Giornale scolastico del Liceo Scientifico Statale "G. Berto" di Vibo Valentia
Festival delle Scienze 2026 - IdeA
FESTIVAL DELLE SCIENZE 2026 — IdeA - Intelligence, Debate, Experience, Artificial
16 - 17 - 18 aprile | Liceo Scientifico “G. Berto” di Vibo Valentia
C’è un periodo dell’anno in cui l’istituto Liceo Scientifico “G. Berto” di Vibo Valentia sembra respirare in modo diverso. I corridoi diventano più rumorosi, le campanelle suonano con un’energia nuova e gli studenti, carichi di entusiasmo, vivono un’attesa quasi elettrica. È il segnale dell’arrivo del Festival delle Scienze, l’evento che da tempo accompagna la storia dell’istituto e che trasforma la scuola in un luogo dove la curiosità diventa protagonista.
Infatti il 16, 17 e 18 aprile la scuola aprirà le porte a IdeA – Intelligence, Debate, Experience, Artificial, edizione 2026 del Festival delle Scienze. Il titolo racchiude l’obiettivo di quest’anno: osservare come l’intelligenza artificiale influenzi comunicazione, studio e abitudini, «un nuovo modo di fare scuola, dove innovazione e tradizione dialogano senza escludersi», come ha affermato la dirigente scolastica Licia M. Bevilacqua nella sua presentazione. Lo stesso messaggio è racchiuso nel logo, un cubo che simboleggia la mente umana da cui esplodono nuove idee.
Durante le tre giornate sono previsti interventi di esperti, docenti universitari e ospiti di eccezione provenienti da tutta Italia. A pieno regime tutti i laboratori e le attività che permetteranno agli studenti di esplorare da vicino le applicazioni dell’IA.
Il Liceo “G. Berto” si prepara così a un’edizione intensa e significativa. Come ha ricordato la preside, il Festival delle Scienze è il momento in cui la scuola cambia ritmo e gli studenti diventano il centro di un percorso che guarda al futuro.
Ecco gli appuntamenti del Festival delle Scienze 2026 - IdeA
Cardiologia e Intelligenza Artificiale possono coesistere?
Come l'IA sta cambiando diagnosi e cura delle patologie cardiovascolari
A cura di Serena Mirabello e Salvatore Cirianni
«Vale la pena investire nel Sud. Vale la pena studiare al Sud.»
Queste sono state le parole del dottore Antonio Curcio, ospite dell’incontro di apertura della prima giornata del Festival delle Scienze 2026, del Liceo Scientifico “Giuseppe Berto” di Vibo Valentia. Professore presso l'Università della Calabria e Direttore del reparto di Cardiologia dell’ Ospedale "Annunziata” di Cosenza, Antonio Curcio ha spiegato quanto la telemedicina, insieme alle nuove terapie, possa essere uno strumento in più per pazienti non ancora diagnosticati. Inoltre, la telemedicina può servire a comunicare in modo diretto con i pazienti dimessi. Il suo incremento permetterà di assistere i pazienti in modo accurato, con terapie sempre migliori. Il Dottor Curcio ha illustrato ad una sala gremita di studenti e docenti anche di altri istituti come l’Intelligenza Artificiale possa aiutare a rilevare rumori anomali prodotti da un pacemaker. Ha, infine, affermato che, per contrastare le malattie cardiovascolari, non basta solo il medico, ma serve un’intera equipe specializzata. Senza un numero adeguato di infermieri, non si possono fronteggiare le emergenze che si potrebbero verificare in sala operatoria, in reparto o in pronto soccorso. Il Dottor Curcio ha concluso l’incontro affermando come la formazione dei giovani cardiologi nasca da iniziative come il Festival delle Scienze, e come, l’utilizzo consapevole dell’Intelligenza Artificiale e delle nuove terapie, potrà fungere da alleato a favore della medicina e nella cura delle patologie.
I protagonisti attivi del Festival sono i ragazzi
Il Festival diventa il luogo in cui il futuro viene attivamente plasmato dalle mani e dalle idee di chi, oggi, abita le aule scolastiche
A cura di Chiara Silvestri e Giulia Sirgiovanni
Con questa premessa, il dirigente scolastico del Liceo Scientifico “G. Berto” di Vibo Valentia, Licia M. Bevilacqua, ai microfoni della redazione scolastica dello School Times ha aperto una riflessione sul ruolo dell’IA nella scuola, mettendo in luce una priorità assoluta: distinguere i compiti che i software possono svolgere meglio di noi dalle scintille di creatività che nessuna stringa di codice potrà mai replicare. Come sottolineato dal dirigente scolastico «l’intelligenza artificiale va vista come una compagna di studio, uno strumento per potenziare la nostra mente, mai per sostituirla!
Festival delle Scienze 2026 - IdeA:
«Il tema dell’IA, un modello educativo di avanguardia»
È quanto ha affermato la responsabile regionale della Consulta Studentesca, Franca Falduto, nel corso della cerimonia di inaugurazione della kermesse scientifica
A cura di Matilde Torcasio e Wisal Sina
Durante l’inaugurazione della VII edizione del Festival delle Scienze 2026 – IdeA al Liceo Scientifico “G. Berto”, la redazione scolastica dello School Times ha intervistato la responsabile regionale della Consulta Studentesca Franca Falduto. La responsabile ha affermato che «il Festival è un fiore all’occhiello, soprattutto quest’anno con il tema sull’Intelligenza Artificiale che - come ha sostenuto la responsabile Falduto - rappresenta una priorità per il Ministro dell’Istruzione ed è anche un modello educativo per tutti gli studenti.
Medicina e IA, intervista all'esperto Antonio Curcio
l'IA entra in sala operatoria, la visione dell' esperto Curcio
Primo convegno della prima giornata del Festival delle Scienze 2026- IdeA l’incontro “le frontiere della medicina con l’IA” con l’esperto in cardiologia interventistica, emodinamica e telemedicina, Antonio Curcio. Ai microfoni della redazione dello School Times, lo studioso ha affermato che «l’incremento della tecnologia e l’aumento delle conoscenze in ambito ingegneristico e anche dell’intelligenza artificiale sarà un’arma in più per il medico e per il cardiologo nel fronteggiare le patologie»
La redazione dello School Times ha incontrato l'assessore
alla cultura del Comune di Vibo Valentia
Tra cultura, innovazione e giovani: la visione di Stefano Soriano per Vibo Valentia
A cura di Carmen Pontoriero e Rebecca Monteleone
Stefano Soriano, presente alla cerimonia d'apertura del Festival delle Scienze 2026- IdeA, in rappresentanza del Sindaco Vincenzo Romeo, per parlare del valore dell'evento per la città e del ruolo dei giovani nel futuro di Vibo Valentia. Soriano ha sottolineato l'importanza del confronto tra scuole e ha evidenziato come l'IA, pur con i suoi limiti, possa diventare un supporto prezioso se usata con responsabilità. Ai ragazzi ha rivolto un messaggio chiaro: «Studiare, coltivare passioni e costruire il proprio futuro, portando un domani a Vibo ciò che si è imparato».
Formazione e giovani: le parole di Domenico Console
al Festival delle scienze 2026
Un messaggio ai ragazzi: passione, impegno e visione per il domani
A cura di Carmen Pontoriero e Rebecca Monteleone
Alla cerimonia di inaugurazione del Festival delle Scienze 2026 - IdeA, presso il Liceo Scientifico “G. Berto” presente anche il vicepresidente della Provincia di Vibo Valentia, Domenico Console, che ha portato i saluti del presidente della Provincia, Corrado L’andolina.
