Codici e cervelli nell’AI: ”prodotti gratuiti ma a caro prezzo”
Codici e cervelli nell’AI: ”prodotti gratuiti ma a caro prezzo”
Il professore e ingegnere elettronico Fortunato De Luca fa riflettere il pubblico sui pro e i contro dell’intelligenza artificiale
Antonio Iannello e Giuseppe Iannello - 18 Aprile 2024
Nel corso del convegno “Codici e cervelli nell’AI”, Fortunato De Luca, docente presso l’IIS “Prestia-De Filippis” di Vibo Valentia, ha discusso sull’importanza che ricopre l’intelligenza artificiale nei vari settori e si è soffermato in particolare sui rischi del suo utilizzo.
«La scuola ammazza la creatività; inseguite i vostri sogni e perseguite i vostri obiettivi - ha detto il professore in apertura della sua conversazione - . La nostra anima fa parte dell’AI (Artificial Intelligence) - ha continuato il docente -; tutti i dati che abbiamo fornito sul web, immagini, video, audio e creazioni, sono stati totalmente strumentalizzati per favorire la nascita di questo nuovo tipo di intelligenza».
La mente umana nasce e si distingue per il fatto di perseguire scopi e obiettivi diversi. «L’AI è stata creata per fini nobili - ha sostenuto De Luca - ma viene usata per fini tragici, poiché è posta non solo all’interno di software, ma anche all’interno di hardware, come robot e droni, creati originariamente per fini pacifici ed oggi utilizzati come armi, o bombe “intelligenti”.
La tecnologia nata per essere di supporto alle attività umane viene ora impiegata per seminare terrore e violenza, anche psicologica, come avviene spesso nei casi in cui vengono sostituiti volti all'interno di foto o video mediante l’utilizzo di LLM (Large Language Models), modelli specializzati nell’elaborazione del linguaggio naturale e la generazione di testi. Bisogna dunque prestare molta attenzione a come la si utilizza».
Con l’acronimo AI ci si riferisce a programmi o macchine che simulano attività che tipicamente richiedono l’intelligenza umana e che dagli input che ricevono, ad esempio i like, sono in grado di dedurre come generare output, quali previsioni, contenuti, raccomandazioni o decisioni possono influenzare ambienti fisici e virtuali. Gli effetti che l’AI ha generato negli ultimi anni sono l’aumento dell’ansia, dello stress e della solitudine che nasce puramente dalla sensazione di sentirsi isolati, poiché - come ha affermato l’ingegnere - «L’amicizia reale è fatta di un contatto del tutto fisico».
Il professore ha inoltre condannato l’utilizzo eccessivo dell’AI, poiché meno l’uomo compie azioni più le proprie connessioni sinaptiche si indeboliscono. Per regolamentare l’uso dell’AI è nato l’AI Act, in corso di approvazione da parte del Parlamento Europeo: il primo grande quadro giuridico completo sull’AI a livello mondiale. L’obiettivo delle nuove norme è di promuovere un’AI affidabile in Europa e oltre, garantendo che i sistemi di intelligenza artificiale rispettino i diritti fondamentali, la sicurezza e i principi etici.