Padre, perdona perché non sanno quello che fanno
Nella storia dell’uomo ci sono stati sempre due grandi momenti: quello del viaggio, e quello della sosta. In questo nostro contesto storico, dove ci appare che tutto ci sfugga di mano e ogni cosa non ha più la sua ragion d’essere né il proprio valore, sembra che stiamo vivendo il momento della sosta, dove tutto è fermo, immobile, statico e l’umano ha abbandonato la sua “umanità”.
È proprio da questa presa di coscienza che parte la riflessione sulla frase pronunciata da Gesù sulla croce: “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno”.
Il Sì! Maria
La figura di Maria ha sempre suscitato un grande fascino nel mondo artistico, religioso e non solo, ma adesso proviamo per un momento a distaccarci dall'iconografia classica di questa ragazza per vedere oltre. In questo intervento, vorrei seguire il suo percorso come narrato nei Vangeli, in particolare nel Vangelo mariano di Luca.
La donna adultera
I Vangeli erano un insieme di lettere che le varie comunità si scambiavano fra loro. Nei primi secoli della Chiesa, questi frammenti furono ordinati per formare i quattro Vangeli canonici. Se leggendo un libro, ci accorgiamo che manca una pagina, che essa è stata strappata, significa evidentemente che quella pagina non doveva essere letta o che in essa c’era qualcosa di scabroso.Il passo del quarto vangelo che riferisce l’episodio della donna adultera che vado a scomporre più avanti è un’inserzione tardiva.
Domanda di Giovanni Battista
Anche Giovanni fu informato dai suoi discepoli di tutti questi avvenimenti. Giovanni chiamò due di essi e li mandò a dire al Signore: «Sei tu colui che viene, o dobbiamo aspettare un altro?». Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: Sei tu colui che viene o dobbiamo aspettare un altro?». In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi vengono sanati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunziata la buona novella. È beato è chiunque non sarà scandalizzato di me!».
Elogio dell'amicizia
L’amicizia è un filo d’oro invisibile che intreccia i cuori, una danza silenziosa tra anime che si cercano, si riconoscono, si accolgono, si custodiscono. Non è solo il tempo che si offre o le parole che si scambiano, ma un luogo segreto dell’anima, dove si è visti davvero, oltre ogni maschera, oltre ogni fragilità.
Essa è rifugio nelle tempeste, è luce soffusa nei giorni opachi. Un amico, un’amica, è uno specchio che riflette con dolcezza, un ascolto che non giudica, una presenza che non invade ma resta. La fiducia, l’empatia: sono ponti sospesi tra due cuori, ma anche sentieri che ci riconducono a noi stessi.