“Il microbiota e le tecniche innovative di diagnosi”
“Il microbiota e le tecniche innovative di diagnosi”
Giovanni Capocasale ha riflettuto sull’importanza delle relazioni tra l’insieme di tutti i singoli microrganismi e le diverse attività del nostro organismo nel corso dell’incontro della seconda giornata del Festival delle Scienze 2024
Antonio Iannello e Carlotta Francesca Torcasio - 17 Aprile 2024
Mente sana in intestino sano. Questo il leitmotiv del seminario sul tema “Il microbiota e le tecniche innovative di diagnosi” che Giovanni Capocasale, dottore e professionista in allergologia pediatrica, ha tenuto nel corso della seconda giornata del Festival delle Scienze 2024 – NEURONIA. Nel convegno conclusivo della mattina della seconda giornata del Festival delle Scienze 2024 del liceo scientifico “G. Berto”, il dottor Giovanni Capocasale, pediatra e allergologo presso la clinica pediatrica dell’Università degli studi di Catanzaro e accademico dell’Accademia italiana della cucina, ha riflettuto sull’importanza delle relazioni tra il microbiota, ovvero l’insieme di tutti i singoli microrganismi (batteri, funghi, protozoi, virus) che convivono in simbiosi con il nostro organismo senza danneggiarlo, e le diverse attività del nostro organismo, tra cui quella cerebrale.
L’evento è stato moderato dalle studentesse del “Berto” Lara Gioffré e Marta Lo Bianco, e preceduto da un lungo intervento della professoressa di filosofia e storia presso lo scientifico vibonese Eleonora Cannatelli, che ha presentato l’esperto, soffermandosi sul suo ruolo di accademico nell’Accademia Italiana della Cucina. «Questa Accademia è un’associazione culturale – ha affermato la docente - il cui scopo è quello di salvaguardare, insieme alle tradizioni della cucina italiana, la cultura della civiltà della tavola, espressione viva e attiva dell’intero Paese».
Capocasale ha, poi, spiegato come «il microbiota dovrebbe essere considerato un cardine della medicina attuale. I numerosi microrganismi – ha precisato - che vivono in simbiosi hanno funzioni specifiche, con almeno 1000 specie differenti, e diverse da persona a persona, aiutano la digestione, la produzione di anticorpi, sostanze antinfiammatorie e antibiotici naturali».
Il microbiota, infatti, si trova in diversi apparati e organi del corpo, per questo il mantenimento della salute di questa comunità di microrganismi, in particolare di quello intestinale, è importante per garantire un cervello in forma. «Per mantenere un microbiota sano – ha concluso l’allergologo - bisogna praticare regolarmente l’igiene personale (delle mani, intima e orale), evitare un uso eccessivo di antibiotici e seguire una dieta equilibrata come quella mediterranea». Capocasale ha definito una «Sinfonia di salute» la scelta di cibi freschi, non processati come frutta, verdura, olio extravergine d’oliva, cereali integrali, pesce, legumi a scapito di carni rosse, dolci, bibite e latticini per portare benefici ai “batteri buoni”.
Gli alimenti processati ricchi di zuccheri aggiunti, grassi saturi e conservanti e l’uso-abuso eccessivo di antibiotici possono alterare negativamente il microbiota, causando una “disbiosi”, favorendo quadri clinici infiammatori e generalizzati, e l’obesità con tutte le patologie croniche connesse.
«L’associazione tra microbiota e malattie, - ha chiarito l’esperto in conclusione dell’incontro - insieme alla sua rilevanza clinica, è ancora difficile da interpretare. Esiste un’enorme quantità di dati relativa al microbiota umano, estremamente complesso e costituito da migliaia di miliardi di microrganismi anche solamente nel tratto intestinale, sono raccolte in enormi database. Le attuali tecniche di Intelligenza Artificiale: l’Apprendimento Automatico (ML) e il Deep Learning (DL), possono aiutare i ricercatori nel processare ed interpretare i database. Tuttavia ci sono ancora alcune sfide, riguardanti l’IA, da affrontare per garantire una sua applicazione responsabile ed inclusiva».