Numero di studenti: 10
Età : 15- 16 anni
Periodo: 13-20 marzo
Accompagnatore: SI
Sistemazione: albergo
Obiettivi: Cittadinanza europea, Internazionalizzazione, potenziamento delle competenze linguistiche, SOSTENIBILTA' AMBIENTALE E ENERGIE RINNOVABILI.
La scuola è partner di progetti Erasmus dal 2015 e di progetti eTwinning. L'esperienza maturata dalla scuola all'interno del programma Erasmus+ permette di attivare percorsi formativi sui seguenti obiettivi:
1. Cittadinanza europea e internazionalizzazione
2. Sostenibilità ambientale ed energie rinnovabili
I RACCONTI DEI NOSTRI STUDENTI
Questa esperienza è stata un punto di svolta nella mia carriera scolastica, il mio primo scambio culturale, dove ho incontrato persone molto aperte ed amichevoli, con cui ho stretto legami fortissimi in breve tempo tramite l’inglese e il greco.
Abbiamo riflettuto ed analizzato le nostre abitudini sui temi della sostenibilità ambientale, comprendendo le differenze fra Firenze, Heraklion e Tulcea su riciclo, energie rinnovabili ed inquinamento, in un periodo cruciale per la Storia dell’Europa, in cui si sta decidendo il futuro della nostra Unione, il futuro dell’Ucraina e su come potremo raggiungere la totale indipendenza energetica e dai combustibili fossili.
Oltre alle attività didattiche, un ricordo che porterò sempre nel mio cuore sono i momenti di condivisione: quando insegnavo qualche parola di Italiano, quando mi buttavo a provare un ballo tradizionale rumeno o quando uscivamo la sera nel centro di Heraklion passeggiando nelle vie principali della città per poi sederci in un locale a provare per la prima volta una fontana di cioccolato assieme ai nostri amici greci. È stato interessante anche discutere sui nostri sistemi educativi nazionali, rilevando punti di forza e mancanze, rintracciando somiglianze e problemi comuni di noi giovani europei.
Inoltre, visitando la Città di Heraklion e le altre città dell’isola di Creta, come Agios Nikolaos, Chania e Rethymnon, abbiamo appreso le differenze paesaggistiche, architettoniche, religiose, storiche ecc. Partendo dalla visita del sito archeologico di Knossòs e del Museo Archeologico di Heraklion abbiamo ammirato lo splendore e la vivacità dell’antica civiltà minoica, intrisa nel mito che ha forgiato il nome del nostro continente, Europa. Visitando il Museo di Storia Naturale di Creta invece abbiamo colto gli aspetti floro-faunistici, preistorici e tellurici caratteristici dell’isola. Sull’isola di Spinalonga abbiamo visto qual era la vita di una comunità ristretta, poiché l’isola è stata fino al 1957 un lebbrosario, riflettendo sugli aspetti lasciatoci dalla pandemia di COVID-19. A Chania e Rethymnon, come del resto anche a Heraklion, abbiamo notato la forte influenza veneziana sull’isola (possedimento dei Dogi veneziani fino al 1669), dalle case del porto di Chania ai leoni di San Marco presenti su vari edifici, ed anche un po’ di influenza ottomana, dai pochissimi minareti rimasti, come a Rethymnon, fino alla Chiesa di Agios Titos (ex moschea convertita al culto ortodosso nel 1925).
Infine sono molto soddisfatto del gruppo che si è creato fra noi ragazzi del Da Vinci. Siamo partiti non conoscendoci e siamo tornati come una grande famiglia, composta da ragazzi di classi ed età diverse. Sono un po’ dispiaciuto all’idea che il prossimo anno i ragazzi non potranno vedermi girare fra i corridoi, però continueremo a rimanere in contatto, chissà? magari riusciremo un giorno a tornare nella nostra Heraklion.
Erasmus+ è un’opportunità che tutti dovrebbero sfruttare almeno una volta nella propria vita di studente o studentessa. Puoi aprire i tuoi orizzonti, testare la tua conoscenza dell’inglese e delle altre lingue europee, farti delle amicizie internazionali e molto ancora. Un progetto molto importante, al fine di creare una generazione che si possa totalmente identificare come europea, tenendo conto sempre però delle proprie identità e tradizioni, come ci ricorda il motto dell’Unione Europea: United in diversity.
Concludo con alcuni versi della poesia “Itaca” di Konstantinos Kavafis, spiegata a scuola dal Professor Sakellariou il primo giorno della nostra avventura:
“Se ti metti in viaggio per Itaca
augurati che sia lunga la via,
piena di conoscenze e di avventure.”
