Nella mia esperienza decennale come insegnante di pattinaggio artistico a rotelle ho avuto l’opportunità di lavorare con atleti con disturbo dello spettro dell’autismo, con i quali ho applicato in modo concreto strategie educative individualizzate e adattate su misura in base alle capacità di ciascuno e agli obiettivi da raggiungere.
Ad esempio, con uno degli atleti che manifestava una forte avversione al contatto fisico, ho scelto di adottare un cerchio (hula hoop) come mediatore per i suoi primi passi sui pattini. Uno strumento semplice ma efficace, che ha permesso di creare un “ponte” di sicurezza nella relazione educativa, rispettando pienamente i suoi confini sensoriali, ma allo stesso tempo mi ha permesso di essergli "vicino, ma a distanza".
Con un’altra atleta, caratterizzata da una marcata sensibilità uditiva, ho lavorato soprattutto sull’adattamento dell’ambiente e all'ambiente. In particolare, ho introdotto la musica in modo graduale e controllato, rispettando i suoi tempi, fino ad arrivare, con grande soddisfazione, alla preparazione di una piccola coreografia per la sua prima gara.
Con l’atleta che seguo tutt'ora, ho utilizzato in modo sistematico supporti visivi strutturati, come il video modeling e un’agenda visiva con sequenze dettagliate delle attività; strumenti fondamentali per favorire la comprensione delle sequenze e la suddivisione degli esercizi da svolgere.
I pittogrammi rappresentano uno strumento fondamentale per rendere la lezione chiara, prevedibile e accessibile a un atleta con disturbo dello spettro autistico. In questo caso, sono stati realizzati utilizzando SimCaa per la costruzione della frase visiva e Arasaac per la selezione dei simboli, con l’obiettivo di trasformare ogni fase dell’attività in una sequenza facilmente comprensibile.
Alla base di questa strutturazione vi è il principio della task analysis, ovvero la scomposizione di un compito complesso in sotto-azioni semplici, ordinate e facilmente eseguibili. Questo approccio consente all’atleta di affrontare ogni fase in modo graduale, riducendo il carico cognitivo e aumentando il senso di efficacia.
Prima sequenza: preparazione
La frase visiva “allaccia i pattini – metti le protezioni – metti il casco” guida l’atleta nella fase iniziale. Ogni pittogramma rappresenta un’azione concreta e immediata, aiutando a strutturare una routine chiara. Questo riduce l’ansia e favorisce l’autonomia, perché l’atleta sa esattamente cosa fare e in quale ordine.
Seconda sequenza: ingresso e attività libera
La frase “entra – in pista – e pattina” introduce il momento di avvio dell’attività. Qui il pittogramma del pattinare liberamente rappresenta un momento utile per scaricare tensione e prendere confidenza con l’ambiente. La presenza di questa fase facilita la transizione verso il lavoro più strutturato.
Terza sequenza: avvio di esercizi strutturati
Le frasi “il primo esercizio: slalom”, “il secondo esercizio: salto”, “il terzo esercizio: abbassarsi” suddividono il lavoro in passaggi numerati e ordinati. La numerazione visiva aiuta l’atleta a comprendere la progressione delle attività, mentre il pittogramma specifico chiarisce immediatamente cosa deve essere eseguito.
Ogni esercizio viene ripetuto per 10 volte: questa ripetitività, se ben scandita visivamente e temporalmente, favorisce l’apprendimento motorio. Tra una fase e l’altra sono previste delle pause, rappresentate implicitamente dal ritorno al pattinaggio libero, che permettono di variare i momenti abituando l'atleta alla flessibilità cognitiva e allo stesso tempo motoria.
L’intera sequenza è organizzata secondo una scansione temporale chiara, rendendo visibile l’inizio, lo svolgimento e la conclusione della lezione. In questo modo, i pittogrammi non sono solo un supporto comunicativo, ma diventano una vera e propria guida strutturata basata sulla task analysis, che aiuta l’atleta a orientarsi, comprendere e partecipare attivamente all’attività.
In conclusione, l’obiettivo di questo approccio è quello di rendendere ogni fase della lezione strutturata e accessibile per l'atleta. Attraverso l’uso dei pittogrammi e della task analysis, egli viene messo nelle condizioni di sapere cosa fare, come farlo e quando, favorendo una routine chiara e pratica.
A supporto di questo percorso, può essere utile introdurre anche elementi di token economy, ovvero un sistema di rinforzo positivo basato su piccoli premi simbolici assegnati al raggiungimento di obiettivi specifici (ad esempio completare le ripetizioni di un esercizio o rispettare le sequenze). Questo consente di aumentare la motivazione, sostenere l’impegno e valorizzare i progressi dell’atleta in modo concreto e gratificante.