Alessio Garofoli 15/04/26
Si è conclusa la prima giornata di attività in pista a Imola che lancia ufficialmente la stagione 2026. Le tre Ferrari 499P hanno controllato la classifica finale, la punta dell’iceberg per quanto riguarda il lavoro svolto nell’arco della giornata. Il maltempo imolese non ha aiutato le squadre, alle prese con numerose novità, riducendo i chilometri disponibili sulle nuove slick fornite dalla Michelin.
Sicuramente tornare a Imola e concludere il Prologo nelle prime tre posizioni è un buon segnale per Ferrari, anche se va tenuto a mente il test dello scorso 31 marzo, sulla medesima pista, che ha certamente influenzato il lavoro svolto nel corso della giornata. La pista del Santerno è sempre stata favorevole con le 499P, dove sono in grado di esprimere la bontà della meccanica del pacchetto. Le gomme sono messe sotto meno stress rispetto ad altre piste del calendario, soprattutto a causa dei ridotti picchi di accelerazione laterale e dell’asfalto relativamente liscio. Per tale motivo in gara risulterà più abbordabile una strategia a doppio-stint, tenendo a mente la tyre allocation del fine settimana (12 set per le prove libere, 4 per la Hyperpole e 18 per qualifiche e gara, nel caso delle 6 ore).
Analizzando il grafico che rappresenta la progressione dei 29 migliori giri delle vetture #83, #8, #38, #36 e #15 della sessione del pomeriggio, più indicativa, gentilmente concesso da Formulacritica, si osservano le prime macro-tendenze prestazionali. Fondamentale tenere a mente le condizioni della sessione, tra umido, traffico e programmi differenti che l’hanno resa complessa da decifrare.
Analisi tempi classe Hypercar PM Session ©Luca Cappelli per Formulacritica
La Ferrari #83, analizzando i giri presi in considerazione, pare la vettura macroscopicamente più veloce a livello di tempi sul giro. Come riportato dallo stesso Kubica qualcosa di differente a livello di bilanciamento è stato notato nel corso dei test dello scorso mese, a causa delle modifiche apportare. Sono state, però, sensazioni maturate da un test di un singolo giorno, di certo non abbastanza per stabilire una base di assetto ottimale. Per questo, i dati riportati vanno presi con le pinze. I tempi della vettura Giallo Modena sono stati effettuati principalmente su gomma Hard, mentre i tempi delle altre vetture sono stati svolti su gomma Media.
Kubica ha, inoltre, sottolineato come le nuove Pilot Sport Endurance 2026 garantiscono una finestra di utilizzo più ampia, di fatto assottigliando le differenze che si può fare in questo ambito. Se già Imola è una pista “gentile” sulle gomme, se le squadre saranno in grado di avvicinarsi alla massimizzazione della prestazione la gara sarà giocata ancor più sui dettagli.
Una vettura che si è dimostrata in più occasioni gentile sulle gomme è sicuramente la V-Series.R, presente a Imola nella versione aggiornata. Se in IMSA Action Express si è dimostrata la prima inseguitrice del gruppo Penske, la squadra inglese militante nel Mondiale è chiamata a proseguire la crescita intrapresa nel 2025, culminata con la vittoria alla 6 Ore di San Paolo. L’ala posteriore è diventata l’elemento aerodinamico aggiustabile, garantendo un’azione più efficace. Lo scorso anno le LMDh americane faticavano visibilmente rispetto alle 499P e alle GR010 Hybrid sui cordoli alti della variante alta, faticando a tornare sul gas.
Situazione opposta per BMW, che trovava in Imola una pista favorevole, come dimostrato dal podio dello scorso anno. Vanthoor, questo fine settimana a Long Beach in occasione dell’IMSA, ha sottolineato come il lavoro invernale si sia concentrato sul rendere la vettura quanto più consistente possibile, riducendo le difficoltà alla guida che caratterizzavano le M Hybrid V8. La finestra di funzionamento della vettura tedesca risultava essere troppo ristretta per garantire un funzionamento adeguato sulle diverse tipologie di piste, cosa che questa stagione dovrebbe essere stata migliorata lavorando sul carico al posteriore, aumentato per migliorare le fasi di ingresso in modo da ridurre lo scivolamento delle gomme. Il problema è stato spiegato dal belga, dicendo come anche il Fuji e Austin fossero stati considerati tracciatoi favorevoli per la LMDh tedesca, previsione poi non confermata dalla pista. Toyota è andata nella stessa direzione, come confermato dai piloti nel corso delle sessioni di test invernali, che hanno parlato di una vettura più stabile e prevedibile, oltre che migliore nella velocità massima e nelle curve veloci, mettendo nel mirino Le Mans.
La nuova TS010 dovrà superare le difficoltà della GR010 sulla pista di Imola, anche se si è sempre dimostrata una vettura ottima nell’assorbimento dei cordoli. La mole delle modifiche apportare e la unicità del tracciato italiano rendono complesso il fine settimana per tutte le vetture, principalmente per coloro che hanno apportato migliore pesanti. Perciò sarebbe prematuro trarre delle conclusioni sulle modifiche apportate al termine della gara. Alpine, infine, si presenta con una media decente, non distante da Ferrari. Di seguito le medie dei 29 migliori giri della sessione pomeridiana di tutte le vetture Hypercar.
Medie Lap Time stint PM Session Hypercar ©Luca Cappelli per Formulacritica
Ciò che si può concludere da questa giornata di test è sicuramente la competitività apparente del pacchetto Ferrari, immediatamente convincente su una pista storicamente amica per le 499P. La privata #83, probabilmente più discostata dal programma di lavoro delle ufficiali, ha chiuso un’ottima media, a circa 4 decimi di secondo dalla prima ufficiale.
Da segnalare il cambio di telaio per la Aston Martin #009 dopo l’incidente di Sorensen, assieme ai problemi per le vetture bavaresi, con il minor numero di giri completati dopo le Valkyrie. Rimandiamo l’appuntamento alle FP1 del venerdì, quando si entrerà nel vivo del fine settimana, dove si potranno utilizzare le mescole Soft e Medie.
Crediti Foto: Luca Cappelli per Formulacritica