L’aria di Shiprock sa di polvere e disperazione. Una febbre innominata e silenziosa striscia tra le mura della città, un nemico invisibile che uccide senza il sibilo di una freccia, rubando il respiro. Persino le fiere Tharl-Hesa, le orgogliose sorelle dei boschi, hanno dovuto deporre le lance; le loro braccia, un tempo pronte alla guerra, ora sollevano i corpi febbricitanti delle compagne per ammassarle nei magazzini cittadini. Lì, tra sacchi di grano e casse vuote, i lamenti delle guerriere si mescolano a quelli dei cittadini in un solo, straziante coro di dolore.
Ma la città non si arrende all'oscurità. I Saggi si sono mobilitati: Yasirah di Egeria non è più sola in questa battaglia disperata. In suo aiuto sono giunti Andros, dalla gloriosa Ar, e la sapiente Keanna, dalla lontana Corcyrus. Insieme scrutano i fumi dei rituali alla ricerca della radice del male. È un dolore che unisce ogni anima: la Shamana Runa guida i pianti per le cadute, e persino la piccola Kaypa, una semplice panettiera, si stringe alla sofferenza delle selvagge. Perché quando la morte bussa, non esiste rango che tenga.
Davanti al caos e a una legge che vacilla, un grido è sorto a dare speranza: Ubar! Nio ha stretto il pugno sul comando, proclamandosi signore della crisi insieme alla sua Compagna Libera, Tani. Il loro obiettivo è chiaro: imporre l'ordine sul disordine, opporre l'acciaio alla pestilenza.
La verità, però, ha iniziato a venire a galla, torbida come fango. Rune, un'esploratrice dagli occhi ambrati, ha fiutato il puzzo della tomba nei pozzi della città. Su ordine degli Ubari è scattata la spedizione: Rune, la Physician Keanna, la fiera Zuri e le guardie di Shiprock si sono inoltrate nel verde cupo e insidioso della foresta.
Lassù, dove l'acqua dovrebbe essere sorgente di vita, hanno trovato l'orrore. Presso una cascata, su una roccia bagnata dal pianto della montagna, giacevano i corpi di due Tarsk. Il loro sangue, nero e corrotto, colava incessantemente nelle correnti, avvelenando ogni singolo sorso di Shiprock.
Sarà davvero questa la causa di tutto?
Keanna ha raccolto quel veleno in ampolle di vetro, per poi correre verso il porto, pronta a sfidare anche l'oscurità dei pozzi cittadini. Il cerchio si stringe, l'indagine avanza... ma l'acqua di Shiprock, oggi, ha ancora il sapore della morte.
"Ascoltate, uomini liberi e fanciulle di Shiprock! Poggiate i boccali di Paga, poiché il vento porta notizie di guarigione e di nuovi destini che si intrecciano sotto lo sguardo dei Re Sacerdoti!"
La piaga che ha bruciato le carni della città finalmente batte in ritirata. Mentre Shiprock torna a respirare, la sapiente Keanna, Physician di Corcyrus, non ha mai distolto lo sguardo dalle ampolle strappate all'ombra della foresta. Tra i vetri ha scorto la natura del veleno: un’alga stagnante che, mescolandosi ai fluidi putrescenti delle creature in decomposizione, scatena una danza di morte capace di rodere il fegato e accendere il fuoco nelle vene. Il suo monito ora risuona chiaro per tutti: depurate le acque della montagna, o il male tornerà a dissetarsi alle vostre fonti!
Ma le strade non portano solo veleni, portano anche storie di salvezza. Tra le fiere Tharl-Hesa è giunta Sweet, sorella di Zuri, recando sul corpo i segni crudeli della guerra che infuria tra Tentium e Kasra. Zuri l'ha stretta a sé e condotta tra queste mura, dove le mani esperte di Yasirah, Physician di Egeria, hanno ricucito con cura ciò che la spada aveva spezzato.
Nel frattempo, le porte della città si sono spalancate per accogliere un evento solenne. Gli Ubar di Egeria, Marcus e Mistica, sono giunti in pompa magna per stringere la mano all'Ubar di Shiprock, Nio. Tra loro si sanciscono nuovi patti, passaggi di oro e grano, ma soprattutto un profondo senso di gratitudine: Nio ha reso pubblicamente onore a Marcus per l'aiuto vitale offerto dalla guaritrice Yasirah.
