Francesco Calimeri presenta: “A scuola con l’intelligenza artificiale”
Francesco Calimeri presenta: “A scuola con l’intelligenza artificiale”
Francesco Calimeri presenta: “A scuola con l’intelligenza artificiale”
Antonio Iannello- 9 Aprile 2025
«L’intelligenza artificiale, componente dell’informatica, è un termine coniato nel 1955. Esistono molteplici sistemi che adoperano l’IA – ha esordito il professore – e la loro funzione essenziale è quella di trovare una soluzione ad un problema. Tuttavia, la definizione di IA è arbitraria e arrogante – ha continuato il docente – perché non è veramente intelligente e perché il significato che l’uomo dà alla parola “artificiale” è confuso. Questo termine, infatti, rappresenta qualcosa costruito dall’uomo, ma se fosse veramente così, allora anche le dighe costruite dai castori sarebbero considerabili artificiali.
Uno dei meccanismi di apprendimento per AI più diffusi è il machine learning – ha spiegato il professore - che approssima la soluzione di un problema sulla base dei dati forniti, i quali sono disposti in modo diverso e si differenziano per dimensioni diverse, dati che devono essere rigorosamente rappresentativi per stabilire dei criteri ed evitare di lasciar utilizzare alla macchina i dati di uno storico non affidabile».
Calimeri, nel corso del suo intevento, ha sostienuto che lo spirito critico senza competenze è inutile e ha ribadito che l’AI, al momento, non possa essere usata in modo responsabile dagli studenti. L’esperto si è dimostrato fiducioso che, nel futuro prossimo, anche i meno esperti sapranno utilizzare l’AI, come è stato nel passato per le automobili, dapprima utilizzate soltanto da chi conosceva determinati principi fisici e poi rese accessibili a tutti. Siccome l’intelligenza artificiale è considerata un problem solver, il professore è convinto del fatto che possa ridurre il bias e il rumore (devianze del sistema cognitivo umano), i quali sono elementi che inducono l’essere umano a compiere degli errori, «Gli errori umani – ha chiarito il docente – sono per numero la terza causa di morti all’anno ». La continua e inevitabile ascesa dell’AI, secondo il professore, cambierà la storia, e per questo motivo, meno ne sappiamo e più la subiremo. La preoccupazione dei più scettici è quella dell’ipotetico rischio che l’intelligenza artificiale possa sostituire gli uomini, dato che è adibita a compiere compiti al posto nostro. Tuttavia, il docente ha invitato a riflettere sulla questione e ha ricordato che già l’aratro aveva “sostituito” gli uomini, ma in realtà si tratta di uno strumento grazie al quale l’uomo ha potuto automatizzare i suoi processi lavorativi. Calimeri ha affermato che il lavoro nobilita l’uomo ma non lo definisce, quindi dobbiamo liberarcene sfruttando l’AI per dare più spazio alla nostra creatività. «Lo sviluppo della tecnologia – a detta del docente - è una sorta di scommessa perché la società potrebbe migliorare o peggiorare, e nell’ultimo caso ne subiremo giustamente le conseguenze». Un tema di particolare importanza su cui si è soffermato il docente è il tempo di raddoppio della conoscenza umana. Il professore si è, poi, soffermato sull’importanza dell’istruzione e di come in Italia il sistema scolastico e universitario sia accessibile a tutti. «L’arma più forte da sempre è proprio l’istruzione – ha precisato - infatti, l’Italia è il pese OCSE con la più alta percentuale di persone con la sola licenza media come più alto titolo di studio». In conclusione, il dicente ha raccomandato agli studenti, che si stanno approcciando all’ambiente universitario, di guardare «il mondo con i propri occhi e non con quelli delle vecchie generazioni, poiché l’innovazione può provenire soltanto da nuovi punti di vista, non dalle persone che hanno vissuto in periodi storici differenti che possono aver condizionato il loro pensiero e il loro modo di vedere la realtà».