Analisi Tecnica: Convergenza 082

Serie: Convergenze

Data: Aprile 2026, Ascoli Piceno

Supporto: Original Polaroid (Color i-Type Film)

Attrezzatura: Polaroid Now+ | Luce continua

Tecnica: Doppia esposizione in-camera

Dimensioni: 107x88mm (Area immagine 79x79mm)

Stato: Acquisizione digitale

EN

Series: Convergences

Date: April  2026, Ascoli Piceno

Medium: Original Polaroid (Color i-Type Film)

Equipment: Polaroid Now+ | Continuous light

Technique: In-camera double exposure

Dimensions: 107x88mm (Image area 79x79mm)

Status: Digital acquisition

IT

CODICE ARCHIVIO: PROT.II.82

PROTOCOLLO: Convergenza Strutturale 

DATI DI RILIEVO (Scheda di Laboratorio):

Soggetto: Dispositivo plastico fondato sulla tensione tra masse verticali e volumi sferici. Al centro si staglia una bottiglia blu opaca di forma slanciata, affiancata a destra da una bottiglia grigia sormontata da un corpo sferico arancio. In primo piano a sinistra compare una calotta sferica bianca, mentre una seconda sfera gialla si posiziona a destra, parzialmente sovrapposta a un piano trasversale arancio. Un elemento rettangolare traslucido verde cinge la base della bottiglia grigia, agendo come filtro cromatico locale. 

Condizione luminosa: Illuminazione zenitale netta. La radiazione colpisce perpendicolarmente le sommità dei corpi, producendo aree di massima riflettenza sulle sfere e sul piano d'appoggio. La doppia esposizione integra le silhouette dei solidi con uno sfondo bipartito (giallo acido a sinistra, nero/verde petrolio a destra), determinando una zona di saturazione luminosa che smaterializza la base degli oggetti. 

Risposta del supporto: Il reagente i-Type documenta una decisa separazione tonale. Il piano orizzontale arancio e la sfera superiore mantengono una saturazione calda, contrastando con la neutralità fredda della bottiglia blu e del bianco ottico della sfera in primo piano. Si osserva un'elevata precisione nella registrazione del filtro verde, che genera una scissione cromatica sulla superficie della bottiglia grigia. 

Rapporto spaziale:  La struttura evidenzia il collasso della prospettiva euclidea. Il rapporto spaziale è definito dalla sovrapposizione stratificata di trasparenze e filtri. Gli oggetti non occupano una distanza misurabile, ma convivono in una dimensione dove il "segno" luminoso annulla la massa fisica dei solidi, trasformando la composizione in un'unica visione ontologica sulla persistenza della forma. 

EN

ARCHIVE CODE: PROT.II.82

REFERENCE PROTOCOL: Structural Convergence

LABORATORY DATA (Technical Sheet):

Subject: Plastic arrangement founded on the tension between vertical masses and spherical volumes. A slender opaque blue bottle stands in the center, flanked on the right by a grey bottle topped with an orange spherical body. In the left foreground, a white spherical cap appears, while a second yellow sphere is positioned on the right, partially overlapping a transversal orange plane. A green translucent rectangular element encircles the base of the grey bottle, acting as a local chromatic filter. 

Lighting condition: Sharp zenithal illumination. Radiation hits the tops of the bodies perpendicularly, producing areas of maximum reflectance on the spheres and the supporting plane. The double exposure integrates the solid silhouettes with a bipartite background (acid yellow on the left, teal/black on the right), creating a zone of luminous saturation that dematerializes the base of the objects. 

Media response: The i-Type reagent documents a decisive tonal separation. The orange horizontal plane and the upper sphere maintain a warm saturation, contrasting with the cold neutrality of the blue bottle and the optical white of the foreground sphere. High precision is observed in the recording of the green filter, which generates a chromatic split on the surface of the grey bottle. 

Spatial relationship: The structure highlights the collapse of Euclidean perspective. The spatial relationship is defined by the layered superposition of transparencies and filters. The objects do not occupy a measurable distance but coexist in a dimension where the luminous "sign" cancels the physical mass of the solids, transforming the composition into a single ontological vision on the persistence of form.