La lingua ladina è una lingua retoromanza, parlata nelle Dolomiti, soprattutto in Trentino-Alto Adige e Veneto. È la lingua madre di circa 41.000 persone (dati 2006–2011) e si scrive con l’alfabeto latino.
Origini e influenze
Le radici del ladino affondano nella storia alpina: prima i Reti (popolo di origine incerta), poi la romanizzazione lenta e parziale delle valli. Con il tempo, il latino locale ha assorbito elementi celtici e retici, creando una lingua unica. Il termine “ladino” deriva proprio da “latino”, usato per distinguersi dai popoli germanici e slavi.
Caratteristiche linguistiche
Il ladino condivide alcuni tratti con le lingue romanze occidentali (come la lenizione delle consonanti), ma si distingue per suoni e parole arcaiche, come baranc (pino mugo) o rei (frana).
Dove si parla: le varianti principali
Trentino-Alto Adige: Val Badia (badioto), Val Gardena (gardenese), Val di Fassa (fassano), Livinallongo (fodom).
Veneto (Belluno): Cortina d’Ampezzo (ampezzano), Cadore (cadorino), Comelico (comeliano), Agordino (ladin-agordin).
Trentino occidentale: Val di Non e Val di Sole (ladino anaunico, non riconosciuto ufficialmente ma molto arcaico).
Mappa delle lingue parlate nei territori dell'impero Austro-ungarico nel 1851 (l'area gialla scura è quella ladina)
Zone dove attualmente si parla il ladino