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Come stabilire il peso giusto
Il peso corporeo di una persona ha un valore che dipende da numerosi fattori, quali il sesso, l’età, il metabolismo energetico e la costituzione fisica, quindi risulta essere differente da soggetto a soggetto.
Questo valore può essere calcolato attraverso l’impiego di una formula matematica che serve a determinare il cosiddetto indice di massa corporea o B.M.I., che è dato dal rapporto fra il peso misurato in chilogrammi e l’altezza espressa in metri al quadrato.
Ad esempio, se una persona è alta 1,70 metri e pesa 65 chilogrammi, il suo B.M.I. sarà: 65 / 1,7 x 1,7 = 22,5, valore che deve essere poi confrontato in apposite tabelle per verificare se rientra negli standard di normalità.
In linea generale si può comunque affermare che nella donna il valore di B.M.I. oscilla fra un minimo di 18 e un massimo di 23, mentre nell’uomo tale valore è leggermente più elevato, variando fra 20 e 25.
Questi sono riferimenti puramente indicativi, poiché alla determinazione di tale valore bisogna poi aggiungere il riscontro di altre valutazioni, che vengono effettuate direttamente dallo specialista.
Innanzitutto bisogna calcolare il metabolismo del soggetto, cioè la relazione fra le calorie introdotte nel suo organismo attraverso l’alimentazione e quelle utilizzate per compiere le attività della sua vita quotidiana.
Inoltre è necessario valutare come è distribuito il grasso nella sua struttura corporea attraverso la misurazione delle pliche cutanee, utilizzando un particolare strumento chiamato plicometro, che indica lo spessore del grasso sottocutaneo.
Infine, con l’impiego del centimetro si determinano le circonferenze corporee, che danno una misura di come è distribuito il peso nei vari distretti corporei, quali il torace, l’addome e gli arti superiori e inferiori.
Quindi non bisogna semplicemente rapportare il peso di un soggetto alla sua altezza per stabilire se questo è adeguato, ma bisogna effettuare una serie di accertamenti che permettono di determinare i fattori che influenzano la struttura corporea.
La cellulite è un inestetismo che rappresenta la manifestazione di un disturbo della circolazione capillare a livello del tessuto sottocutaneo, con conseguente accumulo del grasso trasportato dal sangue.
In conseguenza di ciò, la pelle risulta avere il caratteristico aspetto a “buccia d’arancia”, proprio perché in questa zona si verifica un accumulo di liquidi e di cellule adipose, che contengono gocce di grasso.
Esistono quattro stadi di cellulite, dal primo, che è la forma più lieve, caratterizzata da gonfiore delle gambe, al secondo e al terzo, in cui si formano dei piccoli noduli di grasso, al quarto, in cui è evidente la formazione dei grossi noduli cellulitici.
In quest’ultimo stadio, le cellule di grasso sono racchiuse da una specie di capsula di tessuto fibroso, in modo da formare un nodulo, percepibile a volte poiché dolente alla pressione esercitata con le dita della mano.
La mesoterapia è una terapia medica che consiste nel praticare delle piccole iniezioni, utilizzando degli aghi sottili, a livello delle zone dove si verificano questi accumuli, e cioè nei fianchi, nella regione interna delle cosce e sopra alle ginocchia.
Vengono utilizzati due differenti tipi di farmaci: uno serve a sciogliere in modo selettivo l’accumulo di grasso sottocutaneo, mentre l’altro ha lo scopo di migliorare la circolazione sanguigna a livello dei capillari.
In questo modo si ottiene lo scopo di bloccare contemporaneamente i due fattori che concorrono in modo sinergico alla formazione della cellulite, cioé l’alterazione della circolazione del sangue e l’accumulo localizzato di grasso.
D’altra parte, è utile coadiuvare l’azione di questo efficace trattamento con un’attività fisica mirata al miglioramento della circolazione sanguigna degli arti inferiori, come ad esempio il nuoto, l’acquagym e la cyclette.
Oltre a ciò, anche un’alimentazione equilibrata e povera di grassi abbinata eventualmente a delle sedute di massaggi linfodrenanti agli arti inferiori possono migliorare i risultati ottenuti con la mesoterapia.
