Il Francese tra didattica narrativa e IA come scaffolding. Sperimentazione nella scuola secondaria di secondo grado
Il Francese tra didattica narrativa e IA come scaffolding. Sperimentazione nella scuola secondaria di secondo grado
Questo progetto nasce dall’esigenza di individuare una pratica didattica, dell'insegnamento del francese lingua straniera, efficace per gli apprendenti con ADHD nella scuola secondaria di II grado, con l’obiettivo di renderla trasferibile ad altri contesti disciplinari.
A partire da una ricerca-azione in contesto reale, è stato sviluppato un modello che integra didattica narrativa, metodologia EAS, cooperative learning e intelligenza artificiale come scaffolding metacognitivo.
I risultati preliminari evidenziano un miglioramento della partecipazione, della motivazione e della competenza comunicativa, con effetti significativi sull’autonomia e sull’inclusione.
fig. 1
Il contributo si rivolge alla condizione di vulnerabilità vissuta dagli apprendenti con ADHD nella scuola secondaria di II grado, ripercorrendo i nodi principali che hanno condotto alla ricerca di una metodologia di didattica di lingua e cultura francese inclusiva, applicabile, fruibile e utile.
Dall’analisi dei dati sugli apprendenti con disabilità, emerge che quasi un quinto di rientra nei disturbi dell’attenzione e del comportamento (ISTAT, 2024).
Tale dato, pur rilevante di per sè, non include tuttavia gli apprendenti con ADHD non certificati o non diagnosticati, rendendo evidente la presumibile presenza di ulteriori soggetti in questa situazione di vulnerabilità.
Da questa considerazione preliminare emerge la necessità di trovare risposte didattiche inclusive capaci di offrire pari opportunità di successo formativo attraverso una didattica praticabile, attuabile e su misura per ogni singolo partecipante.
Pur vantando uno dei quadri normativi migliori al mondo per l’ inclusione scolastica, la Scuola italiana mostra ancora le sue fragilità nelle azioni didattiche intraprese quotidianamente in aula per questo specifico disturbo.
La letteratura delle pratiche scolastiche, finora rilevate, evidenzia quanto ancora l’approccio sia prevalentemente bio-medicale e comportamentale (Russel, 2018), rischiando di trascurare il potenziale epistemico, meta-cognitivo e identitario che un approccio narrativo applicato alla didattica delle lingue potrebbe invece apportare.
La figura 1 rappresenta l’articolazione di una ricerca-azione, intrapresa individualmente da una docente di scuola secondaria di II grado, iniziata nell’a.s. 20/21 e ancora in corso nell’a.s.25/26.
L’interezza del poster intende ripercorrere le tappe principali che hanno condotto alla progettazione didattica-sperimentale ancora in corso per proporre sia i nodi principali dello studio sia il risultato degli ultimi dati raccolti, che si presentano ancora iniziali ma incoraggianti.
La progettazione di una didattica del francese basata sulla narrazione, integrata con un uso responsabile dell’intelligenza artificiale come strumento di supporto meta-cognitivo, seguendo una metodologia cooperativa strutturata in EAS, sembra rappresentare una risposta percorribile e concreta alle situazioni di vulnerabilità degli apprendenti con ADHD nell’ambiente classe.
La cornice teorica sottesa muove dalle Indicazioni Ministeriali e della regione Emilia Romagna e dalle evidenze scientifiche che sottolineano la compromissione delle funzioni esecutive dei soggetti con ADHD, con importanti conseguenze sugli apprendimenti (Cottini, 2024).
In questo quadro, la narrazione riassume una funzione epistemica centrale, intesa come modalità privilegiata di costruzione del sapere, della conoscenza e di esplorazione del sé (Bruner, 2002: p 73) e del mondo (Bruner, 2002: p 99).
A tale prospettiva si affianca la poetica della relazione e l’idea di identità plurale di Édouard Glissant, che sollecitano la pedagogia a entrare in risonanza con l’Altro e con la complessità dei contesti educativi (Institut du Tout-Monde, 2023).
La prospettiva ecologica dell’apprendimento (Bronfenbrenner, 1979) consente infine di leggere l’esperienza didattica come interazione dinamica tra individuo, ambiente e strumenti culturali.
Infine, come suggerito da Fiorucci e Bevilacqua (2024) l’uso dell’intelligenza artificiale è inteso come scaffolding cognitivo, strumento compensativo e meta-cognitivo, non sostitutivo.
I risultati preliminari, seppur limitati nel tempo e nel campione, evidenziano indicatori qualitativi rilevanti, come ad esempio l’aumento della partecipazione al percorso didattico proposto in aula, una maggiore motivazione allo studio anche in ambito domestico ed infine una maggiore fiducia verso la lingua.
Inoltre, la narrazione unita agli artifici prodotti dalla metodologia EAS, genera negli apprendenti un naturale desiderio di volersi esprimere e comunicare, trasformando l’apprendimento da generica memorizzazione a esigenza comunicativa autentica.
Infine, particolarmente significativo risulta lo stupore degli apprendenti nel constatare la propria capacità immediata di comunicare, di produrre testi e di comprendere documenti autentici, considerato indicatore immediato dell’efficacia del dispositivo narrativo.
Il contributo intende dunque offrire una riflessione metodologicamente fondata su come la didattica delle lingue, attraverso la narrazione e l’uso critico dell’IA, possa costituire una risposta concreta e trasferibile ai soggetti con ADHD, restituendo centralità alla relazione educativa, all’identità dell’apprendente e all’esperienza di apprendimento, affinché anche questa parte della popolazione scolastica possa trovare la propria strada formativa ed avere l’opportunità di poter accedere ai più alti gradi e ordini di percorsi di studio.
Il progetto è in costante sviluppo e aggiornamento.