"Il cinema di Vito Nicoletta è un cinema d'avanguardia che si caratterizza per la sua complessità visiva e il suo simbolismo, che, privo di narrazione lineare e dialoghi, si focalizza invece su esperienze visive e sensoriali apprezzabili per la bellezza visiva e la capacità di espandere i confini del linguaggio cinematografico esplorando la vita e l'esperienza umana attraverso un collage di immagini astratte e poetiche."
(Stefano Costa)
Filmografia 2017 - 2026 ╗
“ Dago nasce da una ferita linguistica e da un gesto d’amore.
Una parola usata per ridurre, per marcare una distanza, diventa il punto di partenza di un racconto intimo e collettivo sulla migrazione, sul ritorno e sulla memoria filmata ”
DESCRIPTION :
Nel 1948, poco dopo la fine della Seconda guerra mondiale, un uomo emigrato dal Sud Italia negli Stati Uniti rientra nel suo paese natale con la famiglia. Porta con sé una cinepresa a pellicola e filma il viaggio, le strade, i volti, la piazza che si riempie. Il paese intero scende per accoglierlo. Si festeggia con fette di anguria fresca. Si celebra una cerimonia solenne davanti al monumento ai caduti. Tutto è insieme semplice e straordinario.
Le immagini, oggi sfocate e sbiadite dal tempo, non sono solo documenti: sono tracce emotive. Tremano, respirano, custodiscono silenzi. Raccontano un Sud contadino che prova a ricomporsi dopo la guerra, ma raccontano anche lo sguardo di chi torna cambiato, di chi osserva la propria origine da una distanza ormai irreversibile, di chi è partito senza sapere se sarebbe tornato e di chi, tornando, ha scoperto di essere ormai straniero in entrambi i luoghi.
A questa memoria visiva si intreccia il suono.
La colonna sonora è composta da brani tradizionali dell’epoca, ascoltati attraverso la grana imperfetta di un vecchio registratore a cassette. Anche il suono, come l’immagine, porta con sé le ferite del tempo, la fragilità della trasmissione, la distanza. In sottofondo, una lettura attoriale dà voce a una lettera immaginata: le parole di un emigrante appena giunto in America, rivolte alla famiglia rimasta al paese. Non è un documento reale, ma una voce possibile, costruita a partire da storie tramandate, silenzi ereditati, frasi mai scritte. Non spiega le immagini: le accompagna come un’eco.
La cinepresa diventa così un atto di restituzione e di controllo: filmare significa ricordare, ma anche affermare una nuova identità. Dago si muove su questa tensione sottile, tra nostalgia e orgoglio, appartenenza e scarto, intimità e rappresentazione pubblica.
Questo cortometraggio non ricostruisce una storia: la lascia emergere. È un film che ascolta le immagini, che accetta le loro imperfezioni come parte del racconto, e che affida al cinema il compito più fragile e necessario: trattenere ciò che il tempo tende a cancellare.
Quelle immagini non sono mai state pensate per essere cinema. Eppure, nel loro tremolio, nel loro scolorire, custodiscono qualcosa di profondamente cinematografico: il desiderio di fermare il tempo, di lasciare una traccia, di dire “io sono stato qui”.
Nel film si è scelto di rispettare l’imperfezione di queste immagini, di non “ripulirle”, perché è proprio lì che risiede la loro verità emotiva. Le bruciature della pellicola, le sfocature, i vuoti non sono difetti: sono ferite del tempo, sono memoria che resiste.
Questo film è un atto di restituzione. Restituzione a chi ha filmato senza sapere che un giorno quelle immagini sarebbero diventate racconto. Restituzione a una comunità, a una storia migrante che non è solo italiana, ma universale. E, soprattutto, restituzione al cinema come spazio di memoria, capace di accogliere le parole ferite e trasformarle in immagini che continuano a parlare.
CREDITS :
Regia: Vito Nicoletta
Soggetto e Scenegiattura: Vito Nicoletta
Riprese: Vito Nicoletta
Montaggio e Colore: Vito Nicoletta
Musiche originali: Vito Nicoletta
AWARDS :
❖ - Candidad at Festival di Cannes 2026 -FRANCE-
'ROADKILL' © 2026 ©
“Attraverso gli occhi lenti di una bicicletta in movimento, ROADKILL rende visibili i residui della vita ignorata, trasformando l’asfalto in uno spazio di riflessione e percezione.