L’alfabeto per distinguere i nei
I nei o nevi sono delle neoformazioni che si creano sulla pelle in seguito all’eccessivo accumulo di un pigmento, detto melanina, all’interno di particolari cellule presenti nell’ epidermide, chiamati melanociti.
Il contenuto di melanina in queste cellule è ovviamente diverso a seconda della razza, e ciò spiega la differente colorazione della pelle degli uomini occidentali rispetto agli asiatici o agli africani.
Esiste una regola per stabilire se un neo è benigno oppure se può mostrare una tendenza alla degenerazione maligna, cioè valutarne le caratteristiche tenendo presente che esse hanno l’iniziale corrispondente alle prime cinque lettere dell’alfabeto.
A indica l’asimmetria, cioè se un neo assume con il trascorrere del tempo una forma non ben regolare significa che ha una tendenza evolutiva sospetta, che deve essere valutata periodicamente.
B sta a indicare che anche i bordi devono essere esaminati con attenzione, poiché un contorno irregolare e frastagliato di un neo significa che le sue cellule stanno infiltrando in modo anomalo i tessuti circostanti.
C vuol dire che anche il colore ha la sua importanza nel valutare un neo, poiché se esso appare disomogeneo o con delle punteggiature al suo interno significa che si sta verificando una trasformazione anomala, la cui natura deve essere accertata mediante una biopsia.
D indica invece le dimensioni, che se aumentano di molto in proporzione al volume iniziale del neo, vuol dire che la proliferazione delle cellule che lo costituiscono ha raggiunto un livello abnorme.
E infine sta a indicare l’evoluzione, cioè se il neo, anche se non presenta variazioni delle caratteristiche sopracitate provoca una sensazione di prurito intenso oppure comincia a sanguinare spontaneamente, è possibile che abbia una tendenza pericolosa.
Una valutazione attenta e mirata attraverso l’utilizzo di un apparecchio chiamato dermatoscopio, dotato di una lente di ingrandimento graduata e illuminata, permette di eliminare i dubbi sulla tendenza evolutiva dei nei della nostra pelle.
In questi ultimi anni è divenuto una tendenza, soprattutto fra i giovani, l’utilizzo del tatuaggio oppure del piercing in diverse parti del corpo, ma entrambe queste tecniche possono purtroppo presentare in alcuni casi seri inconvenienti.
Analizziamo innanzitutto il piercing, che è quella pratica di utilizzare alcuni oggetti di svariate forme e materiali, i quali vengono inseriti tramite un piccolo foro praticato attraverso gli strati cutanei.
Al di là dell’aspetto estetico di tale metodica, che rappresenta un fatto puramente soggettivo, occorre precisare, dal punto di vista medico, gli inconvenienti ai quali il soggetto che li effettua può andare incontro.
Infatti, l’esecuzione del foro nella pelle può causare fenomeni irritativi e infettivi a carico dell’epidermide, se non si utilizzano strumenti sterilizzati, se non si opera in condizioni adeguate di igiene e se non si provvede ad una pulizia accurata della zona interessata.
Inoltre, questi oggetti possono essere riconosciuti dalle cellule cutanee come dei corpi estranei, e ciò rappresenta il fattore scatenante una reazione di difesa, con la possibilità di formazione di un granuloma sottocutaneo se non si effettua un’accurata pulizia quotidiana.
Per quel che riguarda invece la tecnica dei tatuaggi, anche in questo caso il rischio di contrarre gravi infezioni, come ad esempio l’epatite virale, è molto serio se non si rispettano condizioni di igiene adeguate.
Inoltre, nel caso di tatuaggi dalle dimensioni molto estese, esiste il problema dalla loro eliminazione, nel caso in cui si voglia togliere in modo efficace e definitivo l’immagine che è stata impressa sulla pelle.
Infatti, il rischio della formazione di cicatrici deturpanti e permanenti è tanto maggiore quanto più estesa è stata la zona trattata, a causa della reazione abnorme delle cellule della pelle alle sostanze utilizzate per fare il tatuaggio.
In conclusione la scelta del tatuaggio deve essere ponderata con attenzione, meglio se indirizzata verso quelli di dimensioni medio-piccole e di un solo o comunque pochi colori, che sono più facilmente rimuovibili con un trattamento laser adeguato.