Marco Bini 5C
Chiudo gli occhi, e mi lascio trasportare dai ricordi di questo Erasmus. Sento il calore del sole sulla mia pelle, mi guardo intorno: vedo paesaggi idilliaci, ricchi di fiori variopinti; il mare azzurro intenso; inspiro l’aria salsoiodica e i miei polmoni gioiscono, così come i miei occhi, incantati dalla selvaggia bellezza dell’isola di Spinalonga. Mi volto indietro, alle mie spalle trovo i miei nuovi amici, provenienti in parte dalla nostra scuola, in parte dalla Grecia e infine dalla Romania. Quali sinceri legami abbiamo stretto in una sola, breve, ma incredibilmente lunga, intensa e vissuta settimana! Non posso fare a meno di sorridere ripensando alle nostre conversazioni, mai come in quei momenti mi sono sentita così tanto cittadina d’Europa: ascoltare i miei coetanei di altri paesi raccontare dei loro usi e costumi mi ha arricchita sia culturalmente che come persona; è stato stimolante cercare le differenze e le analogie dei nostri sistemi scolastici, delle nostre città, delle nostre giornate. Frequentando la loro scuola professionale per qualche giorno e uscendo con loro mi sono sentita un po’ una studentessa greca anch’io, soprattutto grazie alla loro gentilezza ed ospitalità. Insieme abbiamo approfondito i temi della sostenibilità ambientale e delle risorse rinnovabili.
Per anni ho studiato la grandezza e la fama della Grecia, quella terra che ha prodotto i poemi omerici, celeberrimi filosofi, svariati miti, sculture… la patria della classicità! Finalmente, in particolare visitando il Museo Archeologico di Heraklion e il Palazzo di Cnosso, ho potuto osservare dal vivo opere viste sui libri, e trovo difficoltà ad esprimere l’appagamento e la soddisfazione nel riconoscerle. Ritengo che questo aspetto venga trascurato troppo nel nostro percorso scolastico, poiché sebbene i licei siano scuole sostanzialmente teoriche, concretizzare quanto appreso non solo lo fissa nella memoria, ma stimola la curiosità e la voglia di imparare!
Purtroppo la situazione pandemica ha aggravato il problema, impedendoci per due anni di socializzare con i compagni d’istituto e di viaggiare. Attraverso questo Erasmus ho potuto conoscere altri studenti con i quali mi sono trovata molto bene, si è formato un gruppo inseparabile e affiatato; aver condiviso quest’esperienza ha lasciato nei nostri cuori un segno che ci auspichiamo essere duraturo.
Greta Raschellà 3D
Il 2 aprile sono partito alla volta di Creta con un gruppo di studenti dei quali conoscevo a malapena il nome, una settimana dopo, il 9 aprile, sono tornato a Firenze insieme a un gruppo di amici.
E che esperienza non è stata.
Vorrei raccontare nel dettaglio di tutto quello che ho visto e appreso, di tutto ciò di cui ho parlato assieme ai miei compagni e assieme agli studenti greci, di quanto questo viaggio abbia influenzato il mio pensiero e di come abbia scardinato i miei pregiudizi.
Ma non posso, non posso raccontarvi tutto nel dettaglio, perché vi priverei di uno dei più grandi piaceri della vita, quello di scoprire; esperienze come questa vanno vissute direttamente, assaporate e provate.
Per capire appieno la bellezza e l’importanza, per la vostra vita, del progetto Erasmus+ dovete viverlo in prima persona.
Tuttavia, mi sembra opportuno darvi un assaggio di quanto io e i miei nove compagni di viaggio abbiamo vissuto, dal nostro primo incontro lungo i binari della stazione di Santa Maria Novella, al nostro addio, che sa più di arrivederci, agli studenti del 1° liceo professionale di Herakliòn.
Nell’arco di una settimana abbiamo appreso moltissimo.
Visitando il museo archeologico di Creta e il sito archeologico di Knossos (Cnosso), abbiamo approfondito la nostra conoscenza della storia, della civiltà minoica e del suo fiero popolo di mercanti; siamo rimasti affascinati dal mistero della lineare A, e grazie al Museo di Storia Naturale abbiamo scoperto che Creta è un’isola altamente sismica, non solo, abbiamo avuto la possibilità di apprendere nozioni sulla fauna e sulla flora locale. Tutto solo nei primi due giorni!
Visitando l’ex lebbrosario di Spinalonga, abbiamo osservato quella che un tempo era la vita di comunità ristrette, per riflettere anche sugli effetti che due anni di pandemia hanno avuto su di noi, sul nostro mondo.
Inoltre, le città di Chania e Rethymnon e, in misura minore, Heraklion, ci hanno permesso di notare l’influenza Veneziana sull’isola: basti pensare alle roccaforti di Rethymnon o di Heraklion.
Occorre poi non dimenticare l’influenza ottomana, poiché molte delle chiese ortodosse attualmente in uso furono moschee.