L’asfalto diventa tela e gli animali uccisi segni di un mondo in cui l’uomo ha dimenticato la misura del suo passo.”
DESCRIPTION :
ROADKILL nasce da un attraversamento lento del paesaggio: quello di una bicicletta che percorre strade secondarie e margini urbani. Da questo punto di vista mobile e vulnerabile, la macchina da presa registra ciò che normalmente sfugge allo sguardo accelerato dell’automobile: i corpi degli animali uccisi sull’asfalto.
La lentezza del viaggio in bicicletta diventa così un gesto etico prima ancora che estetico: rallentare per vedere, vedere per riconoscere, riconoscere per restituire dignità a ciò che normalmente rimane fuori dal nostro campo di attenzione.
Il film non costruisce una narrazione lineare ma una successione di apparizioni. Frammenti visivi, superfici, luce, materia e movimento compongono una trama d’immagini dal carattere quasi pittorico. L’asfalto diventa così una sorta di tela involontaria su cui si inscrivono le tracce di un rapporto irrisolto tra l’uomo e il mondo animale.
In questa prospettiva, ROADKILL si configura come una meditazione sullo sguardo e sulla rimozione. La strada, emblema della modernità, della velocità e dell’efficienza, diventa anche il luogo in cui la vita non umana viene cancellata, ridotta a scarto invisibile del progresso.
Attraverso la lentezza del viaggio in bicicletta, il film introduce un gesto di resistenza percettiva: rallentare per restituire visibilità a ciò che il flusso continuo della mobilità tende a negare. Le immagini non cercano lo shock né la denuncia esplicita, ma aprono uno spazio di contemplazione in cui la fragilità della vita emerge come presenza silenziosa e perturbante.
La colonna sonora originale, composta dallo stesso autore, accompagna questa esperienza visiva con un tessuto sonoro suggestivo e immersivo, contribuendo a trasformare il percorso in una riflessione sensoriale e filosofica sul paesaggio contemporaneo.
ROADKILL è un film sul margine: margine della strada, margine dello sguardo, margine della coscienza. Un invito a interrogarci su ciò che resta ai bordi del nostro passaggio nel mondo.
CREDITS :
Regia: Vito Nicoletta
Soggetto e Scenegiattura: Vito Nicoletta
Riprese: Vito Nicoletta
Montaggio e Colore: Vito Nicoletta
Musiche: Vito Nicoletta
AWARDS :
'HOW LONG IS A MINUTE ?' © 2026 ©
“Una meditazione guidata sul senso del tempo.”
DESCRIPTION :
C’è un tempo che scorre, misurabile, preciso, indifferente.
E poi c’è un tempo che si espande, si dilata, si perde nei dettagli invisibili.
Quanto dura un minuto? una meditazione visiva sulla lentezza, un invito a sospendere l’urgenza e ad abitare il tempo invece di inseguirlo. Attraverso immagini minime, quasi impercettibili, il film sposta lo sguardo dall’evento al processo, dall’azione all’attesa.
Una lumaca che avanza, impercettibilmente, diventa misura alternativa del tempo: non più segmentato, ma continuo; non più produttivo, ma presente. Il minuto smette di essere un’unità e diventa esperienza.
Il film si muove in una dimensione contemplativa, dove lo spettatore è chiamato non a comprendere, ma a rallentare. Non accade quasi nulla, e proprio in questo “quasi” si apre uno spazio di ascolto, di attenzione, di resistenza al ritmo accelerato del mondo contemporaneo.
Quanto dura un minuto? non offre una risposta.
Propone una soglia.
Sta allo spettatore decidere se attraversarla.
CREDITS :
Regia: Vito Nicoletta
Soggetto e Scenegiattura: Vito Nicoletta
Riprese: Vito Nicoletta
Montaggio e Colore: Vito Nicoletta
Musiche: Vito Nicoletta
AWARDS :
DESCRIPTION :
Con Orizzonti Perduti, Vito Nicoletta firma un’opera e profondamente politica, trasforma di intimo un ricordo in una denuncia collettiva. Il film si lungo una traiettoria che traiettoria che linguaccio e maturità, memoria e disincanto, un insieme che è autobiografico, antropologico e civile.