Console ha sottolineato il valore formativo dell’iniziativa, riconoscendo nel Festival un esempio concreto di come le scuole del territorio riescano a promuovere curiosità, crescita culturale e percorsi innovativi.
L’intervista ha offerto uno sguardo sul ruolo della formazione in una provincia che punta sui giovani come risorsa fondamentale per il futuro, in un contesto in cui scienza e nuove tecnologie stanno ridefinendo competenze e opportunità.
Scuola e AI: le sfide del futuro
Il futuro dell'istruzione passa dai giovani e dalle nuove competenze
A cura di Tina PIserà, Lara Russo e Mariapia Niglia
Si è aperta, a Vibo Valentia, la VII edizione del Festival delle Scienze 2026 IdeA, presso il liceo scientifico “G. Berto”: un evento che vede protagonisti insegnanti, studenti e istituzioni, uniti a riflettere sul ruolo della scuola nell’era dell’intelligenza artificiale.
In occasione dell’inaugurazione, l’assessore all’istruzione della Regione Calabria, Eulalia Micheli ha affrontato temi centrali sul sistema educativo attuale, ponendo particolare attenzione ai principali punti di forza e alle prospettive future della formazione. Nel suo intervento l’assessore ha sottolineato come uno degli elementi fondamentali del sistema educativo siano i percorsi formativi che gli studenti stanno costruendo, soprattutto in relazione a tematiche innovative come l’intelligenza artificiale, definita dall’assessore «una vera e propria
rivoluzione, destinata ad avere un impatto significativo non solo sul presente, ma soprattutto sul futuro delle nuove generazioni».
Non è mancato un riferimento all’importanza del legame tra istituzione e territorio: «la collaborazione tra scuole e istituzioni locali – ha affermato l’assessore Micheli -, rappresenta un elemento chiave per la crescita culturale degli studenti. Voi ragazzi siete i protagonisti – ha concluso - del cambiamento».
Scuola e digitale: Educare all’uso, non vietare
Le strategie per una didattica che non evita l'innovazione, ma la governa
A cura di Mariapia Niglia, Lara Russo e Tina Piserà
La trasformazione digitale può aumentare le disuguaglianze tra studenti, ma la soluzione non è vietare questi ultimi, bensì educare ad un uso consapevole». Questo è quanto ha sostenuto Diadora Bardi, fondatrice e presidente dell’Associazione Centro Studi Impara Digitale, nel corso delle attività del Festival delle Scienze 2026- IdeA.
Secondo la Presidente «anche lo smartphone può diventare un alleato per l’apprendimento, se utilizzato correttamente». Sull’intelligenza artificiale, l’esperta è stata chiara «non potrà mai sostituire il pensiero, le emozioni e le relazioni umane. Studenti e adulti, però, non sono ancora pronti a usarla in modo consapevole, - ha sostenuto la presidente di Impara digitale - è comprendere i rischi legati ai dati personali e al condizionamento digitale, responsabilità che riguarda tutte le generazioni.
La redazione School Times del Liceo Scientifico “G. Berto” ha avuto l’occasione di intervistare, durante il Festival delle Scienze 2026 IdeA, Dianora Bardi. È dalle domande poste alla presidente che si apre oggi una pagina dedicata alla sfida più complessa della nostra epoca: vivere il digitale senza esserne travolti.
Meet School: scuola e Intelligenza Artificiale a confronto
L'IA sale in cattedra, e promuove un nuovo modo d'insegnare
A cura di Serena Mirabello e Lara Russo
Il primo convegno pomeridiano della prima giornata del Festival delle Scienze 2026, che si è tenuto presso il Liceo Scientifico “G. Berto” di Vibo Valentia, dal tema “La rivoluzione invisibile dell’IA: casi d’uso e prospettive per la scuola”, ha avuto come relatore Francesco Sacco, presidente di Kebula, uno spin-off universitario che produce soluzioni di IA (Intelligenza Artificiale), e docente di Digital Economy presso l’Università dell’Insubria e la SDA Bocconi di Milano. Insieme a lui, Emanuele Pozzi, Digital Transformation Manager Italiano e rappresentante di Google for Education. Il docente ha, quindi, spiegato come si possa utilizzare l’IA per accompagnare l’educazione degli studenti.
L’incontro ha inaugurato una serie di eventi che vedranno all’interno del Festival delle Scienze realizzati in partnership con il Centro Studi Impara Digitale all’interno del Meet School, un evento itinerante di rilievo nazionale che approda a Vibo Valentia dopo le tappe di Varese, Bari e Roma.
«I docenti – ha spiegato Pozzi – si trovano a lavorare più di 14 ore al giorno, tra correzione dei compiti e didattica individuale, ma grazie a Gemini sono in grado, partendo dai propri materiali didattici, di creare ulteriori schede per agevolare gli studenti».
Pozzi, inoltre, ha chiarito come i docenti possano spiegare concetti complessi attraverso l’uso di grafici interattivi creati, per esempio, con i prompt offerti da Canva.
Si è parlato anche di come l’IA stia influenzando tutti i settori digitali.
«Tuttavia, nonostante la grande utilità dell’IA, - ha concluso il manager - il suo ruolo non è quello di sostituire l’uomo, a quest’ultimo, infatti, spettano le revisioni e, soprattutto, le decisioni».
Intelligenza Artificiale: lo strumento eccezionalmente potente che ha già cambiato il mondo
Un corpo docente e direttivo che non subisce passivamente il cambiamento, ma lo governa con competenza
A cura di Chiara Silvestri e Giulia Sirgiovanni
L'intervista ad Antonello Giannelli, Presidente dell'Associazione Nazionale Dirigenti Pubblici e Alte Professionalità della Scuola (ANP), ha offerto una prospettiva autorevole e lungimirante sul ruolo dell'intelligenza artificiale nel panorama educativo italiano. Grazie al suo punto di osservazione privilegiato, Giannelli ha tracciato un quadro ottimistico ma rigoroso sulla prontezza del sistema scolastico nell'accogliere questa rivoluzione metodologica. Secondo il Presidente, i dirigenti scolastici sono pronti a gestire l'introduzione dell'IA per ragioni concrete e strutturali. Non si tratta di un entusiasmo improvvisato, ma di un processo guidato: le linee guida diffuse dal Ministero dell'Istruzione sono state oggetto di studio approfondito e sono già in fase di applicazione in numerosi istituti. La consapevolezza dei dirigenti nasce dunque da una preparazione normativa e pedagogica che mira a trasformare l'IA da potenziale minaccia a risorsa strategica per l'apprendimento.
Festival della Scienza 2026 - IdeA:
tra intelligenza artificiale e cultura classica, il dialogo continua
Il docente Massimo Manda dialoga con gli studenti su Intelligenza Artificiale e spirito critico
A cura di Tina Piserà e Mariapia Niglia
Secondo il docente «la distinzione tra creazione e rielaborazione è meno netta di quanto si pensi. Ogni atto creativo nasce sempre da qualcosa che già esiste. Non si tratta di una semplice imitazione - ha affermato il professore - ma di un processo che, per sua natura, è comunque creativo. Persino i cosiddetti errori dell’intelligenza artificiale, derivano da questa necessità di generare sempre una risposta.» Prosegue a Vibo Valentia la VII edizione del Festival della Scienza 2026 IdeA. La seconda giornata ha acceso il dibattito su un tema sempre più attuale: il confine tra creatività umana e intelligenza artificiale.
