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È un ibrido derivante dall'incrocio tra pomelo e mandarino, originario del sud-est asiatico ma che da secoli cresce come specie autonoma e si propaga per innesto e talea anche in ambiente mediterraneo e in Sud America.
Gli Arabi lo coltivavano fin dal secolo nono e nei primi anni del secondo millennio lo importarono in Sicilia.
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Le mele cotogne spuntano sul cotogno, uno degli alberi da frutto più antichi conosciuti all'uomo. Pare addirittura che fosse coltivato già dai Babilonesi e dai Greci, diffondendosi poi in tutta l'Asia Minore e nel Caucaso, fino ad arrivare ai Paesi del Mediterraneo, tra cui l'Italia.
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Tutti i tipi di uva fragola sono caratterizzati da un sapore dolce della polpa, privo dell'aroma di moscato. Il profumo, che qualcuno asserisce essere simile alla fragola, è particolare e comunque molto penetrante, tale profumo molto intenso (detto comunemente "volpino") è comune ad altre viti americane, come il Clinton.
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La Quercia Rossa è un albero maestoso originario del Nord America, noto per la sua capacità di conferire un aspetto spettacolare ai boschi e ai paesaggi durante la stagione autunnale. Questo albero, anche chiamato “Quercia Settentrionale,” è stato importato in Europa per la sua bellezza e resistenza.
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Il frutto è un tetrachenio (composto da quattro nucule). La forma è più o meno ovoidale (o più o meno trigona). I semi, di colore marrone scuro, sono sprovvisti di endosperma e sono piccolissimi (in un grammo ne stanno oltre 200).La parte aerea del fusto è semplice o molto ramificata; può essere legnosa alla base. I fusti sono a sezione quadrangolare (a causa della presenza di fasci di collenchima posti nei quattro vertici).
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L'oleandro ha un portamento arbustivo, con fusti generalmente poco ramificati che partono dalla ceppaia, dapprima eretti, poi arcuati verso l'esterno. I rami giovani sono verdi e glabri. I fusti e i rami vecchi hanno una corteccia di colore grigiastro.
Le foglie, velenose come i fusti, sono glabre e coriacee, disposte a verticilli di 2-3, brevemente picciolate, con margine intero e nervatura centrale robusta e prominente.
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La ghianda è il frutto delle querce, alberi appartenenti al genere Quercus (Europa), di Lithocarpus (Asia e Nord America) e di Cyclobalanopsis (Asia) nella famiglia Fagaceae..Esistono infatti molte varietà di questi alberi, possono essere di tipo arbustivo, ma più spesso si presentano di dimensioni imponenti, anche oltre i 30 metri di altezza.
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I diversi preparati a base di Elicriso (estratto fluido, sciroppo, areosol, tisane) possono trovare impiego nelle malattie dell'apparato respiratorio, nelle malattie reumatiche e allergiche, nelle malattie epatiche, nelle flebiti, nelle cefalee e perfino nelle ustioni.
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Ginkgo biloba L., 1771 è una pianta gimnosperma, unica specie ancora sopravvissuta della famiglia Ginkgoaceae, dell'intero ordine Ginkgoales Engler, 1898 e della divisione delle Ginkgophyta. È un albero antichissimo le cui origini risalgono a 250 milioni di anni fa nel Permiano e per questo è considerato un fossile vivente. È una specie relitta, deve la sua resilienza all'elevata resistenza alla siccità e al freddo (−34 °C)
Appartiene alle Gimnosperme: i semi non sono protetti dall'ovario. Le strutture a forma di albicocca che sono prodotte dagli esemplari femminili non sono frutti, ma piuttosto ovuli ricoperti da un involucro carnoso.
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L'alloro è una pianta aromatica sempreverde usata molto in cucina. La varietà più diffusa è il Laurus nobilis augostifolia , caratterizzato da foglie dalla forma allungata e dal bordo leggermente ondulato. Di solito viene portato in tasca o nel portafoglio per ottenere abbondanza.
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Conifera originaria della Corea e della Manciuria, a crescita lentissima, di solito arriva ai 15 metri di altezza, esistono però esemplari alti 30. Introdotta nel 700 in Europa. Come la simile Thuja occidentalis, da cui si distingue per le foglie rivolte verso l'alto, possiede proprietà fitoterapeutiche.
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Habitus. La specie di questa voce ha un habitus di tipo sub-arbustivo. La forma biologica è camefita suffruticosa (Ch suffr), sono piante perenni e legnose alla base, con gemme svernanti poste a un'altezza dal suolo tra i 2 e i 30 cm (le porzioni erbacee seccano annualmente e rimangono in vita soltanto le parti legnose). I cauli di queste piante sono provvisti del floema, ma non di canali resiniferi; mentre i sesquiterpeni lattoni sono normalmente assenti (piante senza lattice). L'Helichrysum italicum ha un odore aromatico gradevole.