La prima parte del film è attradata da una dimensione quasi fiabesca: l’estate di un bambino napoletano sull’altopiano dell’Appennino campano, al confine con la Puglia, il diapio originario luogo dello stupore. Le passeggiate con il nonno contadino, le storie degli orizzonti, gli vasti e incontaminati restatuino un armonico tra paesaggio e, fatto di lentezza, silenzi e appartenenza.
Il ritorno dopo la quaranta’ separati una netta di frattura. Quegli stessi non esiperi orizzonti: al posto si ergono eoliche gigantesche, impianti industriali ha che stravolto paesaggio, e montili di vita. Il film cambiamento tono, si fa più duro, quasi doloro. Il directoraculara il rumor cessazione, lo sfarfallio luminoso che invade le abitazioni, l’impatto sugli animali e sull’equilibrio degli ecosistemi, voce voce a voce una voce a popolazione a popolazione decisione calate dall’alto.
Il cuore del film sta proprio qui: Orizzonti Perduti non è una critica come alle energie rinnovabili, ma una riflessione sul radicale’ eolicoo”, su un modello di sviluppo che, in nome di una retorica pseudo-ambientalista sacrificale, il bene comune, secoli di cancella di storia e profana territoriali fragili. Vito Nicoletta denuncia con chiarezza l’ipocrisia di progetti di presentazioni come pubblica mutium ma vissuti come quotidiano violenza da chi abitazione quei.
Dal punto di vista formale, il film alterna memoria, diretta riflessione e etica con coerenza e ricono. Le immagini degli Appenninini, travari da torri d’acciaio oltre alte cento metri, sono potenziato e disturbanti proprio proprio non perché l’enfasi, ma la normalizzazione dello scempio. Il richiamo a Goethe – “Gli Appennini sono per me un pezzo meraviglioso del creato” – chiude ideale piacere il cerchio, dando memoriando memoria e universale e profondità di valore di questi paesaggio.
Orizzonti perduti è un film necessario, che guarda invitare a oltre la la retorica del progresso e un interrogatori sul reale delle scelte prezzo stoisto statindo ai territori e alle generazioni future. Un’opera che non si limita a mostrare questo che è stato distrutto, ma chiede allo spettatore di posizione prendere, prima e algo che altri orizzontino irrimedia perbiluditi. È un’opera che invitare a guardare la propaganda, un recupera uno sguardo lungo, di non solo l’ambiente, ma la memoria, l’identità e la dei territoriali.
CREDITS :
Regia: Vito Nicoletta
Soggetto e Scenegiattura: Vito Nicoletta
Riprese: Vito Nicoletta
Montaggio e Color: Vito Nicoletta
Musiche: Vito Nicoletta
AWARDS :
❖ - Honorable mention at CASERTA Film festival 2025 -ITALIA-
❖ - Finalist at 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐭𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥 𝐅𝐢𝐥𝐦 𝐅𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐚𝐥 𝐨𝐟 𝐋𝐚𝐫𝐢𝐬𝐬𝐚 2025 -GREECE-
❖ - Selected at 𝐇𝐄𝐂𝐚𝐫𝐞 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐭𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥 𝐅𝐢𝐥𝐦 𝐅𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐚𝐥 2025 -CANADA-
❖ - Finalist at Já𝗸𝗼𝘁 𝗜𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘁𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹 𝗙𝗶𝗹𝗺 𝗙𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗮𝗹 2025 -HUNGARY-
❖ - Selected at Premio Internazionale Cinearti 'La chioma di Berenice' 2025 -ITALIA-
❖ - Finalist at COLISUEM International Film festival 2024 -ITALIA-
❖ - Finalist at International HERITAGE Film Festival 2024 -PORTOGALLO-
❖ - Candidad at Festival di Cannes 2024 -FRANCE-
“La vita è una successione di eventi incontrollabili.
A volte un mostro cammina con noi, cresce e lotta per controllarci.
A volte vince.
Giorni che sconvolgono la vita.”
