… Molti Toccolani dediti alla pittura non poterono approfondire i propri studi per difficoltà economiche o sociali. Tutto questo era cosa ordinaria in piccole comunità come Tocco da Casauria. Accade per alcuni illustrissimi Toccolani … così come per Maria Stromei, nata a Tocco da Casauria nel 1925.
La pittrice Toccolana ebbe, come spesso accade, una formazione da autodidatta. Fin da piccola ha amato il disegno ed il colore. I suoi familiari e i clienti che frequentavano il Sali e tabacchi di famiglia spesso erano soliti scorgerla mentre, con matita alla mano, tutta assorta, era intenta a dar vita a figure che già mettevano in luce le sue spiccate doti artistiche naturali. I suoi maestri della scuola elementare avevano suggerito ai genitori di farle frequentare una scuola di pittura fuori regione ma le condizioni storiche e sociali del tempo non favorirono la possibilità di percorrere questa strada.
Tuttavia la Stromei continuò a seguire la sua passione dando vita a numerosi disegni. Studiando i soggetti sia a matita che a colori.
L’operato nel suo periodo giovanile era prettamente legato alla ritrattistica, la pittrice Toccolana prediligeva volti di bambini e di fanciulle ma anche maternità. Il suo repertorio di immagini comprende anche paesaggi e nature morte.
Della Stromei, sono molto celebri il ritratto del “Mendicante” e quello di “Ustacchie de frecuine ” del 1952.
Maria Stromei intervenne spesso sulle statue della Parrocchia di Sant’Eustachio, prima su commissione dell’allora Parroco di Tocco don Aristide Sabellico e poi del Parroco don Luigi Macciocca. Nascerà così, per la chiesa della Madonna delle Grazie, il dipinto del Cristo Redentore, a braccia aperte, accogliente e misericordioso. Il quadro è stato portato in processione in Chiesa muovendo direttamente dalla casa dell’artista.
Nel 1955 Maria sposò Vincenzo Alberici e con lui si trasferì a Bussi Officine dove lavorò presso la portineria di un’azienda di compensati, senza però mai abbandonare il suo amore per la pittura.
La Stromei non perse mai il legame con la sua gente, con il lavoro della campagna, con la parte più umile della popolazione. Attaccamento che esprime nell’interpretazione dei ritratti. La Stromei con la sua maestria, l’esperienza e una ricca e mista tavolozza riusciva a dare ai soggetti una dimensione profondamente realistica ed una resa particolarmente espressiva. I volti dei lavoratori della terra sono palpitanti e commoventi, quasi che quelle figure vogliano rivendicare al mondo del lavoro il diritto ad inserirsi con dignità nel contesto della vita. Partecipò a numerosi concorsi, ottenendo riscontri molto positivi come testimonia la Medaglia d’oro vinta in un concorso nel Comune di Alanno nel 1977. Morì il 21 Febbraio 2014.
Lo scrittore Giovanni Marzoli commenta: “Per definire la pittura di Maria Stromei Alberici si rende necessario il paragone di un albero con due rami principali: l’albero rappresenta la sua genialità e i due rami sono l’istinto e l’abilità. Questi due rami la collegano a due dei tanti filoni artistici: primitivismo e realismo. Da questo matrimonio in apparenza poco omogeneo, nascono le sue raffigurazioni. I temi a lei più congeniali sono quelli d’estrazione contadina, come la raccolta delle olive, il riposo del pastore sotto l’albero oppure interni di vecchie case di campagna.
Il suo mondo non è inquinato dalla civiltà dei consumi, ma non manifesta nemmeno un paradiso sociale, non è corrotto dalle droghe e dai miasmi del progresso industriale, ma si sente l’abbandono millenario del contadino del sud che vive ancora solo e soltanto per consumarsi nella fatica dall’alba al tramonto.
Maria Stromei Alberici con la sua pittura porta avanti un dolente discorso abruzzese iniziato dal Patini nell’epoca in cui la povertà derivava da ingiustizie sociali, mentre oggi la miseria è di carattere morale e culturale, non esclusivamente economico”.
Grazie alla storia di Maria Stromei ho potuto inserire una donna nel mondo degli Illustrissimi Toccolani, è il suo percorso artistico, testimonianza di una società prigioniera di un contesto storico e sociale che per troppo tempo ha tagliato le ali a tanti giovani del paese, c’è per fortuna chi non si è lasciato andare e con passione e dedizione ha dato spazio alla sua creatività, Maria Stromei ne è un preziosissimo esempio.
Articolo a cura di Danilo del Rosso pubblicato sulla pagina Facebook della Pro Loco Casauria il 17 febbraio 2021.