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Il cedro dell'Atlante (Cedrus atlantica ((Endl.) Manetti ex Carrière, 1855) è un albero appartenente alla famiglia delle Pinaceae. Il nome deriva dalla sua origine e diffusione nella catena dell'Atlante in Nord-Africa, tra Marocco e Algeria. È detto anche cedro argentato per la sfumatura delle foglie
In fase giovanile ha un portamento slanciato ed elegante, nelle piante adulte si osserva una chioma sempre più espansa e maestosa. Se coltivato in genere raggiunge i 30 metri di altezza
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L’albero del noce sia pur lentamente, diventa un grande albero con tronco possente e ampia chioma arrotondata, corteccia cinerina e foglie composte che si formano molto tardi a primavera. I frutti si raccolgono in autunno e hanno il vantaggio di conservarsi per mesi e mesi. Vive dappertutto anche in montagna, e in tutti i terreni purché non troppo umidi e asfittici.
Il noce Comune è la specie più conosciuta ed importante, è un albero vigoroso con un portamento maestoso caratterizzato da un fusto alto, dritto e che può raggiungere anche i 30 metri di altezza. Le foglie sono caduche, composte ed alterne, formate da foglioline di colore verde brillante.
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Sono alberi di medie dimensioni, che raggiungono i 10-17 metri. La maggior parte dei Pyrus sono decidui, ma una o due specie nell'Asia sud-orientale sono sempreverdi. Ne esistono sia di piccoli sia di grandi.
Le foglie sono lunghe circa 2-12 cm, di colore verde lucido in alcune specie, argenteo-pelose in altre; la forma delle foglie varia dall'ovale al lanceolato stretto.
I fiori sono di colore giallo o rosa bianco e raramente tinto, di diametro 2-4 cm e hanno cinque petali. Sbocciano fra aprile e maggio, fino ad una quota di 1 000 metri.
Il frutto si chiama pera; possiede forma caratteristica detta appunto "a pera", con base tondeggiante più larga e parte superiore, vicino al picciolo, più stretta. Le dimensioni sono variabili, secondo le qualità, con diametro a partire da 1-4 cm, fino a lunghezze di circa 18 cm e larghezza 8.
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Arbusto sempreverde adatto per creare cespugli e siepi, l'agrifoglio può essere rustico o delicato a seconda della varietà. Produce fiori piccoli, larghi 1-2 cm, di colore bianco o verde. Ha rami verdastri, foglie coriacee, ovali o lanceolate, con bordi spinosi e una colorazione verde scuro lucido. I fiori sono piccoli, bianchi e profumati, e fioriscono in primavera.
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Sono alberi alti fino a 10 m e arbusti che possono raggiungere i 5 m di altezza, a fogliame caduco o persistente, hanno il fogliame molto decorativo e una caratteristica e abbondante fioritura, con fiori solitamente di colore bianco, profumati e riuniti in corimbi o cime ombrelliformi, cui segue in autunno una vistosa fruttificazione.
Melo selvatico
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Il melo selvatico è una pianta resistente, che può crescere fino a 10 metri di altezza e produce frutti di piccole dimensioni, di solito tra i 2 e i 4 centimetri di diametro. I frutti del melo selvatico sono generalmente acidi e astringenti,
Piante officinali
Con il termine piante officinali si intendono di norma le piante medicinali, aromatiche e da profumo. Sono quelle specie vegetali, spontanee e coltivate, che possono essere utilizzate per diversi scopi: medicinali, fitoterapici, erboristici, liquoristici, aromatizzanti, igienici, profumieri, cosmetici.
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È spontaneo dell'area mediterranea dove cresce nelle zone litoranee lungo tutte le coste tirreniche e ioniche della penisola italiana; sulle coste adriatiche fino al Molise; su tutte le isole; anche sulle rive occidentali del Garda. È coltivato e talvolta subspontaneo su quasi tutta Italia.
Pianta arbustiva sempreverde che raggiunge altezze di 50–300 cm, con radici profonde, fibrose e resistenti, ancoranti; ha fusti legnosi di colore marrone chiaro, prostrati ascendenti o eretti, molto ramificati; i giovani rami pelosi di colore grigio-verde sono a sezione quadrangolare.
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Non tutti lo conoscono, ma il melo cotogno è un albero eccezionale, tipico del territorio di Conegliano e dintorni (in provincia di Treviso), in cui noi di Lazzaris viviamo e lavoriamo da oltre 100 anni. I suoi frutti sono stati tra gli ingredienti protagonisti, intorno ai primi anni del ‘900, della creazione della mostarda di Luigi Lazzaris.
Per questo per noi è così importante raccontarvi del melo cotogno, un albero da frutto spontaneo, molto antico, originario dell’Asia minore, circa del 2000 a.C., tempo in cui era coltivato da Greci e Babilonesi. Pensate che questo albero così resistente e facile da coltivare è così parte della cultura contadina della nostra area geografica, da dare il nome a una città poco distante da Conegliano: Codognè, la città della mela cotogna.