San Casciano - 03/03/2025
Nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale la maggioranza ha bocciato due nostre proposte di mozione:
1) L’introduzione di un salario minimo per dipendenti del Comune e delle aziende in appalto al Comune, di almeno 10€ lordi orari. Restiamo in attesa degli emendamenti che la Maggioranza vorrà proporre.
2) La richiesta ai nostri rappresentanti comunali di farsi portavoce dell’articolo 11 della Costituzione.
Ovvero che ci si impegnasse a ribadire che ripudiamo la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, e dunque per fermare l’invio di armi a paesi belligeranti, oltre che richiedere di applicare a Israele sanzioni simili a quelle applicate alla Russia.
L’idea che la pace sia perseguibile SOLO con le armi è una distorsione recente del pensiero egemone. Ed è una visione ipocrita, soprattutto quando si è fatto di tutto per distruggere ogni canale diplomatico, e sulle armi ci si guadagna.
Veniamo ora alla mozione della Maggioranza sul Giorno del Ricordo, dedicata alle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.
La dimostrazione che, anche in un comune come il nostro dalla forte storia partigiana, il rischio di confondere le acque e perdere il senso delle cose sia sempre presente.
Un documento sorprendente, che riesce a non menzionare mai una singola volta la parola “fascismo”.
Si parla di “occupazione jugoslava”, dimenticando che l’occupazione illegale era prima di tutto fascista, e che tale invasione, puntava all’eliminazione della cultura e dell’identità delle popolazioni originarie dell’Istria e della Dalmazia.
Le vittimie civili italiane di cui si parla erano lavoratori e famiglie, portate in quelle terre dalla macchina coloniale, che alla fine della guerra subirono la reazione dei partigiani jugoslavi:
una rappresaglia dai tratti brutali... e tuttavia tristemente prevedibile in uno scenario di guerra, e dal momento che gli italiani rappresentavano da oltre vent’anni il popolo oppressore.
Il “costante impegno per conservare e rinnovare la memoria”, citato nella mozione PD-Lista Volpe, dovrebbe partire proprio da questa coscienza:
riconoscere definitivamente che le vittime civili italiane che celebriamo nel Giorno del Ricordo sono a tutti gli effetti vittime innocenti del nazifascismo.
Non per pacificare la memoria del paese è stata istituito il Giorno del Ricordo, ma per offrire un contentino a una parte politica.
Non per mettere fine a un dibatitto sulla Storia, ma per sfruttare l’indifferenza generalizzata, allo scopo di attuare un subdolo revisionismo e impedire così l’elaborazione e la condanna delle colpe del popolo italiano in periodo fascista.
Abbracciare senza coscienza e sensibilità storica questa ricorrenza rischia di mettere in dubbio la legittimità delle lotte partigiane, poiché necessariamente dure, violente e di certo non beneducate.
E, per estensione, rischia di infangare anche la memoria della nostra Liberazione.
Per questo dobbiamo vigilare.