Tra gli ospiti, la redazione dello School Times ha avuto l’opportunità di intervistare Massimo Manca, professore di lingua e letteratura latina dell’Università di Torino, che ha dialogato con gli studenti e ha affrontato una questione centrale: le intelligenze generative possono davvero essere considerate creative?
Ampio spazio è stato dedicato allo spirito critico, il professore ha sottolineato come «questa capacità non deve essere applicata solo ai testi prodotti dalle macchine, ma a qualsiasi informazione». Interessante infine è stato il collegamento con il mondo antico «i grandi autori del passato – ha spiegato Manca – seguivano regole molto precise nella composizione delle loro opere, ma allo stesso tempo erano capaci di innovare».
La giornata si è così trasformata in un’occasione di confronto tra tradizione e futuro, dimostrando come anche discipline apparentemente lontane come il latino e l’intelligenza artificiale possano dialogare in modo attuale.
Inquinamento marino e sicurezza dei cibi
l biologo marino Fabrizio Fabroni espone gli effetti negativi delle microplastiche nei pesci e le conseguenze nel consumo del Pescato
A cura di Vincenzo Larosa e Arcangelo Dragone
Durante la seconda giornata del Festival delle Scienze 2026 al Liceo Scientifico “G. Berto” di Vibo Valentia, il biologo ed esperto marino dell’ARPACAL (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Calabria) ci ha illustrato quali sono le problematiche riguardanti la propagazione delle microplastiche, le sostanze che l’animale accumula, quali cibi bisognerebbe ridurne il consumo e come combattere questo fenomeno
UN AVATAR DIGITALE PER RISCOPRIRE IL GRANDE SCRITTORE
Il progetto: tra memoria e futuro
A cura di Antonio Franzè e Michele Filardo
Durante le tre giornate del Festival delle Scienze IdeA, il laboratorio “La voce di Giuseppe Berto, tra memoria e futuro”, coordinato dalla professoressa Rosaria Ferraro e con il coinvolgimento degli alunni delle classi 3BOSA e 4COSA.
UN PONTE TRA GENERAZIONI E TECNOLOGIE
Il cuore dell’attività è stato abbattere le barriere del tempo tramite l’utilizzo della tecnologia. Infatti grazie all’uso dell’AI l’autore non è più soltanto un nome ma diventa un interlocutore attivo. In questo modo il “Berto digitale” rappresenta la sintesi tra tecnologia e umanesimo.
I TEMI DEL DIBATTITO
Gli studenti (Arena Mariano, Morelli Samuele e Iannello Nicola della 3BOSA; Belmonte Francesca, Mazzeo Margherita, Stucci Sofia e Tambuscio Alessia della 4COSA) hanno rivolto all’avatar domande tratte dalle sue opere più celebri, ovvero Il male oscuro e Il cielo è rosso.
I temi principali delle domande hanno riguardato i luoghi dell’anima, ovvero il profondo legame che aveva Berto nei confronti di Capo Vaticano e Mogliano Veneto; l’impegno civile: l’impegno di Berto per la difesa di Capo Vaticano contro la cementificazione selvaggia, che lui ha definito “scempio delle coste”; la formazione e la crisi: il periodo di prigionia, il tormento interiore e la crisi che hanno influenzato la sua produzione letteraria; l’innovazione stilistica: l’elemento rivoluzionario all’interno delle sue opere, ovvero il “flusso di coscienza” che caratterizza la sua scrittura.
TECNOLOGIA E LETTERATURA IN DIALOGO
L’evento ha anche sottolineato il rapporto tra letteratura e tecnologia, dimostrando che la cultura non si concentra su singoli compartimenti. L’esperimento dell’avatar ha anche dimostrato che l’uso della tecnologia, in particolare dell’AI, può essere il mezzo ideale per studiare la profondità della psicologia e l’attualità di un autore che ha segnato la letteratura novecentesca italiana.
Oltre il copia e incolla
L'evoluzione del ruolo docente nell'era digitale: un'integrazione tra sapere tradizionale e nuove tecnologie
A cura di Chiara Silvestri
Ormai la figura del docente è chiamata a una sfida costante: evolversi senza perdere il contatto con le radici della propria disciplina. Un esempio emblematico di questa metamorfosi è rappresentato da David Del Carlo, Formatore esperto didattica digitale e IA, il cui percorso pedagogico ha subito una svolta decisiva nel momento in cui ha scelto di abbracciare il mondo digitale. Nonostante la sua area di competenza risieda nelle materie classiche Del Carlo ha dimostrato come la tecnologia non sia un limite, bensì un’estensione delle possibilità espressive.
Festival delle Scienze 2026 –IdeA:
I due workshop della C2 GROUP
Imparare l’Intelligenza Artificiale attraverso coding, robot e sensori
A cura di Matilde Torcasio e El Mahdi Ouaadou
Due i workshop che si sono svolti durante la seconda giornata del Festival delle Scienze 2026 –IdeA organizzati da C2 Group, che hanno visto la partecipazione attiva di Sukhpreet Singh, fondatore del progetto IOROBOT di robotica educativa.
Il primo workshop, dal titolo “Esplora l’edge AI e il machine learning attraverso la programmazione a blocchi Arduino Alvik”. Durante i lavori è stato utilizzato «il coding in maniera semplice – ha detto Sukhpreet Singh -, perfetto per la scuola primaria, ma anche per le scuole superiori. Lo scopo è quello di far capire cos’è l’Intelligenza Artificiale e come creare un suo modello».
Durante il workshop la platea di docenti e studenti è stata suddivisa in tre gruppi. Ogni gruppo doveva compiere specifici gesti o movimenti che venivano classificati dal robot in tempo reale.
Nel secondo workshop, intitolato “Cavalca la rivoluzione STEM tra Intelligenza Artificiale, Visione Artificiale e Certificazioni Artificiali” si è parlato della nuova scheda Arduino UNO Q, «al cui interno – ha spiegato Sukhpreet Singh - è presente un microprocessore e un microcontrollore, quindi un mini-computer dentro il quale è possibile inserire l’IA. Utilizzando la piattaforma Edge AI, si ha la possibilità di far riconoscere il volto, la postura e la voce di una persona».