DESCRIPTION :
I mostri dentro è un’esperienza cinematografica che rifiuta ogni comfort narrativo per immergere lo spettatore in un territorio emotivo e sensoriale spoglio, doloroso, profondamente umano. Non è un film da “guardare”, ma da attraversare. Vito Nicoletta costruisce un’opera che parla di malattia, sofferenza e morte senza mai nominarle esplicitamente, lasciando che siano le immagini e i silenzi a farsi carico del significato.
Sinossi : «La vita è una successione di eventi incontrollabili…» — non introduce una storia, ma un destino. Il “mostro” evocato non ha una forma definita: è una presenza invisibile, interiore, che cresce, combatte, talvolta vince. È la malattia, ma anche la paura, il dolore, la perdita di controllo. In questo senso il film non racconta un evento, bensì uno stato dell’essere.
Privo di una narrazione lineare e di dialoghi, I mostri dentro si colloca apertamente nel cinema d’avanguardia, scegliendo la via della frammentazione e del simbolismo. La complessità visiva non è mai decorativa: ogni immagine sembra carica di un peso emotivo che chiede allo spettatore di abbandonare la logica razionale per affidarsi a una percezione più istintiva. Il tempo si dilata, si spezza, si ripete; lo spazio perde coordinate precise; il corpo diventa campo di battaglia e luogo di manifestazione del dolore.
La sofferenza non viene spettacolarizzata né addolcita. Vito Nicoletta evita ogni retorica, scegliendo invece un linguaggio crudo, talvolta disturbante, che mette a disagio proprio perché autentico. La mancanza di parole amplifica il senso di isolamento e impotenza: come nella malattia reale, non c’è un dialogo che possa spiegare o risolvere, ma solo la convivenza forzata con qualcosa che trasforma e consuma.
I mostri dentro è anche un film sulla perdita di identità. Il mostro che cresce dentro il protagonista non è solo un nemico, ma una forza che ridefinisce ciò che si è, che altera il rapporto con il proprio corpo e con il mondo. I “giorni che ti stravolgono la vita” non sono raccontati come eventi eccezionali, ma come un lento e inesorabile slittamento verso un’altra condizione dell’esistenza.
Non è un’opera facile né conciliatoria. Richiede attenzione, disponibilità emotiva, e la volontà di accettare l’ambiguità. Ma proprio in questa radicalità risiede la sua forza: I mostri dentro non offre risposte, non consola, non salva. Si limita a mostrare, con lucidità e coraggio, cosa significa convivere con ciò che non possiamo controllare.
Un film che non cerca il consenso, ma la verità. E per questo lascia un segno profondo.
CREDITS :
Regia: Vito Nicoletta
Soggetto e Scenegiattura: Vito Nicoletta
Riprese: Vito Nicoletta
Montaggio e Color: Vito Nicoletta
Musiche: Vito Nicoletta
AWARDS :
❖ - Winner GOLD AWARD at New York Movie Awards 2026 -U.S.A.-
❖ - Winner Best Music Award at Black Cat Award International Film Festival 2025 -BOLIVIA-
❖ - Selected at Short Spotlight International Film festival 2025 -ENGLAND-
❖ - Winner “Best Short Experimental Film Award” FISFFO Internatational Film Festival -GREECE-
❖ - Winner “Cinematic Archievent Award” FISFFO Internatational Film Festival -GREECE-
❖ - Finalist at COLISUEM International Film festival 2024 -ITALIA-
❖ - Candidad at Festival di Cannes 2024 -FRANCE-
" In attesa di una stagione migliore,
in attesa che la neve si sciolga,
Chopin fischia "
DESCRIPTION :
Chopin e la neve è un cortometraggio che utilizza il linguaggio della metafora per esplorare il tema della resilienza dell’esistenza di fronte all’avversità. Protagonista del film è un pettirosso che, immerso nel silenzio dell’inverno, attende lo scioglimento della neve e il ritorno della vita. La sua presenza fragile e tenace diventa metafora della vita che resiste anche nelle condizioni più avverse. Attraverso un racconto poetico fatto di immagini e musica, il film esplora il tema dell’attesa e della sopravvivenza, mettendo in dialogo natura e arte.
