Stellanello e le sue frazioni
Stellanèllo (Štellanéllu, Stalanéllu, Stananelu[4] o Stenanelo in ligure) è un comune italiano sparso di 830 abitanti della provincia di Savona in Liguria. La sede comunale è ubicata nella frazione di San Gregorio, in borgata Rossi.Il nome del paese sarebbe legato ad una tradizione popolare, un racconto che narra la triste storia di Andalora. La leggenda vuole che il principe saraceno Al Kadir, durante una razzia lungo le coste liguri, vide la bella Andalora (che significa landa d'oro) e la volle rapire, legandola all'albero maestro della propria nave. Il promesso sposo di lei, Stefanello, la raggiunse nottetempo, mentre la nave era ormeggiata presso Capo Mele, ma nel vano tentativo di liberarla venne scoperto e ucciso. Andalora, per il dolore, e per non restare in mano dei saraceni, si gettò in mare. Il sacrificio dei due giovani, sempre secondo la leggenda, spinse il principe Al Kadir a convertirsi alla fede cristiana. Da allora i due paesi limitrofi di Andora e Stellanello portano questi nomi in memoria dei due giovani.
Il primo documento attestante il nome di Stellanello risale al 1170 quando la Valle era compresa nel vasto dominio dei marchesi di Clavesana; furono probabilmente questi ad edificare sul poggio sottostante la frazione di San Gregorio un castello di cui oggi rimangono solo i ruderi. Nel terzo decennio del XIV secolo il feudo di Stellanello passò per acquisizione dotale ai Del Carretto marchesi di Savona e signori del Finale[; all'inizio del Seicento pervenne per successione ereditaria ai Doria, principi di Melfi e signori di Loano.
Nel 1303 la valle di Stellanello si dotò di un proprio statuto, uno dei più antichi della Liguria: venivano eletti quattro consoli, uno per ogni quartiere o "cappella", e sedici consiglieri, quattro per quartiere, con il compito di gestire l'amministrazione pubblica e, in comunione col luogotenente del signore feudale, la giustizia.
Nel 1462, messer Francesco Divizia, ricco signore di Perugia, si rifugiò a Stellanello in seguito alle lotte tra guelfi e ghibellini che imperversavano nella città perugina. Fra i suoi discendenti ci furono vari personaggi illustri, tra i quali Marco Ambrogio Divizia, che nel Cinquecento fu allo stesso tempo capitano dei Corazzieri e comandante delle galere del principe Andrea Doria, e il prete Marco Antonio Divizia, che con lascito testamentario del 23 luglio 1707 istituì l'Opera Pia Divizia, preposta all'istruzione dei giovani del luogo.
Con i preliminari di Vienna del 1735 il feudo di Stellanello fu assoggettato al Regno di Sardegna. Annesso alla Repubblica Ligure dal 1801, la municipalità stellanellese fece parte dal 1803 del V cantone del Capo Mele nella Giurisdizione degli Ulivi; nel 1804 furono inglobati[8] nell'unica municipalità stellanellese gli ex comuni di Testico, Cappella Soprana, San Damiano, San Gregorio, San Vincenzo e Villarelli. Dal 13 giugno 1805 al 1814 venne compresa nel Dipartimento di Montenotte del Primo Impero francese.
Ricostituito nel 1815 il comune di Testico, al quale Stellanello cedette la frazione di Poggio Bottaro (1818), fu inglobato nella provincia di Albenga del Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel III mandamento di Andora del circondario di Albenga facente parte della provincia di Genova; nel 1927 con la soppressione del circondario ingauno passò, per pochi mesi, nel circondario di Savona e, infine, sotto la neo costituita provincia di Savona.