Cosmic Hunter: a caccia di raggi cosmici
Presentato il progetto del Liceo Scientifico “A. Volta” di Reggio Calabria
al Festival delle Scienze 2026 - IdeA
A cura di Giulia Sirgiovanni e Federica Vita
«Un’esperienza cosmica», così è stato definito dagli alunni del Liceo Scientifico “A. Volta” di Reggio Calabria l’esperimento sui raggi cosmici da loro condotto con il supporto delle docenti Carmen Petronio e Adalgisa Rosmina. Il progetto, come chiarito dagli studenti della classe IV A dell’indirizzo scienze applicate Alfredo Versace, Antonino Stalitano, Domenico Sapone e Giulia Campicelli, ha lo scopo di rilevare e analizzare i raggi cosmici emessi da sorgenti come il Sole o i buchi neri che, scontrandosi con l’atmosfera terrestre, creano particelle cariche negativamente, i muoni, e si scindono in raggi cosmici secondari. Questi si scontrano con le lastre del Cosmic Hunter, un rilevatore di particelle. Il loro passaggio emette segnali luminosi che vengono convertiti in dati elettronici, per essere poi esportati in fogli di calcolo Excel. I dati archiviati, la cui attendibilità è verificata tramite software di intelligenza artificiale, vengono analizzati dal CERN (Consiglio Europeo per la Ricerca Nucleare) di Ginevra e i risultati dell’esperimento trovano applicazione in campo medico e nel campo dell’intelligenza artificiale. In particolare i dati più significativi, raccolti durante le misurazioni quotidiane dagli studenti, riguardano l’effetto Forbush, che consiste nella rapida diminuzione dei raggi cosmici in seguito a un aumento dell’attività solare. Oltre ai risultati scientifici, il progetto ha rappresentato un’importante occasione di crescita per gli studenti che si sono cimentati in argomenti distanti dal programma scolastico, ma che fondevano IA, ricerca scientifica e fisica, con le discipline del proprio percorso di studi. «L’esperimento – hanno spiegato gli studenti - ci ha fornito competenze tecniche teoriche e sperimentali utili per il futuro».
Proprio come Da Vinci: al Festival delle Scienze 2026 IdeA arte, filosofia e leggi della fisica convivono
I ragazzi della IIIA dell'indirizzo quadriennale del Liceo ''G. Berto'' costruiscono modellini come l'illustre artista
A cura di Francesco Stinà e Matilda Colacchio
Durante il secondo giorno della VII edizione del Festival delle Scienze 2026 – IdeA gli alunni della classe 3A dell’indirizzo quadriennale del Liceo “G. Berto”, guidati del docente Antonio Corigliano, hanno presentato il laboratorio di Arte e Filosofia. Il progetto ha previsto la creazione di due modelli in miniatura di invenzioni di Leonardo Da Vinci. Il primo rappresenta “l’antenato” dell’elicottero moderno. Da Vinci volle tentare di far volare un corpo non animato con la forza dell’uomo: quattro uomini alla base avrebbero dovuto girare una manovella per far ruotare le ventole soprastanti, ricoperte da teli. Il meccanismo ideato da Leonardo, però, non funzionò a causa della rotazione contemporanea della base e delle stesse ventole. La rotazione della base comportava, infatti, la instabilità degli uomini che avrebbero dovuto spingere la manovella.
Il secondo dei due modellini è un ponte autoreggente, costruito grazie alla disposizione delle assi in modo preciso e a delle leggi fisiche messe in atto dalla disposizione delle assi stesse. Un esempio di tali forze che fanno sì che il ponte si autoregga è la forza di gravità, che in questo caso è stata annullata perché tutto il peso viene scaricato sulle assi poste alla base.
La visione della dirigente Gramendola
Innovazione, inclusione e futuro: la scuola che guarda avanti
A cura di Carmen Pontoriero
Durante la prima giornata del Festival delle Scienze 2026, la dirigente scolastica dell’ITG–ITI–ITE di Vibo Valentia, Maria Grazia Gramendola, ha illustrato il percorso del progetto “Think, move, control… technology at the service of the disability”, realizzato dai suoi studenti e che ha conquistato il gradino più alto del podio nella competizione “Beijing Youth Science Creation Competition” a Pechino.
Il lavoro, nato come “Cogito ergo possum” per offrire nuove possibilità alle persone con disabilità grave, è cresciuto negli anni grazie alla collaborazione tra docenti e studenti, diventando un esempio concreto di innovazione al servizio del territorio.
La dirigente ha sottolineato l’importanza di una scuola capace di offrire esperienze reali, non solo teoriche e di formare studenti pronti a mettere le proprie competenze al servizio della comunità. «L’esperienza di Pechino - racconta - ha lasciato nei ragazzi entusiasmo, consapevolezza e una forte fiducia nel futuro».
Oggi il progetto guarda avanti: gli studenti stanno già lavorando a nuovi sviluppi e la scuola sta valutando la possibilità di sostenere la nascita di una startup dedicata.
Quanto è "dura" l'acqua
Esperimento sulla “durezza” dell’acqua al Festival delle Scienze 2026 – IdeA del Liceo Scientifico “G. Berto”
A cura di Matilda Colacchio e Francesco Stinà
Al Liceo Scientifico “G. Berto”, in occasione del Festival delle Scienze 2026 - IdeA, i ragazzi delle classi 5°D e 5°C del Liceo Politecnico Donegani di Crotone hanno presentato un esperimento chimico davvero interessante sulla “durezza” dell’acqua, per calcolare la quale, ad un recipiente colmo d’acqua naturale si aggiunge un composto liquido con PH pari a 10. Mischiando l’acqua con la sostanza a PH 10, il composto cambia colore, diventando di un celeste molto chiaro. Questa reazione permette di misurare la durezza dell’acqua in gradi Francesi (°f).
Pensare meglio (non meno)
Dall'algoritmo al pensiero: come l'IA sta riscrivendo i confini dell'intelligenza umana
A cura di Chiara Silvestri
In un’epoca segnata da trasformazioni radicali e improvvise, l’affermazione di Paul Valéry risuona con particolare forza nel campo della formazione creativa. In questo scenario di transizione, l'insegnamento artistico non può più limitarsi alla mera trasmissione di saperi consolidati, ma deve farsi interprete di una realtà fluida. È proprio all'interno di questa complessa riflessione sull'evoluzione didattica e sulle sfide poste dal progresso che si inserisce la figura del professor David Del Carlo. Presentato da Nicole Lopreiato della classe 3B, Del Carlo presenta un profilo intellettuale e artistico di fondamentale importanza: una figura di giunzione capace di operare una sintesi efficace tra la solidità della tradizione e l'innovazione del contemporaneo. La sua visione non si esaurisce nella custodia delle tecniche plastiche classiche, ma si spinge verso l'esplorazione di nuove grammatiche espressive, trasformando la tecnologia da potenziale minaccia a potente alleato della creatività. Tramite il suo approccio, la scultura smette di essere un linguaggio statico per diventare un campo di ricerca incessante, dove la materia dialoga con il virtuale in una continua risignificazione dell'opera d'arte. La sua filosofia si fonda sulla convinzione che l'arte debba abitare il proprio tempo, combinando il rigore del passato con le potenzialità del futuro. Tuttavia, l'apertura di Del Carlo verso l'innovazione non è priva di un senso critico profondo. Egli sottolinea con forza che «l'intelligenza artificiale, per quanto avanzata, non possiede alcun valore intrinseco senza l'apporto dell'intelligenza umana». Il fulcro del cambiamento nel mondo del lavoro risiede proprio nel comprendere le strategie del rapporto "uomo-macchina". «Non si tratta di una sostituzione, ma di una sinergia dove l'uomo deve mantenere il controllo direzionale». Del Carlo invita a osservare le innovazioni tecnologiche con una prospettiva storica «già all'epoca dei nostri genitori, l'avvento di strumenti come le cuffie o il walkman segnò l'inizio di una trasformazione sociale, portando paradossalmente a una progressiva fine delle relazioni dirette e della socializzazione spontanea». Quello che era nato come un sogno di libertà tecnologica rischia oggi di trasformarsi in un incubo che viene da lontano. Il fantasma più inquietante di questo scenario è la cosiddetta "singolarità": il momento in cui la macchina acquisisce coscienza di se stessa. I reali rischi dell'intelligenza artificiale risiedono nella sua natura di potenza pura. Del Carlo ha affermato che «l'IA è una Ferrari», sottolineando che «non è necessario essere un meccanico per guidarla, ma è fondamentale saperne gestire la velocità. Se da un lato l'IA aumenta esponenzialmente la capacità di calcolo e di esecuzione, dall'altro espone l'umanità a una fragilità nuova. L'elemento distintivo che ancora salva l'essere umano è la natura dell'errore. L'uomo sbaglia, ma possiede la capacità unica di riconoscere l'errore, di abitarlo e di trasformarlo in un'opportunità creativa o in una lezione etica. Al contrario, una macchina che aumenta costantemente la propria velocità di elaborazione rischia di allontanarsi sempre più dal controllo umano». In definitiva, l'intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria estensione delle capacità umane, ma è l'unicità dell'errore e della coscienza a definirci. La vera maestria nel guidare questa 'Ferrari' tecnologica consisterà nel saperne gestire la velocità senza mai smarrire il senso profondo della nostra identità e delle relazioni umane.
