Elezioni amministrative Genova 2025
25-26 MAGGIO
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25-26 MAGGIO
Riportare i servizi pubblici (in particolare AMT, AMIU, ASTER) completamente all’interno del Comune, superando esternalizzazioni e subappalti e assorbendo i lavoratori delle ditte esterne (spesso precari e mal pagati) nelle aziende controllate dal Comune.
Imporre clausole di salvaguardia della salute dei lavoratori a tutte le aziende fornitrici del Comune. Ispettori comunali sorveglino il lavoro nei siti cantierati per conto del Comune.
Salario minimo di almeno 10 euro all’ora (indicizzati all’inflazione) in tutti gli appalti ed eventuali subappalti di opere e servizi.
Il piano assunzioni del Comune preveda un turnover del 100% per i pensionamenti. Siamo solidali con la lotta dei dipendenti comunali per il rinnovo contrattuale.
Garantire il lavoro portuale e superarne la frammentazione. Lo sviluppo del porto non va legato solo ai container e agli interessi delle multinazionali del trasporto: valorizzare le potenzialità alternative e il rispetto dell’ambiente.
Le colline sono troppo cementificate: occorre mettere in sicurezza i corsi d’acqua, ricuperare terreni agricoli, deimpermeabilizzare i suoli, accrescere e curare le aree verdi urbane.
Rifiutiamo i progetti di “grandi opere” speculative e devastanti per l’ambiente (skymetro, gronda, funivia sul Lagaccio, ZLS in Valpolcevera, inceneritore a Staglieno, Nuovo Galliera a Carignano, depositi chimici a Sampierdarena) e proponiamo soluzioni alternative: tram in Valbisagno, adeguamento dell’A7, nuovo ospedale nel Ponente o in Valpolcevera.
Sostenere e facilitare le attività contadine nel territorio del Comune, per un’agricoltura e un allevamento naturali e sostenibili. Promuovere l’uso di cibo genuino prodotto localmente (ad es. nelle mense scolastiche).
Ridurre le emissioni nocive, vietare l’uso di carburanti inquinanti nel porto. Aggiornare e far conoscere alla popolazione i piani di emergenza delle aziende a rischio incidente rilevante. Promuovere una politica “rifiuti zero” e potenziare la raccolta differenziata anche sviluppando il porta-a-porta. Potenziare l’Osservatorio Ambiente e Salute e utilizzare effettivamente le sue analisi.
La sanità è competenza soprattutto della Regione, ma i comuni partecipano a formulare i piani triennali per la sanità. Occorre difendere il Servizio Sanitario Nazionale dalle politiche di privatizzazione e lanciare un piano di assunzioni per rimediare all’attuale grave carenza di organici.
Vogliamo presidii sanitari territoriali e un potenziamento dei servizi sociali per sostenere le famiglie in difficoltà, l’inclusione dei migranti, la protezione delle vittime di violenza, i servizi educativi per minori, in un’ottica principalmente di prevenzione del disagio. Devono essere anche riorganizzati i servizi per gli anziani e gli strumenti di sostegno ai disabili.
Il Comune deve aprire spazi pubblici per attività sportive, gestiti da personale preparato, per consentire la pratica sportiva anche a chi ha scarsi mezzi economici.
Deve essere cancellato il registro delle “famiglie regolari” voluto da Bucci per usufruire di determinati servizi, che è fonte di incostituzionali discriminazioni.
Oltre al tram (e non lo skymetro) in Valbisagno, bisogna potenziare (e non ridurre) le linee collinari, che devono tornare in gestione ad AMT (e non a privati). Occorre intensificare le corse e accrescere le corsie riservate, aumentando e svecchiando il parco automezzi, privilegiando quelli a basso impatto ambientale. Vanno realizzati anche gli interscambi per chi, dai comuni della cintura metropolitana, vuole raggiungere il centro di Genova.
Data la grave carenza di asili nido e di personale nei nidi e nelle scuole dell’infanzia, occorre prioritariamente investire in questi settori. Occorre anche personale per garantire la possibilità di ingressi anticipati nelle scuole primarie e medie.
Vogliamo riprendere la pratica di eventi culturali decentrati nei quartieri, come usava negli anni Settanta-Ottanta, e stimolare la collaborazione con università o soprintendenza o associazioni di settore nell’organizzazione di eventi.
Vogliamo favorire il concreto coinvolgimento e il protagonismo dei giovani, sostenendo la loro autonoma progettualità ed espressività attraverso risorse e spazi adeguati, anche autogestiti (al contrario di quanto hanno fatto le giunte Bucci e Doria che in presenza di centri sociali autogestiti culturalmente vivi hanno pensato solo a sgomberarli).
Il Comune deve intervenire nel ricupero degli immobili inutilizzati e sul patrimonio abitativo privato delle grandi compagnie, per sottrarlo alla speculazione e al “fenomeno airBnb” e destinarlo agli affitti sociali.
La ricostituzione del partito fascista è vietata dalla Costituzione. Perciò vogliamo la chiusura delle sedi dei gruppi fascisti e il divieto di commemorazioni e manifestazioni fasciste in tutto il territorio comunale. Vanno coltivati la memoria storica e i valori di solidarietà, accoglienza, integrazione che sono a fondamento dell’antifascismo.
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