L’uccellino diventa simbolo di una presenza fragile ma tenace, capace di sopravvivere anche nel gelo più profondo. L’inverno non è soltanto una condizione naturale, ma assume un valore universale ed esistenziale, alludendo ai momenti di sospensione, solitudine e difficoltà che attraversano l’esperienza umana.
Il riferimento a Fryderyk Chopin — che si ispirò al canto melodioso del pettirosso per la Grande Polonaise brillante — rafforza il dialogo tra natura e musica, trasformando il suono in memoria e l’immagine in partitura visiva. Il pettirosso, definito “Chopin dell’aria”, diventa così il tramite tra il mondo naturale e quello artistico.
La regia adotta uno stile essenziale e contemplativo, affidando al ritmo lento, al silenzio e alla composizione dell’immagine la costruzione emotiva del racconto. La neve, elemento dominante, non è solo scenario ma vera materia narrativa: immobilizza, protegge e al tempo stesso annuncia la trasformazione.
Chopin e la neve si configura come un’opera sensoriale e meditativa, in cui la semplicità formale accompagna una riflessione profonda sul tempo, sull’attesa e sulla capacità di resistere, lasciando spazio alla speranza del disgelo.
L’opera interroga la relazione tra visione e ascolto, tra tempo naturale e tempo interiore, proponendo un’esperienza contemplativa che sospende la linearità e invita lo spettatore a una fruizione lenta, meditativa. In questo senso, Chopin e la neve si colloca all’interno di una ricerca sul cinema come pratica del vedere e dell’attendere, dove l’immagine diventa luogo di resistenza e possibilità.
CREDITS :
Regia: Vito Nicoletta
Soggetto e Scenegiattura: Vito Nicoletta
Riprese: Vito Nicoletta
Montaggio e Color: Vito Nicoletta
Musiche: Vito Nicoletta
AWARDS :
❖ - Selected at 'Earth in Focus, Singapore Nature Film Festival 2024 -SINGAPORE-
"Naufragando nell'oceano della creatività arriva una scialuppa di salvataggio"
DESCRIPTION :
Con un incipit che è già poesia visiva — “Naufragando nell'oceano della creatività arriva una scialuppa di salvataggio” — “VALENTINE” di Vito Nicoletta si presenta come un cortometraggio di animazione in stop motion che fonde arte, nostalgia e intelligenza giocosa. Fin dai primi fotogrammi, lo spettatore viene catapultato in un mondo in cui la creatività non è solo espressione, ma un’entità viva, capace di trasportarci oltre il quotidiano. La scelta della stop motion non è solo tecnica, ma linguaggio: ogni movimento della macchina da scrivere Olivetti Valentine diventa gesto poetico, ogni clic dei tasti è un battito di vita creativa. Vito Nicoletta riesce a trasformare un oggetto vintage in protagonista assoluto, rendendolo simbolo di un’intelligenza che si diverte e si reinventa continuamente.
“La creatività è l'intelligenza che si diverte con una vecchia macchina da scrivere Olivetti Valentine” — sintetizza perfettamente il cuore pulsante dell’opera: un omaggio alla memoria, alla manualità, ma soprattutto alla capacità di inventare mondi nuovi partendo da strumenti del passato. La macchina da scrivere non è un semplice oggetto, ma veicolo di storie, metafora del pensiero che si muove tra regole e fantasia. Dal punto di vista estetico, il film sorprende per la cura dei dettagli: texture, luci e piccole imperfezioni della stop motion rendono la narrazione tangibile e immersiva. La regia di Nicoletta mostra una padronanza tecnica notevole, ma anche una sensibilità poetica rara, capace di far ridere, emozionare e riflettere senza mai appesantire lo spettatore.
“VALENTINE” è più di un cortometraggio animato: è un invito a riscoprire la meraviglia del creare, a guardare con occhi curiosi anche gli oggetti più semplici e familiari. Un’opera elegante e delicata, che unisce memoria, ingegno e ironia in un piccolo capolavoro di stop motion.