Fortunato De Luca e il futuro dell’Intelligenza Artificiale
Io e MIA – Intelligenza Artificiale e vita quotidiana
A cura di Serena Mirabello e Lara Russo
Ingegnere elettronico, divulgatore e docente presso l’Istituto tecnico “De Filippis-Prestia” di Vibo Valentia, Fortunato De Luca è uno dei primi ad aver introdotto la tecnologia nella didattica nella provincia di Vibo, e da anni gestisce “La Scuola Che Vorrei”, un sito internet in cui condivide materiali didattici, progetti e riflessioni.
Oltre i confini: i laboratori del Festival delle Scienze 2026
Esplorare il futuro attraverso l'esperienza diretta nei laboratori del Festival
A cura di Chiara Silvestri
Il Festival delle Scienze 2026 presso il Liceo Scientifico G. Berto si è confermato un appuntamento cruciale per la divulgazione scientifica, trasformando l'istituto in un ecosistema pulsante di idee e scoperte. Tra i percorsi più significativi, spicca l'aula One Health. Il concetto cardine, traducibile come "Una Sola Salute", promuove una visione olistica in cui il benessere degli esseri umani, degli animali e dell'ambiente è interconnesso in modo indissolubile. Non esiste una salute isolata: l'equilibrio di una specie dipende strettamente dalla stabilità biologica delle altre. In questo contesto, il dibattito sulla biodiversità ha assunto un ruolo centrale. Definita come la varietà di forme di vita sulla Terra, essa comprende la diversità genetica di specie e di ecosistemi. La biodiversità non è solo un valore estetico, ma la garanzia delle risorse naturali e del cibo che permette all'umanità di adattarsi ai mutamenti del mondo. Un focus particolare è stato dedicato alla Calabria, una regione unica nel panorama nazionale per il suo patrimonio naturalistico, vantando tre parchi nazionali, un parco regionale e diverse aree marine protette.
Il monitoraggio ambientale moderno richiede un approccio analitico rigoroso, specialmente quando si affronta la minaccia invisibile dei rifiuti tessili. In Calabria, l’agenzia regionale ARPACAL (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria) si pone come baluardo scientifico nello studio del ciclo di vita dei materiali sintetici, analizzando come la gestione dei rifiuti possa trasformarsi in una fonte diretta di inquinamento marino.
Il problema centrale risiede nella natura stessa della "fast fashion", dove la produzione di capi a prezzi contenuti si basa sull'uso massiccio di fibre sintetiche. Quando questi indumenti giungono a fine vita e vengono smaltiti o sottoposti a processi di decomposizione rapida, la struttura molecolare del tessuto non si dissolve, ma si frammenta. Una volta che queste fibre superano i sistemi di filtraggio, raggiungono il mare, dove l'impatto diventa devastante. Il laboratorio Arpacal monitora costantemente la colonna d'acqua e i sedimenti marini per quantificare la presenza di queste sostanze. Le microplastiche agiscono come "spugne" chimiche, assorbendo inquinanti organici persistenti presenti in acqua. Quando gli organismi marini ingeriscono queste particelle, si innesca il fenomeno del bioaccumulo: la concentrazione di tossine aumenta risalendo la catena alimentare, arrivando potenzialmente fino all'uomo. Spesso non riflettiamo su ciò che indossiamo o sulla pervasività della plastica nell'ambiente; l'analisi dei materiali ha rivelato quanto le microplastiche siano ormai parte integrante della catena trofica.
La tecnologica ha trovato spazio nel laboratorio "Il paradosso dell'algoritmo: tra cura e conflitto". Qui, l'intelligenza artificiale è stata utilizzata per reinterpretare il classico "Siamo fatti così", creando un video generativo che illustra con precisione l'apparato respiratorio, la funzione dei globuli rossi e la dinamica dei virus. Questo connubio tra biologia e informatica dimostra come l'IA possa diventare uno strumento didattico potente per visualizzare l'invisibile. Infine, l'apertura internazionale è stata garantita dal progetto "Exploring the Human Body", un museo virtuale interamente in lingua inglese. Gli studenti hanno navigato attraverso sezioni dedicate alla biologia marina, alla botanica e all'orografia, integrando competenze linguistiche e scientifiche. Il festival ha così dimostrato che la scienza moderna non vive di compartimenti stagni, ma di una continua sintesi tra natura, tecnologia e consapevolezza globale.
L’Intelligenza Artificiale è un pericolo o un’innovazione?
‹‹Siamo cambiati perché ignari di aver regalato la nostra umanità alle macchine››
A cura di Serena Mirabello
La seconda mattina del Festival delle Scienze 2026 – IdeA si è conclusa con “Io e MIA – Intelligenza Artificiale”, l’incontro che ha visto come relatore il professore Fortunato De Luca, ingegnere elettronico e docente dell’Istituto tecnico “De Filippis-Prestia” di Vibo Valentia. Ospite per il terzo anno consecutivo, il prof. De Luca ha illustrato come il mondo stia cambiando a causa dell’Intelligenza Artificiale, in quanto ormai la si ritrova ovunque e la si usa anche inconsapevolmente. L’IA viene, ormai, definita troppo buona perché tende ad assecondare l’utente, ma quando ciò accade, il senso di responsabilità dell’uomo cala drasticamente. Il prof. De Luca ha, poi, affermato come i bambini, oggi, crescano circondati dall’Intelligenza Artificiale, non solo in ambito educativo, in quanto anche i cartoni animati vengono creati non più da un gruppo di esperti bensì dall’IA stessa. L’incontro si è infine concluso con l’illustrazione di alcune immagini create con l’IA, allo scopo di dimostrarne il potenziale.
