Gli elementi antiossidanti 

 

  L’ossigeno è presente nell’atmosfera terrestre in una percentuale pari al 21%, mentre nel corpo umano è al 25,5%, perciò é un tipo di gas assolutamente necessario per la sopravvivenza dell’uomo stesso.

  Questa molecola può essere tuttavia tossica, poiché alcuni suoi atomi fanno parte dei cosiddetti radicali liberi, che si presentano sotto un aspetto instabile, e attaccando altre molecole possono provocare un danneggiamento delle cellule.

  Il nostro organismo utilizza questa capacità di demolizione contro i nemici esterni, siano essi virus oppure batteri, oppure per spezzare e successivamente utilizzare l’ossigeno all’interno del nostro corpo.

  Un’altra importante funzione di queste molecole riguarda il controllo che esse esercitano sulla contrazione del tessuto muscolare nelle pareti dei vasi sanguigni, e sono quindi determinanti per una corretta circolazione del sangue.

  Quando la concentrazione dei radicali liberi è sotto controllo, tutto procede per il meglio, come succede con una sostanza potenzialmente tossica che, utilizzata in giuste dosi, diventa un farmaco indispensabile per curare le malattie.

  Se invece il loro numero è in eccesso, essi cominciano ad attaccarsi alle cellule provocando i danni tipici dell’invecchiamento cutaneo, con mancanza di elasticità e la comparsa di rughe, macchie scure e degradazione del collagene.

  Tuttavia e’ possibile contrastare l’azione dei radicali liberi in eccesso grazie all’assunzione di nutrienti che, combinandosi con queste molecole, le rendono chimicamente più stabili e di conseguenza inoffensive.

  Alcune vitamine, come la A, la B, la C e la E si sono rivelate molto utili in questo senso, poiché è stato dimostrato in laboratorio che sono in grado di inattivare i radicali liberi, seppur con legami chimici differenti.

  Anche i cosiddetti flavonoidi, presenti in vari tipi di frutta e verdura, possiedono tale azione, in particolar modo i polifenoli, contenuti nel tè verde, ed anche la quercetina, che è in grado di bloccare l’istamina nei processi infiammatori e allergici.