CREDITS :
Regia: Vito Nicoletta
Animazione: Vito Nicoletta
Soggetto e Scenegiattura: Vito Nicoletta
Riprese: Vito Nicoletta
Montaggio e Color: Vito Nicoletta
Musiche: Vito Nicoletta
AWARDS :
❖ - Finalist at 'accordi@DISACCORDI' International Film Festival 2023 -ITALIA
❖ - Selected at 'KUALA LUMPUR' International Film Academy Awards 2025 -MALAYSIA -
❖ - Selected at '24 FRAME' Future Film Fest 2025 -ITALIA
"Un breve momento d'amore che dura un'eternità."
DESCRIPTION :
«Un breve momento d’amore che dura un’eternità.» - L’incipit di Frelons et Amour racchiude in una sola frase il nucleo poetico e concettuale dell’opera: la capacità di un istante, fugace e irripetibile, di farsi veicolo di continuità e di senso.
Il film di Vito Nicoletta osserva l’accoppiamento di due calabroni, evento essenziale per la sopravvivenza della specie, trasformandolo in una potente metafora sull’esistenza. La sinossi è ridotta al minimo, l’unione che prelude alla continuità della vita, ma questa essenzialità non impoverisce il racconto, al contrario lo rende più incisivo. L’attenzione dello sguardo si concentra su ciò che è fondamentale: il gesto, la sua necessità biologica, la sua risonanza simbolica.
Nicoletta adotta un approccio rigoroso e contemplativo, evitando ogni forma di antropomorfismo o di facile lirismo. L’amore evocato dal titolo non è sentimento romantico, bensì forza primaria, inscritta nei corpi e nei cicli della natura. È un amore che non promette felicità, ma sopravvivenza; non individualità, ma continuità.
La messa in scena, sobria e misurata, lavora sul tempo e sull’attesa. Il film dilata l’istante dell’unione, lo sospende, lo carica di una tensione che va oltre il dato naturalistico. In questo spazio sospeso, l’atto riproduttivo diventa un momento quasi assoluto, in cui inizio e fine, vita e scomparsa, si toccano. L’eternità evocata dall’incipit non è durata infinita, ma intensità.
Frelons et Amour è un’opera breve e radicale, che richiede uno sguardo attento e una disponibilità alla contemplazione. È un film che riflette sul rapporto tra individuo e specie, tra istante e perpetuazione, dimostrando come il cinema possa interrogare l’universale partendo da un frammento minimo della realtà naturale.
Un lavoro asciutto e coerente, che conferma la lucidità dello sguardo autoriale di Vito Nicoletta e la sua capacità di trasformare un evento biologico in una riflessione sul senso profondo del vivere.
CREDITS :
Regia: Vito Nicoletta
Riprese: Vito Nicoletta
Montaggio e Color: Vito Nicoletta
Musiche: Vito Nicoletta
AWARDS :
❖ - Selected at Max Sir International Film Festival 2024 -COSTA RICA-
❖ - Candidad at Festival di Cannes 2023 -FRANCE-
“La strada è un tempo sospeso. Non corre, non promette, non accoglie.
'Randagi ' nasce dentro questo tempo.
DESCRIPTION :
Per quattro settimane il regista sceglie di restare, di condividere la vita dei randagi, senza protezioni narrative, senza distanza. Il film non racconta una storia: ascolta una condizione. Ogni immagine è segnata dalla fatica del vivere, ogni incontro è fragile, provvisorio, reale.
Non c’è spettacolo nel dolore, né indulgenza emotiva. Randagi osserva senza giudicare, accompagna senza invadere. I volti, i silenzi, le attese diventano materia cinematografica. La strada non è sfondo, ma corpo vivo, fatto di solitudine e di relazioni improvvise, di esclusione e di resistenza quotidiana.
Il tempo del film è lento, ripetitivo, a tratti scomodo. È il tempo di chi non ha un altrove. Guardare Randagi significa accettare questa durata, lasciarsi attraversare, rinunciare alla fretta dello sguardo.
Vito Nicoletta costruisce un’opera essenziale, che non chiede compassione ma presenza.
Un film che rende visibile ciò che normalmente scivola ai margini e che, nel farlo, restituisce dignità a esistenze spesso ridotte al silenzio.