Scuola e IA: quando il dibattito comprende temi di attualità
Tra divieti di uso smartphone e nuovi algoritmi, ecco come cambia il modo di imparare
A cura di Francesco Porcelli e Mauro Ravese
“Processo all’intelligenza artificiale”, questo il titolo dell’incontro che si è tenuto durante la seconda giornata del Festival delle Scienze 2026 – IdeA. Sotto accusa, dunque, l’intelligenza artificiale. Al centro il dibattito sul rapporto tra scuola e tecnologia, coordinato da Mauro Sabella, esperto di didattica assistita dalle nuove tecnologie. L’incontro ha avuto lo scopo di affrontare e analizzare le opinioni degli studenti sulle nuove regole sugli smartphone. Il professore Sabella, quindi, li ha direttamente coinvolti ponendo loro una serie di quesiti. Un primo punto di analisi ha riguardato la percezione soggettiva della tecnologia. Secondo sabella «è fondamentale definire, attraverso parole chiave, cosa rappresenti oggi il legame tra l'istituzione scolastica e gli strumenti digitali, e come ogni singolo studente viva il proprio rapporto personale con il cellulare. Il telefono è spesso al centro di dispute: ci si interroga – ha continuato l’esperto - se il divieto assoluto di utilizzo in classe sia davvero una soluzione efficace o se, al contrario, non rischi di ignorare una realtà ormai consolidata. Spesso si tende a colpevolizzare – ha concluso - il dispositivo per la mancanza di attenzione, ma bisognerebbe chiedersi se la causa principale della distrazione sia effettivamente il dispositivo o se risieda piuttosto in una mancanza di stimoli durante la lezione».
Se le macchine sono intelligenti
lo sono come gli esseri umani?
Il dottore Tullio Barsi alla terza giornata del Festival delle Scienze 2026 -IdeA presso il Liceo Scientifico “G.Berto” di Vibo Valentia
A cura di Vincenzo Larosa, Serena Mirabello, Giulia Sirgiovanni e Federica Vita
Qual è il criterio su cui si basa l’intelligenza? Si usa classificare un sistema, vivente o non, in base al confronto con quello umano. Questo il leitmotiv dell’incontro dal titolo “L’evoluzione delle intelligenze: dai batteri alle piante, agli animali umani e non, fino all’IA”. Durante la conferenza Tullio Barsi, docente di anatomia umana presso l’università Magna Graecia di Catanzaro, ha sostenuto che «È intelligente qualsiasi essere capace di evolversi, di adattarsi all’ambiente e di risolvere problemi mai riscontrati prima» L’intelligenza non si basa sulla quantità di neuroni, «Se così fosse, - ha precisato Barsi - gli elefanti avrebbero dovuto inventare la meccanica quantistica». Il fattore che influenza l’intelligenza, pertanto, non è quantitativo ma qualitativo. È intelligente un essere che sa dare importanza a qualcosa, proprio come l’evoluzione, i cui obiettivi sono il mangiare, il non essere mangiato e il riprodursi e tutte le sue azioni derivano dalla rincorsa di quegli obiettivi.
«La stessa struttura ossea – ha precisato -dell’essere umano è una conseguenza della presenza di gravità sul nostro pianeta. Così succede con diverse modalità anche con api, vespe, ragni e rane. Tutti questi animali sono intelligenti nella loro nicchia ambientale dove il loro intelletto si manifesta».
Il dottore ha inoltre parlato della parte razionale dei processi cognitivi che si avviano nel cervello e del perché non siano presenti nelle macchine. Come le api, che rispetto all’uomo hanno meno memoria e non classificano i fiori in base al tipo, anche gli umani, in confronto ai sistemi artificiali, utilizzano la razionalità per ovviare questa carenza. «Per creare un sistema intelligente, quindi, non bisogna prendere – ha concluso - come modello il cervello umano, ma informazione pregresse archiviate dall’uomo. Proprio come gli aerei che per volare non utilizzano ali di gabbiano».
Le soluzioni gratuite di Google per la scuola: Gemini e NanoBanana IA
Nuove Intelligenze Artificiali adatte ad accompagnare gli studenti nel percorso di apprendimento
A cura di Serena Mirabello e Lara Russo
Presente al Festival delle Scienze 2026 – IdeA, all’interno delle attività prevista dal Meet SChool, Emanuele Pozzi, direttore di Google For Education per presentare un workshop dedicato a dirigenti, docenti e studenti. Il manager Pozzi sostenuto che «l’Intelligenza Artificiale Generativa non deve essere in grado di dare consigli emotivi, sociali e di vita privata». Ha chiarito, poi, il corretto utilizzo di un chatbot, spiegando che l’utilizzo dell’IA Generativa nasce come supporto ai professionisti e ha come scopo quello di offrire un aiuto per le singole attività. Pozzi ha, infine, mostrato la versione 3.1 Pro di Gemini, che viene offerta a tutti. In particolare, questa versione, può essere utilizzata per il ragionamento matematico, in quanto, attraverso l’apprendimento guidato, il chatbot porta l’utente verso il risultato anziché offrirlo immediatamente. Il manager ha concluso il workshop consigliando l’utilizzo delle sezioni gratuite dell’Intelligenza Artificiale, ideali per le scuole.
L’Acropoli risorge: l’Intelligenza Artificiale restituisce
ad Atene il suo antico splendore
Tecnologia, storia e innovazione per valorizzare il patrimonio culturale. Atene risorge grazie ai programmi utilizzati dagli studenti della classe IB Opzione Scienze Applicate
A cura di Serena Mirabello e Noemi Stanganello
Tra i tanti laboratori e progetti allestiti in occasione del Festival delle Scienze 2026 – IdeA del Liceo Scientifico “G. Berto” di Vibo Valentia, quello di disegno e storia dell’arte dal titolo “Ideare un video digitale con AI” a cura della docente Margherita Catanoso, ha previsto la ricostruzione dell’Acropoli di Atene. Gli alunni della classe IB Opzione Scienze Applicate, attraverso l’uso dell’IA, hanno fatto rivivere l’Antica Atene, utilizzando anche Google Maps e la grafica di un videogioco.
Think, Move, Control: la tecnologia che dà autonomia
Il progetto dell’Istituto di Istruzione Superiore ITG-ITI-ITE che conquista la Cina
A cura di Carmen Pontoriero e Rebecca Monteleone
Nella prima giornata del Festival delle Scienze 2026 abbiamo incontrato tre studenti dell’Istituto ITG-ITI-ITE di Vibo Valentia — Cristian Arena, Gregorio Curello e Gabriele Lacquaniti — protagonisti del progetto “Think, move, control… Technology at the service of disability”, selezionato per rappresentare l’Italia alla Beijing Youth Science Creation Competition, una delle competizioni scientifiche giovanili più importanti al mondo. Un lavoro nato tra i banchi di scuola e arrivato fino a Pechino, dove ha conquistato la medaglia d’oro mondiale nella categoria Artificial Intelligence. Il progetto parte da una domanda che tocca la vita reale: come restituire autonomia alle persone con disabilità motorie? Gli studenti hanno deciso di rispondere con la tecnologia, sviluppando un sistema capace di permettere a chi ha difficoltà motorie di controllare oggetti e dispositivi domestici attraverso movimenti minimi del corpo, gesti riconosciuti da sensori e segnali cerebrali interpretati dall’intelligenza artificiale. Durante l’intervista, i ragazzi ci hanno spiegato che il progetto si basa su due sistemi distinti, pensati per diversi livelli di disabilità. Il primo è un sistema domotico controllato tramite gesti, per persone che possono muovere le mani, composto da un computer, dove è installato il software creato dagli studenti, sensori di movimento, che riconoscono gesti specifici. Una volta attivata la modalità di controllo, i ragazzi ci hanno mostrato come con dei gesti specifici si possono accendere i diversi dispositivi domestici. Il secondo sistema prevede la presenza di un sensore posizionato dietro l’orecchio, capace di rilevare le reazioni cerebrali associate alla concentrazione visiva. Prima viene calibrato, successivamente l’utente si concentra su uno dei punti presenti sullo schermo e il sistema riconosce il segnale e attiva il dispositivo corrispondente. Il loro racconto mette in luce non solo competenze tecniche, ma anche capacità di collaborazione, problem solving e creatività. Il valore del progetto non sta solo nella tecnologia, ma nel suo impatto umano. “Think, move, control…” non è solo un progetto scolastico: è una visione del futuro. Un futuro in cui la tecnologia non è fine a sé stessa, ma diventa un mezzo per migliorare la vita delle persone.