La parte più suggestiva del viaggio, oltre che consentire di apprendere informazioni utili nell’ambito delle energie rinnovabili e del riciclo, è stata senza dubbi quella di educare alla cittadinanza: e, proprio per questo, ciò che mi ha colpito di più di questa esperienza e che di sicuro porterò nel mio cuore per il resto della mia vita è stata l’accoglienza degli studenti greci.
Mai e poi mai mi sarei aspettato questo calore e questa gentilezza da parte loro.
Nell’arco di nemmeno cinque ore stavamo parlando come se fossimo amici di vecchia data, paragonando i nostri sistemi scolastici, scambiandoci contatti, discutendo di temi quali l’ambiente ma anche la giustizia, l’uguaglianza, la musica, le tradizioni, la coesistenza di religioni e di interessi comuni, tutto ciò grazie alla conoscenza della lingua inglese.
Anche se abbiamo provato a insegnargli un po’ di Italiano e loro, in cambio, hanno provato a insegnarci un po’ di greco.
Giorgio Sabatini 3C
La settimana tra il 2 e il 9 aprile trascorsa a Creta, in Grecia, è stata la mia prima esperienza con ERASMUS+, progetto che permette di intraprendere scambi culturali di differente durata in paesi europei, finalizzato all’approfondimento di tematiche attuali, come la sostenibilità ambientale, i diritti umani e la cittadinanza europea. Anche noi in questa settimana ci siamo infatti recati nella nostra scuola ospitante, la 1st Vocational School of Heraklion, per approfondire temi quali le risorse rinnovabili, il riciclo e il risparmio di energia, ampliando le nostre conoscenze su tali argomenti.
Però gli aspetti più significativi e rilevanti di tutte questa esperienza, a mio parere, sono stati i legami che si sono instaurati sia tra noi ragazzi del liceo, con i ragazzi greci e rumeni che abbiamo incontrato, mettendoci in gioco in un’avventura completamente nuova e diversa. Abbiamo condiviso idee e pensieri con persone nuove e abbiamo imparato a conoscere e a scoprire noi stessi vivendo con gli altri.
All’inizio non sapevo infatti cosa aspettarmi da questa esperienza. Non sapevo come mi sarei trovata, non sapevo cosa avrei vissuto, cosa avrei fatto, se fossi stata in grado di aprirmi con gli altri; come è normale che sia. Prima di partire, le mie emozioni oscillavano tra la voglia di partire e iniziare quest’avventura e la paura di sbagliare, di non trovarmi bene e di non vivermi a pieno quest’esperienza. Una volta iniziato questo viaggio tutti i miei timori sono svaniti: ho trovato infatti persone estremamente aperte e disponibili, ho vissuto momenti indimenticabili con persone che sono sicura non dimenticherò e sono entrata a contatto con culture differenti dalle quali è importante trarre tutti gli aspetti positivi. Sono rimasta stupita della generosità delle persone, riflettendo sull’importanza di abbandonare i pregiudizi nei confronti altrui, riflettendo sul fatto che spesso chi possiede meno è il primo disposto ad offrire agli altri. Sono rimasta meravigliata dai legami così forti che si sono instaurati con le persone che ho incontrato, tutte accomunate da quest’esperienza, vivendo questa settimana come fosse un intero anno. Sono infine estremamente contenta di aver visitato un paese nuovo, non solo come turista, ma quasi come se fossimo nel posto, avendo un gruppo di amici con cui uscire la sera e organizzare le nostre giornate.
Credo inoltre che, per vivere a pieno quest’esperienza, sia fondamentale partire con curiosità, voglia di conoscere, di scoprire cose nuove, di aprirsi con gli altri, abbandonando i pregiudizi e liberandosi dalla paura di sbagliare e di non piacere, che è proprio ciò che ci frena. È importante condividere le proprie idee e opinioni con gli altri, mettendosi in gioco, cercando di eliminare la paura del giudizio altrui. Per quanto detto sopra sono quindi convinta che questo tipo di esperienza non ti arricchisce solamente dal punto di vista formativo, ma ti arricchisce dal punto di vista delle relazioni sociali, del rapporto con altri ragazzi e ragazze, portando a crescere, maturare e riflettere.
Alla luce di quanto detto, sono estremamente grata di aver potuto vivere questo tipo di esperienza che mi ha fatto entrare a contatto con nuove persone, nuove idee e che mi ha portato a vivere momenti che non scorderò mai.
