La radioastronomia è quella branca dell'astronomia che studia gli oggetti celesti tramite la radiazione emessa a grandi lunghezze d'onda (circa 10-20 metri) da processi fisici che avvengono al loro interno.
Grazie alla radioastronomia moderna sono stati scoperti numerosi oggetti celesti altrimenti invisibili alla radiazione ottica perché molto lontani.
La radioastronomia ha una storia relativamente breve: nasce attorno al 1930, poco dopo che le radiocomunicazioni avevano iniziato a diffondersi in tutto il mondo.
Il primo ad osservare una radiazione radio da un oggetto celeste fu Nikola Tesla a inizio XX secolo nel laboratorio di Colorado Springs. Egli credeva di aver ricevuto un segnale dagli extraterrestri e per questo motivo la comunità scientifica non diede credito alla sua scoperta.
Qualche anno dopo, l'ingegnere della Belle Telephone Karl Guthe Jansky, cercando di capire l'origine di un rumore radio di fondo che disturbava la trasmissione della voce, costruì un'antenna con cui scoprì la direzione di origine di tale disturbo: il centro della Via Lattea.
Il lavoro di Jansky fu ripreso da Grote Reber nel 1938, che eseguì per la prima volta una scansione del cielo in onde radio con un'antenna costruita "in casa", creando la prima mappa delle sorgenti radio: è per questo considerato il primo radioastronomo della storia. Oltre a scoprire sorgenti come Cygnus A e Cassiopea A, scoprì un effetto che solo negli anni '50 venne identificato come la radiazione di sincrotrone.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, grazie alle conoscenze militari acquisite sui RADAR, furono apportate diverse migliorie alla tecnologia radioastronomica, dando una nuova spinta alla ricerca.
Nel 1964 sempre i Bell Laboratories furono protagonisti nella scoperta che rivoluzionò l'astronomia: qualche anno prima avevano lanciato in orbita uno dei primi satelliti artificiali, ECHO, per verificare la possibilità di trasmettere segnali radio televisivi a grande distanza; un'antenna a "corno" costruita per gli esperimenti abbinati al satellite ECHO e utilizzata dai due radioastronomi Robert Wilson e Arno Penzias registrò per la prima volta, casualmente, la radiazione di fondo cosmica. Questa scoperta valse loro il Premio Nobel per la Fisica del 1978.
La radioastronomia ha portato alla scoperta di numerose nuove tipologie di oggetti celesti, come pulsar, quasar e galassie attive (o radio galassie), così come ha avuto rilevanza nell'affermazione della teoria della materia oscura.
Ad oggi ci sono molti radiotelescopi sparsi nel mondo, molti dei quali lavorano in gruppo (tecnica dell'interferometria). Al momento, il più grande e più sensibile radiotelescopio al mondo è il FAST (Five hundred meter Aperture Spherical Telescope) situato in Cina e completato a settembre 2016, seguito dall'osservatorio di Arecibo, Porto Rico. In Europa, il Radiotelescopio Effelsberg è il più grande e si trova in Germania. Merita menzione anche ALMA (Atacama Large Millimeter/submilli-meter Array), un radiointerferometro costituito da 66 antenne, di diametro di 12 e 7 metri, che posso muoversi da 150m a 6km rispetto alla posizione base.
In seguito ad un incontro con alcuni radioamatori di Occhieppo Inferiore, un gruppo di soci aveva organizzato una gita alla postazione radio sulla Serra di Nando Pellegrini, nel comune di Magnano. Durante la gita, i nostri soci hanno potuto utilizzare la Luna come ripetitore del segnale radio e ascoltare il "rumore" sia del Sole sia del centro della Galassia. L'esperienza è stata così interessante da far nascere l'idea di installare un parabola un po' più piccola presso la nostra sede per poter proporre qualche esperimento didattico simile alle scuole.
Nel 2017 l'U.B.A. ha, quindi, acquistato una parabola offset 120 x 140 cm e gli strumenti necessari per poter guardare il Sole nelle onde radio. La parabola è stata inaugurata durante lo Star Party che ha avuto luogo a novembre 2017.
(Foto di Giampaolo Canazza)