Shiprock è ormai un faro che attira anime da ogni dove. Dopo la panettiera Kayap, nuovi volti si affacciano sulla scena: Michel di Kargash, che impugna lo stilo degli scribi; Erik, il cui martello porta la forza bruta del Nord; e il viandante Kanika, capace di sussurrare ai misteriosi Tharlarion.
Il cantore si ferma improvvisamente. La melodia vibrante si spegne, sostituita da un ronzio basso, cupo e inquietante. Il suo sguardo si fa fisso.
"Eppure... un'ombra più bianca della polvere è apparsa dinnanzi alla First Juna e alla schiava Laila."
Un Iniziato, avvolto nei suoi paramenti sacri, ha fatto la sua comparsa. Il sussurro della febbre è arrivato fino alle alte torri, e lui è disceso. Resta lì, immobile, a pesare il futuro di Shiprock con occhi gelidi, capaci di vedere oltre il velo della carne.
Cosa avrà deciso il suo dio per voi?
Le fronde si scostarono al passaggio di Zuri, la cui voce risuonò come un comando d’acciaio tra i tronchi secolari della foresta. Il suo sguardo fiero si posò su Bjork, la donna dei boschi che ancora portava negli occhi il riflesso selvatico delle terre ignote. "Caccia per noi", fu l'ordine. E il destino si mise in marcia.
Insieme a due sorelle, il manipolo si immerse nel verde profondo, dove il silenzio è il primo dei predatori. Fu proprio Bjork a spezzare l'attesa: con la grazia letale di una pantera scagliò il colpo decisivo, abbattendo un massiccio Tarsk grazie alla sua straordinaria perizia. Zuri, con un cenno di fiera approvazione, pronunciò le parole solenni: "Il sangue ha parlato. Bjork, sei una sorella Tharl-Hesa."
Mentre il fumo dei primi fuochi della carne arrostita saliva al cielo, la città intera fremeva. La Cerimonia della Fiamma in onore dei Re Sacerdoti era ormai alle porte, e l'Ubara Tani, radiosa e implacabile nel suo potere, tesseva con mano ferma la tela dei preparativi.
Nulla fu lasciato al caso: ordinò alla piccola e abile panettiera Kaypa di impastare il sacro pane cerimoniale, mentre allo scriba Michel spettò l'onore più alto, quello di scortare l'Ubar Nio verso l'altare del rito.
Ma il mondo di Gor non riposa mai. Mentre la neo-sorella Bjork pattugliava i confini, vigile come un bosk a difesa del branco, Zuri cavalcava già verso Egeria. Lì, tra i vapori, le risate e il vino della locanda "Il Vulo Scoperto", la guerriera trovò la mercante Jeliel. Con sorpresa la vide servire ai tavoli, ma tra le due donne il linguaggio dell'oro e dell'acciaio non tardò a fiorire, dando vita a nuovi e oscuri affari.
Nel frattempo, al porto di Shiprock, il vento salmastro dell'oceano portava nuovi volti e vecchi rancori. Cristina, una pescivendola dai segreti amari, sbarcò sulla terraferma dopo essere stata scacciata dal suo stesso sangue.
Nello stesso momento, mentre le Figlie della Catena reclamavano nuove vite per la città, una schiava di nome Kate finì nelle grinfie dell'implacabile Tani. Su di lei ha già posato gli occhi bramosi il pirata Demetrio, un uomo fatto di mare e di inganni, pronto a tutto pur di strappare alla ragazza quei segreti che potrebbero far crollare le mura stesse di Shiprock.
Infine, sotto un cielo tinto di porpora, i tamburi hanno smesso di battere per lasciare spazio al rumore degli zoccoli. Gli Ubar Nio e Tani hanno lasciato le loro dimore, puntando i destrieri verso la città alleata di Egeria.
Il viaggio è iniziato... e che i Re Sacerdoti abbiano pietà di chiunque oserà incrociare il loro cammino.
