Vi sono due livelli di verità, cioè due modi d’essere dei fenomeni :
A) La verità relativa è l’aspetto convenzionale di un fenomeno, cioè come esso appare alla nostra mente ordinaria : è il modo esteriore e superficiale di apparire. In base a questa percezione crediamo illusoriamente che la realtà sia permanente e sostanziale, soddisfacente e causa di felicità, dotata di un proprio sé intrinseco, concreto ed autonomo;
B) La verità assoluta è il modo d’essere ultimo e profondo di un fenomeno, la sua vacuità (cioè il fatto d’esser privo di esistenza inerente ed indipendente).
In virtù di questa verità abbiamo la consapevolezza della natura impermanente e fondamentalmente dolorosa delle cose e della interrelazione fra di loro.
E' la mancanza di consapevolezza e comprensione della verità assoluta è detta ignoranza fondamentale o co-emergente. Essa è un velo che ci impedisce di vedere la vera natura della realtà, cioè il vero modo di esistere dei fenomeni. In altre parole, dal credere che la realtà relativa sia vera proviene il dualismo, la discriminazione tra l’io e il tu, tra soggetto ed oggetto. L’ignoranza fa sorgere il falso concetto dell’io, cioè l’intuitiva sensazione che l’io sia qualcosa di indipendente, di solido, di centrale, di separato da tutto il resto.
Dunque, a causa di tali convinzioni, nascono in noi tre principali attitudini ed atteggiamenti mentali, cioè fondamentali potenzialità di reazione o schemi condizionanti di comportamento, per vivere nella gratificazione e sicurezza dell’ego. Questi atteggiamenti sono definiti afflizioni mentali, che consistono in difetti morali e mentali e sono:
A) Desiderio/attaccamento: bramosia di possedere gli oggetti che ci appaiono come gradevoli o attraenti e di includerli nella nostra ego-identità, sperando di ricevere un senso di maggiore sicurezza nel possederli come parte di noi stessi. E’ un’avida attrazione che il soggetto prova per l’oggetto, di cui egli esagera in genere gli aspetti positivi.
B) Avversione: è causata dalla paura o dall’odio o dall’ira, per liberarci dagli oggetti che ci appaiono disturbanti per il loro aspetto minaccioso, spiacevole od indesiderabile e per escluderli dalla nostra ego-identità, nella speranza di ricevere un senso di sicurezza nel non averli come parte di noi stessi.
C) Ottusità/confusione mentale: ostinata chiusura mentale verso l’apprendimento di qualsiasi cosa che ci lascia indifferenti ed apatici perché crediamo che non avvalori né minacci la nostra ego-identità e disturbi il senso di sicurezza che riceviamo da quest’ultima. Questa opacità/confusione/errore del soggetto difronte all’oggetto ci rende incapaci di discriminare tra ciò che è reale e ciò che è illusorio.
Da queste contaminazioni derivano poi rispettivamente l’avidità/avarizia, la gelosia/invidia e l’orgoglio/arroganza.
Tutto ciò costituisce un ostacolo per la pace interiore, creando angosce e sofferenze; Solo quando sono rimossi può risplendere l’ innata saggezza che è in ogni individuo, così come avviene per il sole quando il vento allontana le nubi che lo ricoprono