CREDITS :
Regia: Vito Nicoletta
Soggetto e Scenegiattura: Vito Nicoletta
Riprese: Vito Nicoletta
Montaggio e Color: Vito Nicoletta
AWARDS :
❖ - Finalist at Muğla Zeytin Çiçeği International Film Festival 2025- TURCHIA-
❖ - Finalist at PET CARPET Film Festival 2023 -ITALIA-
' DESCRIPTION :
Bisaccistan' è un cortometraggio nato con l'idea di portare l'attenzione sui borghi dell’Italia interna che muoiono, i borghi del silenzio. Il lento, costante spopolamento delle aree interne della penisola sta diventando una drammatica realtà in molti luoghi dell'Italia interna, dalla Sila alle Alpi, in particolare per quelle aree del Sud che l'economista e politico Manlio Rossi Doria definì: 'le terre dell'osso'. Intere comunità e splendidi borghi, in assenza di un'inversione di tendenza, rischiano l'estinzione e con essa la perdita della storia e della cultura secolari di cui quei luoghi sono permeati.
La sinossi del film è la storia immaginaria di un emigrante che torna al suo villaggio d'origine dopo 40 anni e lo trova vuoto e deserto come se stesse vivendo il Day After di un olocausto nucleare. Inizia quindi a correre senza fiato per i vicoli alla ricerca delle persone che aveva lasciato anni prima, ma, trova solo case abbandonate, vento e silenzio. Giunto all'insormontabile, simbolico muro della tomba di Caligola, si rassegna al fatto che quel luogo sia ormai morto per sempre, grazie all'indifferenza di tutti.
Bisaccistan è un’opera che intreccia memoria, perdita e bellezza, un atto di resistenza poetica contro l’oblio dei luoghi e delle comunità che li abitano.
CREDITS :
Regia: Vito Nicoletta
Soggetto e Scenegiattura: Vito Nicoletta
Riprese: Vito Nicoletta
Montaggio e Color: Vito Nicoletta
AWARDS :
❖ - Selected at ' 𝐇𝐎𝐋𝐋𝐘𝐖𝐎𝐎𝐃 𝐆𝐎𝐋𝐃 𝐀𝐖𝐀𝐑𝐃𝐒 2026' -Hollywood USA-
❖ - Winner 'Best Avant Garde Documentary Film' at Travancore International Film Award 2026 -INDIA -
❖ - Winner 'Best European Documentary Film' at Travancore International Film Award 2026 -INDIA -
❖ - Honorable mention at WIDESCREEN International Film Festival 2024' -CANADA-
❖ - Finalist at TIRANA MEDITERRANEAN Film Festival 2025 -ALBANIA-
❖ - Selected at KUALA LUMPUR Intrnational Film Academy Awards 2025 -MALESIA-
❖ - Finalist at IL CORTO.IT International Film Festival 2025 -ITALIA-
❖ - Selected at REWIND International Film Festival 2024 -UK-
❖ - Selected at BANGADLESH Festival internazionale del cortometraggio e del cinema indipendente 2024'. -BANGLADESH-
❖ - Finalist at TERRAMIA International Film Festival 2024'. -ITALIA-
❖ - Finalist at L'INFINITO International Film Festival 2024' -ITALIA-
❖ - Finalist at KISFFO International Film Festival 2024' -GRECIA-
❖ - Selected at CASERTA International Film Festival 2024' -ITALIA-
❖ - Finalist at COLISUEM International Film festival 2023 -ITALIA-
❖ - Winner at MYKONOS BIENNALE 2023- GRECIA-
❖ - Selected at SUSSEX International Film Festival 2023 -UK-
❖ - Finalist at SWIFF 2023 -New York USA-
❖ - Selected at LIFT-OFF Global Network 2023 -Hollywood USA-
❖ - Selected at 'MakeMeLaughFestival 2023' – POLONIA
❖ - Finalist at accordi@DISACCORDI' International Film festival 2022 -ITALIA-
❖ - Finalist at NAPOLI Film Festival 2022 -ITALIA-
❖ - Selected at Festival del Cinema di Cefalù 2022 -ITALIA-
❖ - Selected at First Time Filmaker Sessions London 2022' -UK
DESCRIPTION :
Il paese di Vallata celebra i tradizionali riti della Morte e Risurrezione di Cristo nei giorni di Giovedì e Venerdì Santo.All’imbrunire del Giovedì Santo si svolge la suggestiva processione nelle strade del paese “aux flambeaux” con cattura, condanna e flagellazione del Cristo.