L’evoluzione della didattica: potenzialità e applicazioni dell’Intelligenza Generativa con il Professore Sconocchini
«Le pratiche didattiche inclusive che divertono gli studenti oltre che a istruirli» lo ha detto l’esperto nel corso dell’incontro “Dall’IA come novità all’IA come strumento didattico”
A cura di Arcangelo Dragone, Lara Russo e Michele Filardo
«Come possiamo utilizzare l’Intelligenza Generativa?» Questa la domanda con cui Roberto Sconocchini, direttore e consulente scientifico del progetto ‘’NeoConnessi’’, ha introdotto l’evento conclusivo della seconda giornata del Festival delle Scienze al Liceo Scientifico ‘’Giuseppe Berto’’ di Vibo Valentia.
L’esperto ha spiegato come utilizzare tutte le capacità dell’Intelligenza Artificiale, anche nella didattica in presenza. «Fino a qualche anno fa, in aula, - ha affermato - venivano proposte attività ripetitive che spesso non rendevano partecipativi gli studenti, ma con l’evoluzione della tecnologia, attualmente, si possono creare pratiche didattiche inclusive che divertono gli studenti oltre che a istruirli».
L’Intelligenza Generativa, inoltre, aiuta a creare progetti in modo preciso e accurato. Il professore Sconocchini ha illustrato i vari passaggi che bisogna operare per ottenere un prodotto con tutti i dettagli preferiti, ovvero, inserendo tutti gli aspetti desiderati.
«Le aziende odierne mirano ai giovani che operano il promt design, che è alla base, ormai, di ogni azienda - ha concluso Sconocchini -. Perciò, è importante nella pratica didattica insegnare agli studenti come utilizzare questi sistemi».
Algoritmi quotidiani: il professor Domenico Talia
al Festival delle Scienze 2026
Un dialogo sulla società digitale tra etica, consapevolezza e futuro dell’intelligenza artificiale
A cura di Carmen Pontoriero e Rebecca Monteleone
Durante la terza e ultima giornata del Festival delle Scienze 2026 – IdeA, il Liceo Scientifico “G. Berto” di Vibo Valentia ha ospitato il professor Domenico Talia, docente di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni e tra i massimi esperti italiani di intelligenza artificiale. L’incontro ha rappresentato uno dei momenti più significativi dell’intera manifestazione, offrendo agli studenti un’occasione preziosa per comprendere più da vicino come gli algoritmi influenzino la società digitale in cui viviamo. Fin dalle prime domande, Talia ha evidenziato come il rapporto tra esseri umani e algoritmi sia oggi profondo, complesso e spesso sottovalutato. Gli algoritmi, ha spiegato, regolano una parte enorme delle nostre azioni quotidiane: dallo smartphone che consultiamo appena svegli, ai social network che
selezionano ciò che vediamo, fino ai servizi digitali che utilizziamo senza renderci conto dei meccanismi che li governano. Questa presenza costante, quasi invisibile, rende ancora più urgente sviluppare consapevolezza «Molti giovani usano il computer senza sapere cosa c’è dentro», ha sottolineato il docente, invitando gli studenti a non limitarsi a essere utenti passivi, ma a comprendere ciò che accade “dietro lo schermo”. Uno dei temi centrali affrontati durante l’intervista è stato quello dell’uso etico dell’intelligenza artificiale, un aspetto che Talia considera imprescindibile. Ha ricordato come alcuni sistemi, se progettati o utilizzati in modo scorretto, possano generare discriminazioni, distorsioni e persino conseguenze drammatiche. Ha citato anche episodi estremi, come casi di suicidio legati a dinamiche digitali, per evidenziare quanto sia fondamentale che l’etica guidi ogni fase dello sviluppo tecnologico. Secondo Talia, infatti, la responsabilità non ricade solo su chi crea l’IA, ma anche su chi la utilizza quotidianamente. «L’etica deve essere presente in chi - ha sostenuto - crea questi sistemi, ma anche in chi li usa». Una riflessione che richiama la necessità di educare le nuove generazioni a un uso consapevole e critico degli strumenti digitali. Guardando al futuro, il professore ha delineato uno scenario di forte evoluzione. «Nei prossimi 5-10 anni - ha spiegato - potremmo assistere alla nascita di una intelligenza artificiale generale, capace di svolgere qualsiasi compito oggi affidato agli esseri umani. Una prospettiva che apre possibilità straordinarie - ha concluso - ma che allo stesso tempo solleva interrogativi e preoccupazioni: come cambierà il lavoro? Quali competenze saranno necessarie? Quali rischi comporterà delegare sempre più funzioni alle macchine?». Per questo, Talia ha ribadito l’importanza di sviluppare conoscenza, senso critico e capacità di orientarsi in un mondo in cui la tecnologia evolve più rapidamente della nostra capacità di comprenderla. L’incontro si è concluso con un messaggio chiaro rivolto ai ragazzi: informarsi, formarsi e non smettere mai di interrogarsi sulle tecnologie che plasmano il presente e il futuro. «Solo attraverso la conoscenza - ha ricordato il professore - è possibile affrontare con consapevolezza le sfide della società digitale e trasformare l’innovazione in un’opportunità, non in un rischio».
