Vita, incontri e opere di Marcel Proust
Vita, incontri e opere di Marcel Proust
la morte del padre - traduzione della Bibbia di Amiens -
Quell'anno 1900 la famiglia Proust si trasferì da boulevard Malesherbes al 45 di rue de Courcelles, in una casa dalla "volta sonora e dalla larga scalinata".
Adrien e Robert sul balcone della nuova abitazione
In questa foto di un pranzo in campagna Marcel è al centro, il padre Adrien seduto a destra, con la bombetta
Nel 1901 Proust continuò le traduzioni e i pellegrinaggi ruskiniani a Chartres e Senlis.
Di questo periodo sono le cene da Larue o al Café Weber, dove incontrò artisti come Debussy che però non aveva simpatia per lui.
Nel 1903 strinse amicizia con altri giovani nobili: Armand de Guiche, Léon Radziwill, Louis d'Albufera e la sua amante, l'attrice Louisa de Mornand.
Armand de Gramont, duc de Guiche (1879 - 1962)
ritratto da Philip de László [da Wikipedia]
prince Léon (detto Loche) Radziwill (1880 - 1927)
[Par Bernard Boutet de Monvel — Gazette Drouot]
Ad Albufera e a Louisa furono ispirati i personaggio di Saint-Loup e della sua amante Rachel.
Proust la sostenne agli inizi della carriera presentandola ad Henri Bataille, che la lanciò, facendole ottenere ruoli, per quanto minori, in teatro; dopo una lunga pausa entrò nel mondo del cinema dove riuscì a superare la transizione dal muto al sonoro e a raggiungere un certo anche di critica.
Intorno all'étoile Louisa gravitò una cerchia di letterati e artisti fra cui il pittore Antoine de la Gandara, autore di un suo magnifico ritratto.
Louis d'Albufera (1877-1953) [da Gallica.bnf.fr]
Louisa de Mornand (1884-1963) [da Gallica.bnf.fr]
Proust le dedicò i versi, considerati una sciocchezza, ispirati da un ritratto della bella Louisa dipinto da Madeleine Lemaire, dove è distesa su un letto, con un libro in mano, e in attesa della visita del marchese d'Albufera. "[...] Louisette a lu assez de vers / son oeil se clôt ... mais son coeur bouge / Et de ses deux bras entrouverts / Elle appelle un certain marquis / A l'esprit comme au coeur exquis / Et dont le nez fin l'a conquis [...]".
Era fou di un ritratto fotografico che Louisa gli aveva regalato, dopo che Marcel, in una visita a casa sua, l'aveva trovata distesa, mentre leggeva, attendendo Albufera, e su cui lei aveva scritto: "l'original qui aime bien le petit Marcel", datata "avril 1904".
Proust le regalò una copia della Bibbia di Amiens con questa dedica:
"A qui ne peut avoir Louisa de Mornand / Il ne peut rester que le péché d'Onan",
che giocava su un antico significato di morner.
Louisa si separò dall'Albufera nella primavera del 1906 (lui, pressato dalla famiglia, aveva dovuto sottostare a fare un buon matrimonio) confidando il suo dolore a Proust, molto in imbarazzo, data l'amicizia per entrambi e il suo trasporto per Louisa.
Nel 1928, all'epoca dell'uscita di Lettres et vers à Madame Laure Hayman et Louisa de Mornand, scrisse:
"Ce fut entre nous une amitié amoureuse, où il n'y avait rien d'un flirt banal ni d'une liaison exclusive, mais de la part de Proust, une vive passion nuancée d'affection et de désir, et de la mienne, un attachement qui était plus que de la camaraderie et qui touchait vraiment mon coeur".
la morte del padre
Il 26 novembre 1903 Adrien morì a causa di una emorragia cerebrale.
Dalle memorie di Céleste: "Ho ancora nelle orecchie il racconto che ne fece Monsieur Proust.
