Da oltre venticinque anni accompagno persone e gruppi in spazi di ascolto, presenza e trasformazione.
Il mio lavoro non è nato dall'idea di insegnare qualcosa a qualcuno.
È nato dall'incontro con le persone, dall'ascolto e dall'esperienza di ciò che può accadere quando qualcuno trova uno spazio in cui può essere presente senza dover dimostrare, spiegare o arrivare da qualche parte.
Nel tempo ho accompagnato persone in momenti molto diversi: passaggi delicati, relazioni, scelte, desideri, cambiamenti e fasi in cui qualcosa nella vita chiedeva una direzione nuova.
Non parto da una forma prestabilita a cui portare la persona.
Parto da dove si trova.
Da ciò che sente.
Da ciò che sta vivendo.
Da ciò che vuole.
Il mio modo di accompagnare nasce da una presenza attenta, da un ascolto profondo e dalla capacità di cogliere ciò che chiede spazio, anche quando non ha ancora parole.
Non credo che la trasformazione debba essere forzata.
Credo che si possano creare le condizioni perché qualcosa diventi più chiaro, più libero e più disponibile.
Conta la dignità della persona.
Conta poter essere accolti senza sentirsi sbagliati.
Conta non dover capire, spiegare o risolvere tutto immediatamente.
Conta soprattutto che ciò che avviene durante un incontro possa aprire una possibilità reale nella vita.
Una scelta.
Un movimento.
Una maggiore libertà.
La possibilità di ricevere, permettere o fare qualcosa che prima sembrava meno accessibile.
Il mio modo di lavorare nasce da oltre venticinque anni di formazione, pratica personale ed esperienza diretta con le persone.
Il percorso ha attraversato lo studio del campo energetico umano e il lavoro di Barbara Brennan, e successivamente gli insegnamenti sulla mente, l'attenzione e la consapevolezza incontrati attraverso il dott. Daniel P. Brown e la tradizione Bön.
Nel tempo questi diversi linguaggi hanno smesso di essere per me metodi separati.
Sono diventati un modo personale di ascoltare la persona nella sua interezza: corpo, esperienza, sensibilità, attenzione e presenza.
Oggi non applico un percorso prestabilito.
Metto a disposizione ciò che ho imparato e maturato in funzione della persona che ho davanti e di ciò che è presente in quel momento.
Ho lavorato individualmente e con gruppi, accompagnando persone molto diverse tra loro.
Ho anche scritto Nel mio tempo, un libro composto da domande nate dall'esperienza del cammino interiore.
Con gli anni ho visto sempre più chiaramente che ciò che conta non è quante tecniche possediamo, ma la qualità dello spazio che riusciamo a creare.
Il Cerchio nasce da questa esperienza.
Non come metodo da seguire e non come qualcosa da imparare.
È uno spazio in cui una persona può riconoscere ciò che vuole lasciare, ciò che desidera e ciò che sente più pronto a trasformarsi.
Poi il lavoro diventa esperienza.
E ciò che emerge viene riportato alla vita concreta.
Il senso del mio lavoro oggi è semplice:
creare le condizioni perché una persona possa riconoscere più chiaramente dove si trova, ciò che vuole e ciò che può diventare possibile nella sua vita.
Non considero la trasformazione qualcosa che io faccio alla persona.
Io sono il mezzo e il testimone.
La capacità è tua.