Al termine della conferenza, i presenti sono stati invitati a visitare della mostra e hanno potuto ammirare i 25 pannelli espositivi accompagnati da brevi testi esplicativi, che riproducono i disegni e le riflessioni dei bambini di Terezin. I disegni, realizzati con materiali poveri e spesso di recupero, rappresentano la vita quotidiana nel ghetto, le speranze, i sogni, le paure e le aspirazioni dei bambini, che cercavano di esprimere la loro creatività e la loro umanità in mezzo all’orrore. Tra i temi ricorrenti, la casa, la famiglia, la natura, la scuola, il gioco, la libertà, la fede.
L’iniziativa è stata conclusa dalla dirigente del “Berto”, che ha espresso la sua soddisfazione per la riuscita dell’evento e ha invitato i giovani a riflettere sulle parole e sulle immagini che hanno visto e ascoltato. “Noi speriamo che la speranza sia il filo conduttore delle nostre esistenze” - ha detto la dirigente, riprendendo una frase di un testimone della Shoah.
Le mostra è aperta a tutte scuole del vibonese fino al 3 dicembre, gli allievi del “Berto” illustreranno ai visitatori i pannelli espositivi.