Giorgia Di Stefano 2D
Scrivere qualcosa sull’Erasmus? Io? Sinceramente non mi ritengo un bravo scrittore, nonostante sia un bravo lettore. È come l’inglese: ricevere informazioni è facile, condividerne è un po’ più difficile. Da bravo lettore, mi ero portato dietro un libro da leggere durante il viaggio, del quale mi mancavano meno di cento pagine, e che infatti pensavo di finire, ma un po’ per l’emozione, e un po’ per la voglia di parlare per conoscere gli altri studenti della mia scuola, di pagine non ne ho lette nemmeno dieci. Ironicamente il libro era “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Italo Calvino, che riprende alcuni concetti dell’Erasmus: il viaggio, le diverse esperienze che si fanno e persone che si conosce, ma anche il cambiamento rispetto alla normalità quotidiana. Già dopo uno o due giorni, avendo visitato insieme la città e alcuni musei, mi sembrava di conoscere gli altri nove ragazzi e ragazze come se fossimo amici da anni, e questo mi ha permesso di avere un po’ di conforto quando abbiamo avuto l’esperienza in parte scioccante di incontrare gli studenti greci. Mi sono sentito al centro dell’attenzione e, dato che hanno ricreazione ogni ora, ogni volta ci circondavano e cercavano di fare amicizia. Sicuramente non è stato brutto essere considerati così tanto, anche se a volte mi sono sentito leggermente in imbarazzo. I greci sono così socievoli che da subito ci hanno chiesto di uscire la sera insieme a loro, cosa che abbiamo fatto, e giovedì sera abbiamo anche cenato in un localino dove abbiamo mangiato frutta e cioccolata fusa che sgorgava da una fontanella. Da questo si può capire che non ho stretto amicizia solo con gli altri italiani, ma anche con greci che, a parte i pochi selezionati per venire a Firenze, già sapevo che non avrei mai più rivisto. Mi ricordo della gita ad Agios Nikolaos, dove ci siamo seduti tutti insieme sul bordo del lago Voulismeni, e i greci ci hanno chiesto come dire in italiano “siamo amici”, proprio perché anche loro sentivano che si stava formando un legame più resistente di quello che pensavamo. Dirgli addio venerdì sera è stato molto doloroso. Ci sono stati abbracci, baci, strette di mano, sguardi sconsolati e molti pianti. Abbiamo scattato un sacco di foto per ricordare quel momento. Ancora oggi, dopo due settimane, ci continuiamo a mandare messaggi e foto con i greci con cui abbiamo legato di più, e questa connessione che si è formata, che oltrepassa lingue, confini e fusi orari, a mio parere è il vero significato di Erasmus.
Giulio Bolognesi 2B
L’Erasmus è stato una svolta nella mia esperienza scolastica, mi ha fatto vivere a pieno la scuola e le possibilità che offre. Sono arrivato in questo istituto nel 2020 nel pieno di un'emergenza sanitaria mondiale che mi ha fatto vedere il suo lato peggiore: ho conosciuto a malapena i compagni della mia classe e non ho mai fatto un'attività extra-scolastica.
Sono arrivato il 2 aprile 2021, giorno della partenza, alla stazione di Santa Maria Novella con 5 ore di sonno e il cuore aperto a nuove esperienze e alla scoperta; lì ho conosciuto il gruppo che mi avrebbe accompagnato in questo progetto. Durante l’interminabile viaggio abbiamo iniziato a scoprirci e a renderci conto della fantastica settimana che ci stava aspettando.
Da quando sono arrivato a Creta è iniziato un crescendo di emozioni e di felicità: stavo riscoprendo il piacere di viaggiare e conoscere nuove persone dopo due anni passati a casa, ho apprezzato tutto anche le piccole cose, come potevano essere gli aneddoti sulle città raccontati dal nostro tutor o le serate passate con gli alunni greci nel centro di Heraklion.
Questo crescendo di emozioni mi ha fatto anche ricredere sui miei pregiudizi e sulle mie preoccupazioni: il primo giorno che sono arrivato nella periferia e nella scuola greca mi sembrava di trovarmi in una situazione totalmente diversa dalla mia, con dei ragazzi apparentemente incompatibili con la nostra cultura; iniziando a conoscerli durante le ricreazioni ho capito che erano fantastici, non mi sono mai sentito così tanto accolto e ascoltato; tramite l’inglese siamo riusciti a confrontarci sulla nostra lingua e sulle nostre usanze.
Nel corso di questi momenti di scambio finalmente ho scoperto cosa veramente vuol dire essere un cittadino europeo, mi sono sentito parte di una comunità ed ho capito che, anche se non sono nella mia cara Italia, ci saranno sempre persone disposte ad accogliermi e a farmi sentire a casa.
Per concludere ritengo che questa esperienza rimarrà sempre nel mio cuore e nei miei pensieri, penso che mi abbia cambiato e per questo la consiglierei a tutte le persone che sono pronte ad un cambiamento e a ricredersi su molte convinzioni, passando del tempo con persone che dimenticheranno difficilmente.
L’amicizia è stata la parola chiave di quest’esperienza: amicizia senza pregiudizi e limiti dati dalle diverse lingue parlate.
Francesco Boschi 2C