Il professor Proust doveva tenere una lezione all'università, disse alla moglie che sarebbe passato prima in boulevard Saint-Germain, dove abitavano il figlio Robert e la nuora Marthe, per avere notizie della sua gravidanza quasi al termine. Robert, colpito dalla brutta cera e dalla stanchezza del padre, disse alla moglie di andare a passeggio con sua madre e preferì accompagnare egli stesso Adrien in facoltà.
Egli iniziò la sua lezione, ma poco dopo pregò gli studenti di scusarlo, non si sentiva bene e si sarebbe assentato un attimo. Robert e altri non vedendolo tornare lo cercarono e lo trovarono in bagno, per terra, fulminato da congestione celebrale. Robert lo riportò in rue de Courcelles, dove la mamma subito gridò rimproversandosi di non averlo accompagnato lei, poi si ricompose nel suo dolore. Robert telefonò alla moglie dicendole che Adrien aveva avuto un malore, doveva restare con lui, e pregò la di restare da sua madre.
Ma nella notte nacque la piccola Suzy. Marthe restò tra la vita e la morte per una febbre perpuerale dovuta forse alal fretta con cui nell'emozione per il malore di papà si erano fatti i preparativi. Naturalmente le nascosero che il suocero era morto, le dicevano che si sarebbe rimesso, di pensare a se stessa.
Il giorno della sepoltura fu drammatico, perché a papà fecero funerali ufficiali e il corteo doveva passare proprio in avenue de Messine, sotto le finestre della suocera di mio fratello che, volendo assistere alla cerimonia, aveva mentito alla figlia: 'Devo fare una commissione, ti lascio con le cameriere, starò via poco' Ma quando passò il corteo la musica era così forte che mia cognata non poté non sentirla. Domandò alla cameriera: 'Cos'è questa musica?' 'Non so, Madame, saranno i soldati che passano.' 'No, no, è una marcia funebre. è morto qualcuno, sicuramente un uomo importante. Chi è?' 'Non lo so, Madame, non ho sentito dir nulla.' Per molto tempo riuscimmo a nascondere la verità a mia cognata. La mamma quando andava a farle visita, usciva in gramaglie da rue de Courcelles portandosi dietro un abito di colore gaio che indossava in anticameera prima di entrare nella stanza della convalescente."
[...]
Morto il padre lui continuò a vivere con la madre in rue de Courcelles e poiché l'appartamento era molto grande ne chiusero una parte e non diedero più ricevimenti.
Ogni volta che alludeva alla madre in quell'epoca della loro vita usava il vocabolo "ammirevole".
"Sono certo che alla morte di papà la mamma perdette il piacere di vivere, ma non ce lo diede mai a vedere... Era ammirevole."
Me lo disse anche a proposito di un particolare da lui riferitomi, una cosa da nulla, accaduta quando la gente sfilava per un ultimo omaggio al professor Adrien Proust composto sul letto di morte. Madame Proust era entrata proprio nel momento in cui una sconosciuta deponeva, con un gesto che non poteva dar luogo a equivoci, un grosso mazzo di violette di Parma accanto al corpo del defunto.
"In certi casi la mamma aveva il dono eccezionale di non vedere quel che non voleva vedere. [...] al letto di morte di papà, le giuro che non vide quella donna, né le violette. Oh, era ammirevole!"
Lo stesso disse di quando Jeanne, due anni più tardi, si ammalò.
Marcel dedicò al padre la traduzione della Bibbia di Amiens, edita nel 1904 dalla Societé de Mercure de France. Una relazione su tale opera fu pronunciata all'Accademia di Scienze morali e politiche da Henri Bergson (che aveva sposato una cugina di Proust).
Avrebbe poi tradotto anche la raccolta di un ciclo di conferenze di Ruskin, Sesamo and the Lilies.
Continuava a pubblicare articoli mondani sul Le Figaro. Il 16 agosto 1904 ne pubblicò invece uno su "La mort des Cathdrales", contro una conseguenza del progetto del governo in materia di separazione fra Stato e Chiese, tradotto poi in ☞ legge nel 1905