La Processione del Giovedì e del Venerdì Santo, tradizionale e spettacolare rappresentazione religiosa, si svolge da tempo immemorabile nel comune di Vallata. La vivacità economica del paese e il suo costituire un nevralgico snodo stradale determinarono lo stabilimento di una piccola ma fiorente comunità ebraica, specializzata nel commercio del bestiame, della lana e delle pelli, oltre che nelle consuete attività creditizie. A tale presenza si ricollega la scenografica rappresentazione, che dopo la conversione forzata del 1541, assunse il significato di una catechesi pubblica severa nei confronti degli antichi ebrei, ora divenuti cristiani novelli. A differenza di molti altri eventi legati alla Passione, quello di Vallata è da considerarsi uno dei più antichi e, molto probabilmente, uno dei più particolari dell’intero Mezzogiorno d’Italia.
CREDITS :
Regia: Vito Nicoletta
Soggetto e Scenegiattura: Vito Nicoletta
Riprese: Vito Nicoletta
Montaggio e Color: Vito Nicoletta
AWARDS :
❖ - Finalist at Sacrae Scenae International Film Festival 2023 -ITALIA-
"Il simbolo dell'esistenza che quando sembra morire in realtà si trasforma".
DESCRIPTION :
Il paese dI Vallata celebra i tradizionali riti della Morte e Risurrezione di Cristo nei giorni di Giovedì e Venerdì Santo. A differenza di molti altri eventi legati alla Passione, quello di Vallata è da considerarsi uno dei più antichi e, molto probabilmente, uno dei più particolari dell’intero Mezzogiorno d’Italia.
Il Venerdì Santo di Vallata è fede, tradizione e folklore dal 1541.
CREDITS :
Regia: Vito Nicoletta
Soggetto e Scenegiattura: Vito Nicoletta
Riprese: Vito Nicoletta
Montaggio e Color: Vito Nicoletta
AWARDS :
❖ - Finalist at Sacrae Scenae International Film Festival 2022 -ITALIA-
DESCRIPTION :
Il Carnevale di Montemarano è una festa che richiama i riti agricoli ripercorrendo il passaggio dall’inverno alla primavera, tempo di risveglio e di fioritura, auspicio e speranza per un raccolto abbondante. Il popolo, in maschera, gira il paese in una sorta di processione, guidato dal “caporabballo“, riconoscibile dal suo tipico vestito bianco con mantellino rosso. Una antica festa pagana in cui si ripetono gesti rituali legati a culti preistorici. Movimenti rotatori, passi ritmati, figure ben definite, ripercorrono un antico rito rurale, dalle proprietà espiatorie e magiche.
CREDITS :
Regia: Vito Nicoletta
Soggetto e Scenegiattura: Vito Nicoletta
Riprese: Vito Nicoletta
Montaggio e Color: Vito Nicoletta
AWARDS :
❖ - Selected at selected at Serbest International Film festival 2022 -MOLDAVIA-
"Le nostre esistenze, equilibri instabili nella corrente della vita, sorretti solo da un esile fulcro".
CREDITS :
Regia: Vito Nicoletta
Soggetto e Scenegiattura: Vito Nicoletta
Riprese: Vito Nicoletta
Montaggio e Color: Vito Nicoletta
Musiche: Vito Nicoletta
AWARDS :
❖ - Honorable mention at Neum underwater film festival 2022 -BOSNIA-
"Vanno vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano sono nere come il corvo. "
CREDITS :
Regia: Vito Nicoletta
Soggetto e Scenegiattura: Vito Nicoletta
Riprese: Vito Nicoletta
Montaggio e Color: Vito Nicoletta
Musiche: Vito Nicoletta
AWARDS :
❖ - Selected at 60SIFF 2023 -PAKISTAN-
CREDITS :
Regia: Vito Nicoletta
Soggetto e Scenegiattura: Vito Nicoletta
Riprese: Vito Nicoletta
Montaggio e Color: Vito Nicoletta
Musiche: Vito Nicoletta
AWARDS :
❖ - Selected at Animal International Film Festival 2023 -ITALIA-
Back Stage