Analisi Tecnica: Convergenza 081

Serie: Convergenze

Data: Aprile 2026, Ascoli Piceno

Supporto: Original Polaroid (Color i-Type Film)

Attrezzatura: Polaroid Now+ | Luce continua

Tecnica: Doppia esposizione in-camera

Dimensioni: 107x88mm (Area immagine 79x79mm)

Stato: Acquisizione digitale

EN

Series: Convergences

Date: April  2026, Ascoli Piceno

Medium: Original Polaroid (Color i-Type Film)

Equipment: Polaroid Now+ | Continuous light

Technique: In-camera double exposure

Dimensions: 107x88mm (Image area 79x79mm)

Status: Digital acquisition

IT

CODICE ARCHIVIO: PROT.II.81

PROTOCOLLO: Convergenza Strutturale 

DATI DI RILIEVO (Scheda di Laboratorio):

Soggetto: Dispositivo plastico articolato su una complessa sovrapposizione di volumi. Al centro domina una bottiglia arancio sormontata da un elemento sferico traslucido, affiancata a destra da una bottiglia verde petrolio parzialmente occultata da un solido rettangolare arancio in secondo piano. In primo piano a sinistra si staglia una grande sfera traslucida azzurrata, mentre al centro una bottiglia bianca di piccole dimensioni funge da perno visivo tra le masse cromatiche. Sullo sfondo a sinistra compare una sagoma romboidale nera che definisce il limite del campo visivo. 

Condizione luminosa: Illuminazione zenitale prevalente. La radiazione luminosa colpisce perpendicolarmente le calotte superiori delle sfere e i colli delle bottiglie, generando alte luci sature. La doppia esposizione integra i volumi solidi con un fondale giallo citrino e zone d'ombra nere/verdi, creando un'intersezione dove i contorni degli oggetti si smaterializzano nella luce diffusa. 

Risposta del supporto: Il reagente i-Type documenta una scissione tonale tra il verde smeraldo del piano d'appoggio e i gialli acidi dello sfondo superiore. Le zone di massima esposizione sulla sfera e sulla bottiglia bianca mostrano una neutralità cromatica tendente al bianco ottico, mentre le componenti arancio mantengono una saturazione vibrante che contrasta con la profondità dei neri. 

Rapporto spaziale:  La struttura evidenzia la scomposizione della prospettiva tradizionale. Il rapporto tra gli oggetti non è dettato dalla distanza fisica, ma dalla loro reciproca interferenza ottica. La sfera in primo piano agisce come una lente che altera la percezione del piano, trasformando la profondità in una sequenza stratificata di "segni" luminosi e trasparenze. 

EN

ARCHIVE CODE: PROT.II.81

REFERENCE PROTOCOL: Structural Convergence

LABORATORY DATA (Technical Sheet):

Subject: Plastic arrangement articulated through a complex superposition of volumes. An orange bottle topped by a translucent spherical element dominates the center, flanked on the right by a teal bottle partially obscured by an orange rectangular solid in the background. In the left foreground, a large bluish translucent sphere stands out, while a small white bottle in the center acts as a visual pivot between the chromatic masses. In the left background, a black rhomboid shape defines the limit of the visual field. 

Lighting condition: Prevailing zenithal illumination. Luminous radiation hits the upper caps of the spheres and the necks of the bottles perpendicularly, generating saturated highlights. The double exposure integrates solid volumes with a lemon-yellow background and black/green shadow areas, creating an intersection where object outlines dematerialize in the diffused light. 

Media response: The i-Type reagent documents a tonal split between the emerald green of the supporting plane and the acid yellows of the upper background. Areas of maximum exposure on the sphere and the white bottle show a chromatic neutrality leaning toward optical white, while the orange components maintain a vibrant saturation that contrasts with the deep blacks. 

Spatial relationship: The structure highlights the decomposition of traditional perspective. The relationship between objects is not dictated by physical distance but by their mutual optical interference. The foreground sphere acts as a lens that alters the perception of the plane, transforming depth into a layered sequence of luminous "signs" and transparencies.