DANNIELE CRESPI - Le emozioni di un’opera
DANNIELE CRESPI
Le emozioni di un’opera
Quando vidi l’opera per la prima volta esposta alla casa d’asta il Ponte a Milano, ne rimasi colpito per la sua freschezza e leggerezza nel rappresentare un tema che iconograficamente era piuttosto inflazionato. Ancora di più mi stupii per la sua impeccabile conservazione. La tavola non presentava un graffio, una perdita di colore , sembrava dipinta ieri, era solo leggermente sporca cioè la vernice si era annerita negli anni e aveva bisogno di essere ripulita e riverniciata. L’opera era stata presentata come scuola di Crespi, ma sotto quella vernice sporca e vedendo la qualità esecutiva intuì che doveva trattarsi di un gran bel pittore.
Dopo essermela incredibilmente aggiudicata all’asta, venne immediatamente ripulita dai miei restauratori che confermarono l’intattezza nella conservazione, ed in basso in centro emerse una sigla, D.C.F. che stava per Daniele Crespi Fecit.
Feci studiare l’opera da due esperti il Dott. Francesco Frangi e Dott.ssa. Nancy Ward Neilson.
Esposi l’opera nel mio stand alla TEFAF di Maastricht, una delle più prestigiose mostre mercato al mondo.
Un signore entrò nel mio stand e dopo aver attentamente osservato l’opera me la fece riservare per due ore, cosa che accettai prontamente. Nel frattempo una signora accompagnata dal marito a sua volta entrò nel mio stand osservando con riverenza l’opera. Mi chiese il prezzo le risposi che è riservata per due ore. Lei mi guardò con un’espressione disperata, voleva a tutti i costi l’opera.
Cercai in ogni modo di farle capire che avevo dato una parola e dovevo mantenerla fino all’orario stabilito.
Accettò con una disperata riluttanza e quando uscì arrivò la persona che mi aveva fatto la riserva e l’acquistò.
Quando la signora tornò speranzosa del fatto che ci fosse stato un ripensamento dovetti disilluderla.
Mi ricordo la sua espressione ci rimase malissimo le lacrime bagnarono il suo viso , era disperata voleva quell’opera e se l’era lasciata sfuggire. Questa cosa mi colpì tantissimo.
Come mai questa reazione ?
Siamo davanti ad un’opera a mio giudizio veramente speciale, non si tratta della solita classica rappresentazione dell’Angelo annunciatore che si rivolge a Maria. Sembrerebbe più un ‘incontro tra due adolescenti che stanno intraprendendo una discussione amichevole ed interessante. I loro sguardi s’incontrano, c’è una profonda ed intima intesa.
Tutta la scena rappresenta un’emozione commovente, toccante ed appassionante, coinvolgendo emozionalmente chi osserva l’opera. E la signora ne era rimasta coinvolta .
Per avvicinarsi all’arte e magari iniziare una qualsiasi collezione, non è necessario essere dei luminari di storia dell’arte……basta essere curiosi….. Silvano Lodi jr.