L'eco dei tamburi batté forte tra le Tharl-Hesa sotto la luce d'argento della luna, guidate sul monte dalla shamana Runa. In un rito solenne d'unione, di carne e di lancia, il sangue di Bjork si unì al futuro della tribù, donando nuova baldanza a tutte le ragazze del branco. Ma la foresta sa essere anche un luogo di incontri inaspettati: lontano dai re, la fiera e felpata pantera Zuri incrociò il cammino del giovane Ashvin, il piccolo e fiero figlio degli Ubar Nio e Tani, segnato da un grande destino.
Nel frattempo, il viaggio degli audaci Ubar di Shiprock giunse a compimento. Nio e Tani tesero la mano verso la ricca Egeria, venendo accolti con gran maestà dai signori della città, Marcus e Mistica. Tra ricchi banchetti e lunghe passeggiate nacque un'alleanza potente, un nodo d'acciaio capace di far tremare ogni vile usuraio. Al legame si unì con vigore anche l'uomo d'onore Claudio di Corcyrus, insieme alla sua leale First Companion Keanna. Un giuramento formale che consacrò il dominio unito di Port Egeria, Shiprock e Corcyrus sulla terra goreana. All'ombra dell'accordo, il mercato di Egeria si accese di colpo. L'infallibile mercante Jeliel strinse nuovi e vantaggiosi contratti con l'Ubara Tani per lo scambio di tessuti , prima di ricevere la visita silenziosa e sorniona di Zuri, tornata dal sentiero nero per rivederla.
A Shiprock la gente si mise operosamente al lavoro per una gran festa. La panettiera Kaypa accese il suo forno, Caudeline la candeliera lavorò senza sosta e la dolce Cristina preparò l'altare per la Fiamma destinata a onorare i Re Sacerdoti. Al ritorno degli Ubar, la piazza si colorò del fuoco del braciere in omaggio ai PK davanti ai cittadini radunati. Tuttavia, Gor si confermò un mondo crudele. Per la schiava Talea la speranza della libertà svanì nel nulla: restò legata al collare senza pietà, mentre la catena di Shiprock si allungava sotto i colpi implacabili della frusta del Master.
La pace durò quanto un sospiro. Mentre camminava nel bosco silente, l'Ubara Tani venne punta dalla spina furente di una pianta di Kanda. Con la morte vicina, Andros e le pantere la salvarono lesta dal veleno bruciante, nel mezzo del panico generale. Nio, che in quell'ora fatale cavalcava il suo fiero Kailla per mostrare il mondo e l'onore al piccolo Ashvin, apprese del grave periglio e spronò la bestia per tornare di filato dalla sposa. La quiete svanì anche per le Pantere. Al molo, Zuri si scontrò con una guardia arrogante che disprezzava le ragazze dei boschi. La lama della fiera pantera ferì il braccio dell'uomo prima che lei fuggisse nell'ombra. Scoperto il fatto, l'Ubar Nio convocò la guardia davanti a sé, ricordandogli il patto di sangue con una minaccia d'acciaio: "Chi tocca le Tharl-Hesa muore sgozzato!". Poco dopo, Zuri incontrò l'Ubara Tani, appena sfuggita alla morte. La signora la rassicurò con clemenza, ma pose un veto assoluto: "Contro le guardie non si alza la lama se si vuole la pace".
Il ritorno di Zuri tra le sue foreste fu l'inizio di ore funeste. Quando la tribù scoprì lo scontro al molo, la pantera Hura insorse con rabbia e insultò Zuri sul sentiero nero, accusandola di essere un capo debole. La reazione della SE Runa, custode dell'onore, fu immediata: scattò ferina e lottò con Hura in un cerchio di fuoco, piegandola a terra e schiacciandone l'orgoglio. La notizia dell'insubordinazione e del tradimento giunse subito a Zuri. Hura aveva infranto la legge del branco colpendo la SE al suo fianco. Con lo sguardo di ghiaccio e senza alcuna pietà, il capo decretò la fine di quel laccio: per l'offesa recata, la testa di Hura sarebbe caduta. La condanna fu scritta con il sangue, perché la legge del campo non viene derisa.