Analisi Tecnica: Convergenza 084
Serie: Convergenze
Data: Aprile 2026, Ascoli Piceno
Supporto: Original Polaroid (Color i-Type Film)
Attrezzatura: Polaroid Now+ | Luce continua
Tecnica: Doppia esposizione in-camera
Dimensioni: 107x88mm (Area immagine 79x79mm)
Stato: Acquisizione digitale
EN
Series: Convergences
Date: April 2026, Ascoli Piceno
Medium: Original Polaroid (Color i-Type Film)
Equipment: Polaroid Now+ | Continuous light
Technique: In-camera double exposure
Dimensions: 107x88mm (Image area 79x79mm)
Status: Digital acquisition
IT
CODICE ARCHIVIO: PROT.II.84
PROTOCOLLO: Convergenza Strutturale
DATI DI RILIEVO (Scheda di Laboratorio):
Soggetto: Dispositivo plastico fondato sulla tensione tra volumi verticali e geometrie trasversali. Al centro si staglia una bottiglia blu opaca di forma slanciata, affiancata a sinistra da un parallelepipedo arancio e al centro da una bottiglia gialla a collo lungo. In primo piano, una calotta sferica traslucida interseca la base dei volumi centrali, mentre sullo sfondo interagiscono tre forme romboidali arancio sovrapposte. Un filtro rettangolare verde cinge la base della bottiglia blu, alterandone la percezione cromatica.
Condizione luminosa: Illuminazione zenitale. La radiazione cade perpendicolarmente saturando le superfici superiori dei corpi e la sezione frontale della sfera. La doppia esposizione integra le silhouette dei solidi con uno sfondo bipartito (giallo acido a sinistra, nero/verde petrolio a destra), generando una zona di intersezione luminosa che smaterializza i contorni dove i volumi incontrano il piano d'appoggio arancio.
Risposta del supporto: Il reagente i-Type documenta una decisa separazione tonale. Le componenti arancio dei rombi e del piano mantengono una saturazione elevata, contrastando con la neutralità fredda della bottiglia blu. Si osserva un'elevata brillantezza nelle zone di massima esposizione, mentre l'emulsione registra con precisione la trasparenza del filtro verde e della sfera che rifrange la luce ambientale.
Rapporto spaziale: La struttura evidenzia il collasso della prospettiva euclidea. Il rapporto spaziale non è definito dalla distanza fisica tra gli oggetti, ma dalla sovrapposizione stratificata delle loro impronte luminose. Gli oggetti convivono in un ambiente dove la profondità è suggerita dalla reciproca trasparenza, trasformando la composizione in un'unica indagine ontologica sulla persistenza della forma.
EN
ARCHIVE CODE: PROT.II.84
REFERENCE PROTOCOL: Structural Convergence
LABORATORY DATA (Technical Sheet):
Subject: Plastic arrangement founded on the tension between vertical masses and transversal geometries. A slender opaque blue bottle stands in the center, flanked on the left by an orange parallelepiped and in the center by a long-necked yellow bottle. In the foreground, a translucent spherical cap intersects the base of the central volumes, while three overlapping orange rhomboid shapes interact in the background. A green rectangular filter encircles the base of the blue bottle, altering its chromatic perception.
Lighting condition: Zenithal illumination. Radiation falls perpendicularly, saturating the upper surfaces of the bodies and the frontal section of the sphere. The double exposure integrates the solid silhouettes with a bipartite background (acid yellow on the left, teal/black on the right), creating a zone of luminous intersection that dematerializes outlines where the volumes meet the orange supporting plane.
Media response: The i-Type reagent documents a decisive tonal separation. The orange components of the rhomboids and the plane maintain high saturation, contrasting with the cold neutrality of the blue bottle. High brilliance is observed in areas of maximum exposure, while the emulsion accurately records the transparency of the green filter and the sphere refracting ambient light.
Spatial relationship: The structure highlights the collapse of Euclidean perspective. The spatial relationship is not defined by the physical distance between objects but by the layered superposition of their luminous imprints. Objects coexist in an environment where depth is suggested by mutual transparency, transforming the composition into a single ontological investigation into the persistence of form.