Le legature: dalle origini ad oggi. Cosa ci racconta l'aspetto di un libro, tra arte e storia.
con Cristian Perissinotto
Le legature: dalle origini ad oggi. Cosa ci racconta l'aspetto di un libro, tra arte e storia.
Cosa ci aspetta?
Un viaggio nella storia del libro con la Cristian Perissinotto: bibliotecario, legatore e restauratore di libri.
LEGATURA (fr. reliure; sp. encuadernación; ted. Buchbinderae; ingl. bookbinding)
Il vocabolo indica l'atto e l'effetto di legare i libri, il cucire insieme i fogli dei libri e fornirli di copertina.
È probabile che da quando il libro cessò di avere la forma di rotolo o volumen per assumere quella che anche attualmente conserva, e cioè intorno al sec. V, si pensasse a dargli una legatura atta a contenerne la compagine, e che fin da allora si cercasse di farla più adorna e preziosa per i libri di qualche riguardo. Tale cura è attestata fino da Cassiodoro per i codici che egli faceva trascrivere dai monaci del suo cenobio di Vivario (Toesca). Di pergamena, di cuoio o di stoffa dovevano essere le legature semplici, più usuali; ma né di queste, né di quelle più preziose si conservano esemplari che si possano far risalire fino al sec. V; di quest'ultime l'esemplare più antico è quello aureo dell'evangeliario donato dalla regina Teodolinda al duomo di Monza e che risale al principio del sec. VII: lavoro probabilmente di orafo italiano che s'ispirò all'arte bizantina, adornando i piatti di cammei antichi, di croci, di gemme intomo a cui dispose altre gemme e lamelle di granato, racchiuse in alveoli, che decorano anche gli orli. In altre di queste legature più preziose i piatti di legno erano decorati invece con rilievi d'avorio, d'oro o argento sbalzato o inciso, con smalti, nielli, filigrane, perle; lo schema che prevale è quello di creare un campo centrale rettangolare incassato e incorniciato, che reca assai spesso immagini allusive al contenuto del libro; il piatto posteriore è meno accurato o addirittura semplicemente coperto di stoffa o di cuoio [...]