Algoritmi quotidiani: come l’IA sta cambiando
il nostro sguardo sul mondo
Il professor Domenico Talia al Festival delle Scienze 2026:
tra trasformazioni digitali, rischi,opportunità e responsabilità umana
A cura di Carmen Pontoriero e Rebecca Monteleone
La giornata conclusiva del Festival delle Scienze 2026 – IdeA si è aperta con un clima di grande partecipazione e curiosità. A dare avvio ai lavori sono stati i chairman della conferenza, Celeste Paraguai e Nicola Pagano della classe IV A, che con professionalità e sicurezza hanno accolto studenti, docenti e ospiti, introducendo il primo relatore della mattinata. Sul palco è intervenuto Domenico Talia, professore ordinario di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni all’Università della Calabria e figura di spicco nel panorama internazionale dell’intelligenza artificiale. La sua presenza ha segnato uno dei momenti più attesi del Festival, grazie alla capacità di unire rigore scientifico, chiarezza divulgativa e una profonda riflessione sul rapporto tra esseri umani e tecnologie digitali. Fin dalle prime battute, Talia ha guidato il pubblico in un viaggio dentro il mondo degli algoritmi quotidiani, mostrando come questi sistemi, spesso invisibili, influenzino le nostre scelte, le nostre abitudini e persino il modo in cui percepiamo la realtà. Ha invitato i ragazzi a recuperare uno sguardo autentico sul mondo, ricordando che «anche le immagini dei nostri smartphone sono già filtrate da algoritmi», e che la tecnologia, pur essendo uno strumento straordinario, può alterare ciò che crediamo di vedere. Ripercorrendo l’evoluzione dell’informatica — dai primi calcolatori degli anni Quaranta alla nascita del web, fino all’esplosione dell’IA generativa — il professore ha evidenziato come la velocità del cambiamento richieda oggi più che mai consapevolezza, spirito critico e responsabilità. Al centro del suo intervento, il tema degli algoritmi come nuovi soggetti sociali: entità capaci di orientare ciò che vediamo online, di raccogliere enormi quantità di dati e di influenzare comportamenti individuali e collettivi. Una dinamica che, se non governata, può trasformarsi in rischio: dalla disinformazione al controllo, dalla perdita di autonomia alla limitazione della libertà personale. l dialogo con gli studenti ha toccato temi cruciali come privacy, etica, rischi dell’IA e possibilità che le macchine sviluppino forme di intelligenza sempre più avanzate. Talia ha ribadito l’importanza di una governance etica e politica delle tecnologie, sottolineando che l’innovazione deve essere guidata dall’uomo e non viceversa. La conferenza si è chiusa con un messaggio forte e diretto ai giovani: coltivare curiosità, studio e senso critico per affrontare un mondo che cambia più rapidamente della nostra capacità di comprenderlo, perché, come ha ricordato il professore, la conoscenza resta la chiave per orientarsi nel presente e costruire il futuro
l’indispensabile dialogo con l’intelligenza artificiale
l’IA come strumento, l’uomo come guida: il linguaggio da imparare per governare il domani
A cura di Lara Russo
La seconda giornata del Festival delle Scienze 2026 -IdeA, al Liceo Scientifico “G. Berto” di Vibo Valentia, si è aperta con il convegno dedicato all’approfondimento e al dialogo con l’IA (Intelligenza Artificiale). Ospite Roberto Sconocchini, Formatore, consulente e direttore del progetto NeoConnessi, riconosciuto come un maestro dell’IA nell’unitarietà dell’apprendimento, ovvero applicata a tutte le discipline. A guidare l’incontro Nazareno Franco della classe IVB dello scientifico vibonese. Durante la conferenza è stata ribadita l’importanza di conoscere e integrare al meglio l’IA, per applicarla. Tutto è basato su progresso e miglioramento, non sulla sostituzione dell’uomo, per creare un percorso di cittadinanza digitale consapevole. L’IA ha avuto un impatto rilevante e inaspettato, e sono state osservate le differenti reazioni all’interno della società moderna. L’esperto si è, poi, soffermato sull “deskilling”, ovvero la conseguenza di affidare alle macchine le proprie competenze potenziali per cui si può andare incontro al depotenziamento o alla perdita di queste ultime. Gli esempi più calzanti riguardano la nostra memoria e la capacità di problem solving, entrambe in calo per colpa dell’abuso dei dispositivi digitali, come testimoniano recenti studi. «Il trucco per rimanere noi i protagonisti dei nostri lavori, - ha affermato Sconocchini - è padroneggiare la dimensione del virtuale e non diminuire la capacità di scelta. Il modo migliore per dialogare efficacemente con l’IA - ha inoltre chiarito - è il prompt engeneering. Esistono varie strategie applicabili, e il prompt, che dev’essere sempre chiaro e ben articolato, fa la differenza. Il modo migliore per iniziare – ha spiegato - è domandare all’IA stessa tutti i modi in cui può essere utile. In questo modo si comprende a pieno il valore degli strumenti necessari, evitando una delega passiva e convertendo le scorciatoie in reali leve di potenziamento». Oltre alle capacità e alle agevolazioni, sono stati fatti presenti i limiti dell’IA: in particolare il fatto che non sia affidabile e inoltre che veicoli vari stereotipi.« Bisogna considerare il fatto – ha chiarito Sconocchini - che l’IA è una macchina capace di associare e coordinare parole senza rendersi conto di quello che sta facendo; si basa su tutta la rete mondiale e si arricchisce e affina costantemente». In conclusione dell’incontro, Sconocchini si è soffermato su quali potrebbero essere i cambiamenti dettati dall’IA, ribadendo che «le evoluzioni future sono incerte, dato il rapido sviluppo, ma la speranza consiste nel mettere a disposizione strumenti che siano in grado di integrare ciò che si fa a scuola». Esistono, infatti, applicazioni utilizzabili per qualsiasi cosa in base all’ambito che permettono di avere uno stile di apprendimento in cui gli studenti siano protagonisti attivi.
Scienza e futuro: si chiude il Festival
tra curiosità e nuove prospettive
Dalle onde gravitazionali al Premio Asimov, gli esperti guidano gli studenti tra ricerca, immaginazione e responsabilità scientifica
A cura di Maria Pia Niglia e Tina Piserà
Si è conclusa con grande soddisfazione la terza e ultima giornata del Festival della Scienza del Liceo Scientifico “G. Berto” di Vibo Valentia, un momento ricco di riflessioni e stimoli grazie alla conferenza che ha visto protagonisti Matteo Barsuglia, direttore di ricerca presso il Centro Nazionale della Ricerca Scientifica (CNRS) di Parigi, Francesco Vissani, ideatore del Premio Asimov e Alessandro Papa, professore di fisica teorica all’Università della Calabria (UNICAL).
L’incontro è stato aperto dall’introduzione della preside, che ha sottolineato l’importanza di iniziative come questa per avvicinare gli studenti al mondo della ricerca e del pensiero scientifico. Al centro della conferenza, il Premio Asimov, un progetto che unisce scienza, divulgazione e partecipazione attiva degli studenti. È emerso come la selezione dei testi finalisti sia un processo impegnativo ma anche estremamente stimolante, che porta a valorizzare opere capaci di raccontare la scienza in modo coinvolgente.
Il premio, ispirato alla figura dello scrittore e scienziato Isaac Asimov, nasce proprio con l’obiettivo di avvicinare i giovani alla cultura scientifica attraverso linguaggi accessibili e contaminazioni con altri ambiti, come la letteratura. In questo senso, è stato evidenziato il forte legame tra curiosità scientifica e immaginazione: la scienza, infatti, non è solo rigore e metodo, ma anche racconto, intuizione e capacità di esplorare nuove possibilità.
Ampio spazio è stato dedicato anche a temi di frontiera della ricerca, come lo studio delle onde gravitazionali e dei buchi neri. Questi strumenti innovativi permettono oggi di osservare l’universo in modi completamente nuovi, aprendo prospettive inedite sulla struttura del cosmo e su fenomeni ancora in gran parte misteriosi, come la materia oscura. Tuttavia, è stato ribadito come molte di queste questioni siano ancora aperte e richiedano prudenza, spirito critico e continua verifica.
In conclusione, i relatori hanno riflettuto sul ruolo della scienza nella società contemporanea, sottolineando la responsabilità degli scienziati nel considerare l’impatto delle proprie ricerche. La scienza è stata descritta come un’impresa collettiva, profondamente legata alla società, che deve restare aperta, condivisa e orientata al bene comune.
La giornata si è chiusa lasciando agli studenti non solo nuove conoscenze, ma anche importanti spunti di riflessione sul rapporto tra sapere, responsabilità e futuro.
Cerimonia di chiusura del Festival delle Scienze 2026- IdeA
«Una squadra di docenti e studenti fantastica ha reso possibile il successo di questa edizione del Festival». Con queste parole il dirigente scolastico Licia M. Bevilacqua ha aperto la cerimonia conclusiva della VII edizione del festival delle Scienze 2026 - Idea. Dunque, il dirigente ha voluto ringraziare tutta la comunità scolastica dello scientifico vibonese che ha reso possibile garantire la piena riuscita della manifestazione.