalla musica.
di G. da Marte
Quest’anno abbiamo partecipato al progetto musicale “Music for” cioè “Musica per”, nel nostro caso “per la pace”.
Questa progettualità, svolta insieme ai nostri docenti della musicale, ha visto la sua conclusione ad Ascea, dove si è svolto un meraviglioso concerto presso l’area archeologica di Velia, sito storico in provincia di Salerno.
In questo concerto eravamo circa 1000 persone tra studenti, professori e direttori d’orchestra di nota fama, provenienti da tutta Italia.
Giovedì 16 ottobre, in quella piana “greca”, eravamo una cifra grandissima di ragazzi e ragazze e suonare i brani tutti insieme è stata un’emozione diversa dalle altre, quasi impossibile da descrivere, almeno per me.
Sono a scrivere questa relazione che è ricca delle emozioni che ho vissuto ma anche del lavoro compiuto. Io, però, devo ammettere che a momenti non partecipavo… questo è vero perché dovevo studiare e mi dovevo impegnare già dalla prima volta che avevo la tromba in mano!
Per partecipare a questo viaggio, infatti, era necessario preparare dei brani che io ho trascurato ed allora il prof. Polidoro aveva deciso di non farmi partire.
Prima di questo episodio, in ambito scolastico, temevo le insufficienze; ora, invece, temo di più un “tu non vieni”, sapendo che io in primis mi devo impegnare.
Avrei potuto fallire, deludere le persone che si aspettavano e si aspettano sicuramente di più da me, ma posso giurare su qualunque cosa che adesso sto dando il meglio di me e ce la sto mettendo tutta ogni giorno, per non deludere un’altra volta il prof. P..
Anche lui che ce l’ha messa tutta pur di farmi studiare e ancora fa di tutto per farmi capire e farmi eseguire correttamente i brani. Lo faccio, mi impegno anche per la prof.ssa S., perché si è capito dall’espressione che c’era rimasta male quando le ho detto che non sarei partita ma si è percepito anche che era giusto così perché il prof. P. di certo non poteva portare persone che sbagliano o che non suonano, portando a rovinare il concerto a causa dell’ imperfezione delle note.
A credere in me soprattutto la professoressa F. che mi ha detto…ce la faremo.
Cari professori, come dice mia madre, mi avete “graziata” e credo che lei abbia ragione, perché comunque non avevo svolto il mio dovere. Per questo vi dico grazie, per questi quattro giorni vissuti insieme, per le risate che ci siamo fatti perché se non fossi venuta mi sarebbe dispiaciuto non solo non partecipare, ma anche perdere quei momenti o con compagni o con professori.
Utilizzerò al meglio questa seconda possibilità e credo che non ce ne sarà bisogno di una terza grazie alla lezione più grande che potevate darmi: per ottenere le cose e vedere i risultati, c’è bisogno di fatica e del sudore della propria fronte, senza sottovalutare nulla.